Testo di– ENNIO TERRASI BORGHESAN

Il 2013 nello sport mondiale può essere classificato come anno di transizione, aspettando il 2014, anno di grandi manifestazioni sportive come le (contestate, per motivi extra sportivi) Olimpiadi Invernali di Sochi, Russia, i Mondiali di Calcio in Brasile e quelli di Basket in Spagna.

Ci son state però delle storie da raccontare, che apparterranno alla leggenda dei rispettivi sport. Noi di Revolart ne abbiamo scelte 10, 10 personaggi sportivi del 2013 con 10 storie diverse l’una dall’altra.

Eccovi i primi 5 nomi:

Lance Armstrong’s Confession

 

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“Sì o no. Hai mai fatto uso di sostanze proibite per vincere le tue gare?” “Sì.” “Sì o no. Nei tuoi sette Tour de France vinti, hai fatto ricorso a sostanze proibite?” “Sì.” “Secondo te era umanamente possibile vincere 7 Tour de France consecutivi senza doparsi?” “Secondo me no.”

2 ottobre 1996. A un ragazzo texano di 25 anni viene diagnosticato un cancro ai testicoli al terzo stadio. Il sottoporsi a un’immediata operazione e ad una pesante chemioterapia gli salvò la vita. Il 25 luglio 1999, quasi tre anni dopo quel 2 ottobre, quel ragazzo texano viene premiato come vincitore del Tour de France, la corsa a tappe più importante del ciclismo mondiale. Sarà il primo Tour de France di 7 vinti consecutivi, dal 1999 al 2005, trionfi che lo consacreranno tra i ciclisti più vincenti della storia, nonostante le voci di doping che l’hanno accompagnato per tutta la carriera, anche durante il ritorno all’attività agonistica nel 2009. Il 24 agosto 2012 è l’inizio della fine per quel ragazzo texano ormai diventato uomo, poiché è il giorno in cui l’USADA (agenzia antidoping degli USA) lo squalifica a vita per doping, nonostante lui continui a proclamarsi innocente.

Ma il 17 gennaio 2013, nel corso di una lunga intervista rilasciata a Oprah Winfrey, Lance Armstrong ammette finalmente di aver fatto uso, durante la sua carriera, di doping. È la distruzione finale del mito di Livestrong, del ragazzo texano che vince il cancro e diventa una leggenda dello sport esclusivamente grazie alle sue forze.

Oscar Pistorius’s Falling

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È la notte di San Valentino, un ragazzo sta dormendo nel suo letto quando all’improvviso sente dei rumori provenire da fuori, come se qualcuno stesse tentando di forzare la porta della sua stanza. Pensa che sia un ladro, ma ignora che in realtà si tratta della sua fidanzata che voleva fargli una sorpresa. Prende la pistola e spara, uccidendo il presunto ladro, per poi crollare dalla disperazione quando scopre che si tratta della sua ragazza.
Questo, secondo la versione della difesa, è ciò che accadde la notte del 14 febbraio a casa di Oscar Pistorius, il primo atleta paralimpico della storia a correre ai Giochi Olimpici insieme ai normodotati. Il giovane sudafricano veniva da un 2012 indimenticabile, con la coronazione del sogno di partecipare alle Olimpiadi di Londra e due medaglie d’oro vinte ai Giochi Paralimpici. L’auspicio per il 2013 era quello di confermare i livelli raggiunti, difendere la medaglia d’argento vinta con la staffetta ai Mondiali del 2011.

Il 2013 di Oscar Pistorius è stato invece un incubo senza fine, con un’accusa d’omicidio volontario (perché la polizia non crede all’incidente), il carcere, un processo che sembra ancora lontano dalla fine.

Come sembra essere giunta la fine di colui che venne paragonato a “un cieco che scala l’Everest”, che ha rappresentato un modello e un’ispirazione per migliaia di atleti disabili in tutto il mondo.

 

Andy Murray: Wimbledon is British

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“Game, set, and match, Murray”

3 luglio 1936. In un momento in cui i rapporti tra le nazioni europee sono decisamente tesi, il britannico Fred Perry batte, nettamente in tre set, il tedesco Gottfried von Cramm e si aggiudica la 56a edizione del Torneo di Wimbledon, lo Slam più antico e affascinante della storia del tennis. È la terza vittoria consecutiva per Perry nel torneo londinese, e la 35a volta che il torneo finisce nelle mani di un tennista britannico.

8 luglio 2012. Si gioca la finale della 126a edizione del torneo, si affrontano la leggenda del tennis Roger Federer, a caccia del suo settimo sigillo sull’erba più famosa del mondo, e lo scozzese Andy Murray, primo britannico a giocare la finale di Wimbledon dal 1938, a caccia del trionfo che manca dai tempi di Perry. Murray vince il primo set, perde un combattutissimo secondo parziale e si arrende al campione svizzero, che eguaglia il record di Sampras ed entra nella storia con il suo 17° Slam.

5 agosto 2012. Un mese dopo, si gioca a Wimbledon la finale del torneo olimpico di tennis. È la rivincita tra Murray e Federer, con il primo che conquista nettamente la medaglia d’oro. ”Eh, ma sono le Olimpiadi…”.

7 luglio 2013. Quasi un anno dopo la finale contro Federer, Andy Murray riporta a “casa” la coppa d’oro più ambita del tennis, battendo in finale il numero uno del mondo, il serbo Novak Djokovic, in tre rapidi set dominati dal tennista scozzese.

Murray da scozzese diventa per tutti britannico. Finisce il digiuno più lungo della storia dello sport inglese. Wimbledon torna a casa.

Jupp Heynckes, l’ultimo canto

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19 maggio 2012. Finale di Champions League all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Si affrontano il Bayern Monaco di Jupp Heynckes e il Chelsea dell’italiano Roberto Di Matteo. Il Bayern fa la partita, domina completamente l’avversario e passa in vantaggio a dieci minuti dalla fine con Thomas Müller. Sembra fatta per i bavaresi, che accarezzano il sogno di conquistare la Champions nel proprio stadio. A guastare la festa ci pensa l’ivoriano Drogba, che prima segna il pareggio degli inglesi a due minuti dalla fine, poi realizza il rigore decisivo che porta il Chelsea a conquistare la prima Champions della sua storia. Jupp ha 67 anni, sa che la prossima sarà l’ultima stagione da allenatore e che forse ha perso l’ultima occasione per entrare nella storia come quarto allenatore a vincere la Champions con due squadre diverse.

16 gennaio 2013. Il Bayern Monaco annuncia che Pep Guardiola, l’allenatore del Barcellona invincibile, sarà il nuovo tecnico dei bavaresi a partire da luglio.
Il vecchio Jupp si prende però la sua rivincita: nel 2013 il Bayern conquisterà l’ambito triplete, vincendo (nettamente) il campionato, la coppa di lega e, soprattutto, l’ambitissima Champions League, vincendo nella finale di Londra contro il Borussia Dortmund nella prima finale interamente tedesca della storia del trofeo. “Come lasciare al top”.

Ray Allen, He Got The Shot

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18 Giugno 2013. Miami, American Airlines Arena. Gara 6 delle Finali NBA tra Miami Heat e San Antonio Spurs. Gli Spurs sono avanti nella serie 3-2, ad una vittoria dal conquistare il quinto titolo della loro storia. 20 secondi al termine, +3 San Antonio. La palla è per LeBron James, che ha segnato poco prima una tripla fondamentale per tenere in vita gli Heat. LeBron è soprannominato “The Chosen One”, il Prescelto. Un secondo canestro consecutivo rappresenterebbe un nuovo capitolo in una storia che è già ricchissima di suo. James si alza per il tiro dai 7.25, ma stavolta prende il ferro. A rimbalzo vanno in tanti, ma ha la meglio Chris Bosh, discusso lungo degli Heat, che afferra il pallone e la passa, senza neanche pensarci troppo sopra, nell’angolo, verso Ray Allen.

Walter Ray Allen è semplicemente il migliore tiratore da tre punti della storia della NBA. Già campione nel 2008 con i Celtics, nell’estate 2012 lascerà Boston per firmare con Miami, alla ricerca di un altro titolo NBA che possa chiudere la sua gloriosa carriera, in cui ha segnato più di 3000 tiri da 3. È celebre anche per aver recitato nel film di Spike Lee “He Got Game”, titolo presto diventato un suo soprannome.
Nella carriera di Allen mancava però quel tiro “iconico”, quel canestro fondamentale tanto da entrare direttamente nelle immagini storiche della NBA.

Ricevuto il pallone da Bosh, Allen fa un passo indietro, per assicurarsi di essere dietro la linea dei 3 punti, e si alza per il tiro. È canestro, parità a 95.

Miami poi vincerà la partita al supplementare e la serie in una emozionante Gara 7, che regalerà alla franchigia della Florida il suo terzo titolo NBA, il secondo consecutivo.

Allen nel 2014 sarà ancora a giocarsi il titolo NBA con i suoi Heat. The Shot è, probabilmente, il momento più iconico della sua carriera e della storia recente della NBA.

 

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