Testo di — Ennio Terrasi Borghesan

Il 2013 nello sport mondiale può essere classificato come anno di transizione, aspettando il 2014, anno di grandi manifestazioni sportive come le (contestate, per motivi extra sportivi) Olimpiadi Invernali di Sochi, Russia, i Mondiali di Calcio in Brasile e quelli di Basket in Spagna.

Ci son state però delle storie da raccontare, che apparterranno alla leggenda dei rispettivi sport. Noi di Revolart ne abbiamo scelte 10, 10 personaggi sportivi del 2013 con 10 storie diverse l’una dall’altra.

Dopo i primi 5 nomi (http://revolart.it/2013-anno-di-sport-10-personaggi-10-storie-parte-1/) eccovi i successivi ed ultimi 5:

Sir Alex Ferguson. Legend.

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Nel 1990 Margaret Thatcher è ancora il Primo Ministro del Regno Unito, alla guida degli Stati Uniti c’è George Bush (senior), il Presidente del Consiglio italiano è Giulio Andreotti. È l’anno dell’estate italiana, di Italia ’90. Parlando di cinema, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore vince l’Oscar come miglior film straniero mentre esce quello che sarà l’ultimo film di Federico Fellini: La voce della Luna. E Microsoft rilascia Windows 3.0, aprendo un incredibile decennio d’innovazioni tecnologiche.

Il 17 maggio, a Wembley (quello vero), Londra, si gioca il replay della finale di FA Cup tra Manchester United e Crystal Palace, che avevano pareggiato per 3-3 una settimana prima. Ad avere la meglio saranno i primi, che si impongono per 1-0 grazie al gol di Lee Martin, terzino del Cheshire.

È il primo trofeo per il Manchester di Alex Ferguson, ex attaccante scozzese, già vincitore di numerose coppe negli anni ’80 con l’Aberdeen.
Da quel 17 maggio 1990 al 22 aprile 2013 il Manchester United vincerà l’incredibile cifra di 38 trofei: 13 campionati, 5 FA Cup, 4 Coppe di Lega, 10 supercoppe inglesi, 2 Champions League, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Uefa 1 Coppa Intercontinentale e 1 Mondiale per Club. Nel 1999 il suo United conquista il “treble”, quinta squadra a riuscirci nella storia del calcio, la seconda ad aggiungere anche la Coppa Intercontinentale.

Con Sir Alex il Manchester diventa la squadra “leader” della nuova era del calcio inglese, un punto di riferimento per il calcio internazionale. Ferguson diventa il Manager calcistico per definizione, lo scopritore di talenti, il coach dal bastone e carota con le sue stelle (chiedere a David Beckham, per esempio), uno straordinario esempio di longevità calcistica.

L’8 maggio 2013 il vecchio Sir Alex ha detto basta, annunciando il suo ritiro.

Sicuramente ci mancherà. Mancherà tanto a questo calcio frenetico, che sacrifica le bandiere e i progetti in nome della fretta e dell’avidità.

Mario Balotelli, Why Always You?

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Il 1990 nel calcio non è solo l’anno del primo trofeo di Sir Alex Ferguson. Il 12 agosto, a Palermo, nasce Mario Barwuah, figlio di immigrati ghanesi. A tre anni Mario verrà adottato dai Balotelli, famiglia del bresciano.

La carriera da calciatore di SuperMario è sempre stata spettacolarmente imprevedibile, i sei anni trascorsi tra Inter e Manchester City sono pieni di spettacolari gol, folli giocate e notevoli fuoripista fuori dal campo di gioco.
Il 2013 è l’anno del tanto agognato (da Mario) passaggio al Milan, squadra di cui Balotelli si è sempre professato come grande tifoso.

Il 2013 di SuperMario è un anno di gol (18 in 24 partite di campionato col Milan, 3 in 8 di Champions League, 7 gol con l’Italia), cartellini (13 ammonizioni), polemiche e prime pagine, un anno in cui prima trascina il Milan ad una rimonta incredibile che vale la qualificazione alla Champions poi affonda con lo stesso, risultando determinante (in negativo) in tante delle prestazioni opache della squadra rossonera nella seconda metà del 2013.
Per Balotelli un altro giro sull’ottovolante, aspettando il 2014, anno del suo primo Mondiale.
Anno che per quanto riguarda Balotelli, potete scommetterci, sarà comunque imprevedibile.

Valeria Straneo, A Silver Storytale

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Nel campo dello sport femminile, il 2013 in Italia ha regalato tante conferme rispetto al 2012, anno in cui lo sport italiano da raccontare era quasi totalmente rappresentato dal gentil sesso. Campionesse come Jessica Rossi, Sara Errani, Roberta Vinci e Federica Pellegrini quest’anno son state in grado di confermare (o ritornare) i livelli d’eccellenza cui ci hanno abituato con le loro imprese sportive degli ultimi anni.

Il 2013 al femminile del Bel Paese si segnala quindi per l’impresa di Valeria Straneo, medaglia d’argento nella Maratona al Mondiale di Mosca a 37 anni.

La Straneo però non è la vostra normale mamma 37enne. Valeria ha una laurea in lingue, due figli e una malattia genetica, la sferocitosi, che modifica la forma dei globuli rossi e causa l’anemia. Dopo un passato da dilettante o quasi, nel 2010 ha ricominciato a correre dopo un’operazione di asportazione della milza. Nel 2011 ha corso la prima volta rappresentando l’Italia, correndo la mezza maratona Roma-Ostia in 1 ora, 7 minuti e 46 secondi.

Già nel 2012 aveva corso una grande Maratona alle Olimpiadi di Londra, arrivando ottava con il rimpianto di un piccolo malore durante la gara che le ha impedito di attaccare la zona podio.
Nel 2013, tre anni dopo l’asportazione della milza, la consacrazione: medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo ma, soprattutto, un favoloso argento mondiale a Mosca, dopo aver sfiorato la medaglia d’oro. Un esempio di vita per chi pratica sport, specialmente a livello amatoriale.

Armin Zoeggler, l’immortalità

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Il 2014 non sarà solo l’anno dei Mondiali in Brasile. Sarà la volta delle Olimpiadi Invernali di Sochi, Russia, duramente contestate nel 2013 per motivi extra-sportivi.

Il portabandiera italiano sarà una leggenda degli sport invernali.

Il suo palmares fa impressione, va a medaglia alle Olimpiadi ininterrottamente dal 1994, e ai podi olimpici aggiunge 16 medaglie mondiali, 16 europee e 117 podi nella Coppa del Mondo di specialità.

Il presidente del CONI Malagò ha definito Armin Zoeggler come “il più grande atleta di tutti i tempi nella storia del suo sport”.

Nel 2013 il carabiniere altoatesino ha allungato la sua striscia di anni consecutivi con almeno una vittoria in coppa del mondo a 18, e a 40 anni il 2014 potrebbe essere l’apice ed il coronamento di una carriera unica ed irripetibile.

Marc Marquez, la meglio gioventù

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Nel 1978 l’americano Kenny Roberts entrò nella storia del motociclismo vincendo il mondiale al debutto nella classe 500, la categoria “regina” del motociclismo internazionale.
Cinque anni dopo, nel 1983, a quasi 22 anni l’americano Freddie Spencer vinse il titolo mondiale (battendo proprio Kenny Roberts), laureandosi come il campione più giovane di sempre.

Si sa che i record sono fatti per essere battuti, ma in pochi avrebbero scommesso nella possibilità di superare questi traguardi. E ancor meno gente nella probabilità che a farlo potesse essere la stessa persona.

Il 2013 è stato, nel motociclismo, l’anno di Marc Marquez. 20 anni, pedigree da predestinato (un podio alla prima stagione in carriera, a 15 anni, campione del mondo in classe 125 a 17), lo spagnolo si affacciava alla sua prima stagione di MotoGP in carriera, dopo aver vinto nel 2012 il titolo in Moto2.

Tutti gli appassionati erano sicuri di un Marc protagonista, ma in pochi potevano prevedere la stagione del ragazzo iberico: un’incessante abbattimento di record, tra cui il più giovane pilota a partire in Pole Position e a vincere un Gran Premio (alla seconda gara stagionale), il primo a vincere al debutto sul difficilissimo circuito di Laguna Seca. Su 18 gare, in 16 Marquez salirà sul podio (6 vittorie, 6 secondi posti, 4 terzi posti), 9 volte partirà in Pole Position e per 11 volte sarà suo il Giro più Veloce in gara.

Un insieme di numeri che potevano condurre ad un solo finale possibile: il 10 novembre, nel Gran Premio di Valencia, grazie al terzo posto Marc Marquez diventa il Campione del Mondo più giovane di sempre, al debutto in MotoGP. L’inizio di una leggenda.

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