Testo di – ALBERTO ANDREETTA

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Comincia oggi il 34° Torino Film Festival, edizione che si presenta ricchissima, come sottolinea anche il bellissimo spot promozionale che trasporta la città in Blade Runner:  “Quest’anno vedrete cose che voi  umani non potreste immaginarvi.” E il programma è davvero variegato e sconfinato, con 158 film suddivisi fra fiction e documentari, novità e restauri, in concorso o in una delle numerose sezioni, da Festa Mobile ad After hours, passando per Onde. Continua dall’anno scorso la retrospettiva Cose che verranno, sulla visione del futuro nel cinema, alla quale si aggiungono la Festa vintage, con tributi a David Bowie (Merry Christmas mr. Lawrence), a Michael Cimino (The deer hunter) e capolavori restaurati da Intolerance, di Griffith, a Palombella Rossa, e Cinque pezzi facili: la selezione di Gabriele Salvatores delle pellicole che, secondo le parole del regista, lo hanno convinto a fare cinema.

Torino 34

Per quanto riguarda i film in concorso, i prescelti rispondono sempre a criteri selettivi ben riconoscibili: autori emergenti, solitamente opere prime o seconde, uno sguardo aperto a tutte le diverse realtà di cinema provenienti da diverse parti del mondo, la volontà di conciliare riflessione sui temi e sul linguaggio. Tutti i film in concorso sono ancora inediti in Italia. Unico film italiano presente nella selezione è I figli della notte: opera prima di Andrea de Sica, figlio di Manuel e nipote di Christian.

Festa Mobile

In questa sezione troviamo i film più importanti che hanno fatto il giro dei Festival, quest’anno particolarmente ricca e prestigiosa; per citare i nomi più noti: Sully il nuovo film di Clint Eastwood con  protagonista Tom Hanks, Elle di Paul Verhoeven, possibile candidato della Francia per i prossimi Oscar, A lullaby to the sorrowful mystery, il sovrumano lavoro di otto ore di Lav Diaz sulla guerra di liberazione filippina dalla dominazione spagnola, Free state of Jones epopea storica ambientata durante la guerra di secessione e con protagonista Matthew McConaughey, Romeo and Juliet nella visione di Kenneth Branagh. Fanno, tra l’altro, parte di questa sezione i due titoli che aprono e chiudono il festival, ossia : Between us di Rafael Palacio e Free fire di Ben Wheatley. Insomma, tanti titoli, tanti nomi di rilievo. Da sottolineare The happiest day in the life of Olli Maki, vincitore del Certain regard a Cannes e candidato per la Finlandia agli Oscar.

After hours

La sezione più caratteristica e forse la più attesa dal pubblico; i film presentati sotto questa etichetta sono quelli più tipici della rassegna torinese, da sempre attenta alla produzione di genere e specificatamente al cinema horror e al thriller. Si potranno ammirare molti lungometraggi interessanti: dal nuovo film di Sion sono,  Antiporno a Sadako vs Kayako, la lotta senza quartiere di due figure mitiche del J horror: i mostri protagonisti di The ring e The grudge. I titoli interessanti, però, come al solito, sono molti, da Animal politico di Tiao, a The wailing di Hong-jin Na (anche questa transitato da Cannes), da The love witch di Anna Biller e King cobra di Justin Kelly e con James Franco (questi ultimi esplorando anche il mondo dell’erotismo e del porno).

A questa lista minima andrebbero inoltre aggiunti i corti, i documentari italiani ed internazionali, gli eventi paralleli, le serate a tema (si vedano nello specifico la Notte horror e quella Punk). Insomma, come si diceva sopra, un programma ricco e diversificato, pronto a soddisfare ogni palato, da chi cerca solo intrattenimento al cinefilo più raffinato.

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