Testo di – GIULIA BOCCHIO

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In occasione dell’uscita del nuovo romanzo dello scrittore turco Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006, il Teatro Carignano di Torino dedica all’autore e ai suoi lettori una serata di dialoghi d’avanguardia. Edita da Einaudi, La stranezza che ho nella testa, è l’opera in questione, che s’adagerà sugli scaffali delle librerie italiane a partire dal 24 novembre.

Ancora una volta Pamuk ci accompagna fra le strade sognanti di una Istanbul tormentata e tormentosa, lastricata di speranze, conflitti interiori e lotte sociali, contraddizioni e poesia, allucinazioni e libagioni di boza.

La stranezza che ho nella testa è il romanzo dell’equivoco: Mevlut, il protagonista, durante un banchetto nuziale s’innamora fatalmente della splendida Rayiha. Fra i due è un intenso scambio di sguardi ma dovranno passare tre lunghi anni, cadenzati dall’attesa e dallo scorrere di fiumi di inchiostro e lettere intrise di puro desiderio prima che il migliore amico dell’innamorato, in veste di “tramite”,  riveli finalmente a Mevlut che è pienamente riamato dalla giovane donna e che lei acconsente di fuggire con lui alla volta di Istanbul per sposarlo. Egli escogita dunque la fuga notturna di Rayiha dalla casa paterna ma quello che doveva essere un romantico e passionale rapimento per ricondurre nella città trasognata e quasi mitica l’amore della sua vita, si rivela uno sconcertante e desolante equivoco: l’uomo ha “rapito” la donna sbagliata, per l’esattezza la sorella maggiore (e meno bella) di Rayiha, l’unica ad aver ricevuto quelle lettere intrise di baci e promesse e convinta dunque che fossero a lei sola indirizzate. Il coraggio di Mevlut viene meno e non osando né abbandonarla né  rivelarle la dinamica dell’equivoco, la sposa. Con la morte nel cuore per aver perduto inesorabilmente Rayiha egli si dedica interamente agli affari e diviene un affermato commerciante di bota, tra azioni illecite e successo in una Istanbul che sempre fa da sfondo alle riflessioni individuali dei protagonisti e alle beffe del caso, qui apoteosi del fraintendimento e del triste malinteso. Il corso degli eventi subirà un emozionale ed emotivo dissesto quando il migliore amico di Mevlut, ora suo socio in affari, sposa Rayiha. Il suo amore perduto, quell’unico amore imperdonabilmente confuso in una notte feconda di fiducia e  progetti per un futuro divenuto troppo in fretta chimera di una vita ormai sospesa fra l’irrisolto e l’immaginato.

Pamuk, attraverso la sua scrittura sempre umanissima ed evocativa inverte il senso orario del tempo per affrescare sulle pagine del nuovo romanzo i profili nottambuli di una Istanbul anni Ottanta, fra i fremiti del pieno boom economico, fra le fortune e i demeriti, fra il senso dell’inesorabile e la forza potente della volontà che anima l’agire.

 

Sarà a sua volta una penna d’eccezione a disquisire con la voce più melanconica e profonda di quella città che un tempo fu Bisanzio: Alessandro Baricco.

Presente in sala, in veste di moderatore, anche Ernesto Franco, Direttore editoriale di Einaudi.

L’appuntamento è lunedì 30 novembre, alle ore 21.00, al Teatro Carignano di Torino.

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