Testo di – ANGELICA CARBONE

 

È quasi giunta a termine la fashion week di New York, uno dei più grandi eventi dedicati alla moda e ai designers di tutto il mondo.

L’innovazione continua è la chiave del successo e questo gli stilisti che hanno presentato e presenteranno le loro creazioni durante la NYFW lo sanno bene.

Una passerella, quindi, sulla quale sfilano non solo abiti griffati e sinuose modelle, ma anche la digital e social “attitude” degli stilisti presenti.

Insomma, in un’era che spinge sempre più verso l’e-commerce e il web 2.0, tutti devono stare al passo e si sfidano a colpi di Instagram e Twitter.

Tra questi anche Marc Jacobs che, in occasione della presentazione della sua nuova linea di fragranze Daisy, ha annunciato l’apertura di un pop-up store molto particolare: il negozio non accetterà monete come pagamento, bensì tweet!

Il temporary store venderà i profumi e gli accessori della nuova linea by Marc Jacobs. Gli avventori che vorranno prendersi una pausa dai tacchi a spillo e dallo shopping frenetico verranno accolti con cibo, musica e drinks nell’area relax, naturalmente dotata di Wi-Fi.

I prodotti in vendita potranno essere acquistati utilizzando l’ashtag #MJDaisyChain. Resta da chiarire il criterio in base al quale verrà associato il valore ai tweet. Quel che è certo è che l’autrice del tweet più originale si aggiudicherà l’oggetto più costoso dello store, probabilmente una borsa Marc Jacobs.

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Sempre nell’ambito della settimana della moda neyorkese, anche Tommy Hilfiger ha in serbo qualche sorpresa per gli utenti del web.

Lo stilista mira infatti a sottolineare il DNA accessibile e democratico del brand attraverso un originale piano di digital activation.

Via le massicce e pesanti cartelle stampa distribuite agli stakeholders e ai giornalisti durante le sfilate! Oggi Tommy Hilfiger ne rielabora il concetto condividendo globalmente il materiale stampa attraverso il servizio “Social Concierge 2.0”: immagini, informazioni e interviste disponibili sul web in tempo reale.

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Inoltre, come avvenuto già durante la passata stagione, la sfilata sarà trasmessa in live stream sulle piattaforme digitali Tommy.com, Youtube e i principali fashion magazines online. In questo modo tutti gli interessati, a livello internazionale, potranno partecipare attivamente rendendo noti impressioni e punti di vista sui social media.

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Gli utenti, nonché consumatori del brand, potranno anche avere accesso a tutte le informazioni sulle collezioni, le tendenze, le immagini e soundtrack lists delle sfilate e le dichiarazioni dello stilista attraverso il portale “Runway Newsroom”.

Infine, Tommy Hilfiger ha deciso di realizzare un reportage accessibile a tutti attraverso 20 instagrammer che hanno partecipato alla prima sfilata Instameet mai organizzata. I reporters sono stati selezionati online e hanno presenziato alla sfilata insieme a due importanti rappresentanti della comunità Instragram, Brian DiFeo e Anthony Danielle.

Durante l’evento, i 20 prescelti hanno catturato i momenti più salienti della sfilata per condividerli sul proprio profilo. Le foto più belle sono state proiettate in una “live digital conversation” che ha fatto da sfondo all’intera sfilata.

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Con queste iniziative Tommy Hilfiger porta avanti un progetto di modernizzazione delle sfilate mirato alla “democratizzazione” della moda e che, nel giro di qualche anno, porterà alla vendita degli abiti direttamente durante l’evento tramite il cosiddetto social commerce.

Passi da gigante li fa anche Tory Burch: ieri ha trasmesso in diretta streaming la sua sfilata sulle passerelle newyorkesi, permettendo così a tutti gli appassionati di assistere “in prima fila” all’evento. Poche ore dopo, il video del defilé era online sulla sua pagina facebook, condivisibile da tutti gli utenti del web.

Quei preziosi inviti alle sfilate, tanto ambiti da tutti i fashionisti del mondo, stanno rapidamente perdendo il loro fascino. Oggi non è più necessario essere un famoso giornalista, una nota celebrità o, peggio, una fashion blogger di successo per essere “ammessi” come ospiti alle fashion weeks di tutto il globo. Bastano l’iscrizione a un social network, un semplice click e il gioco è fatto!

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Risulta quindi evidente il progresso dei brand di moda e, in particolare, di lusso, nello sperimentare approcci sempre più innovativi e aperti verso nuovi canali social. Tuttavia a volte sembrano non riuscire a liberarsi di un certo livello di snobismo che costituisce, in parte, il loro fascino.

Si pensi ad esempio a Dior, che ha da poco aperto un curatissimo account Instagram con migliaia di followers ma, a sua volta, ha scelto di non avere following. Una scelta dettata sicuramente dal posizionamento elitario del brand, ma in netto contrasto con la decisione di aprirsi su canali di massa.

La domanda cruciale resta quindi aperta: in questa evoluzione social, fino a che punto la moda e il lusso possono spingersi senza danneggiare la loro immagine di inaccessibili brands alla portata di pochi fortunati?

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