Poesia di – LORENZO VERCESI

 

All’Italia mio mondo

patio e forca

che si lascia sorridere

aggraziata

quasi donna

All’Italia di mare

antica

come il pianto d’un chiurlo

sfuggente

timida e irriverente

All’Italia serena

sotto una luna melone

paesaggi di ginestre

e spine di roveti

gravida

di palpiti e di azzurro

sincera come un’onda

s’infrange verde sulla rena

All’Italia poca cosa

marcia senza fiori

ruvida e speziata

pizzicante in gola

tremendamente umana

All’Italia d’aquiloni e di pensieri

di sguardi persi

di poeti e violinisti

arancione come un grido

forte

sotto un arco

All’Italia della gente

mareggiata nebbia

fango e gigli

delle madri troppo giovani

e dei figli amati troppo

All’Italia iride

centro

sostanza grigia

che ci piace dirle contro

ogni nostro rammarico

ogni nostra nostalgia

All’Italia che ritrovi

sola e stanca

tremula come un lume

al variare del vento

timida e impaurita

senza più maschere da fingere

All’Italia casa di ringhiera

poggiolo e lampada

chitarra e sigari

viandante allegra

per le vie del mondo

silenziosa e vereconda

passeggiatrice di giardini

piuma e conchiglie

alito e primula

All’Italia puttana

dal bel corpo in mostra

dal seno neoclassico

e il ventre florido

svenditrice di rose

All’Italia pittrice

di picchi baie e chiesette

di porti flutti selciati e piazze

trama d’un incanto vergine

sguardo senza lordure

All’Italia dal cuore di ferro

e madreperla

carillon di ruggine e luna

che tutti chiami a te

e tutti strilli tuoi

non hai la grazia dei liutai

ma la pingue voce d’una zia

All’Italia intera

sorella e genitrice

confidente e traditrice

adultera e sposa fedele

scalpello e stilografica

anima e assenza

contorno e polpa

astice e risaia

coltello e stelo

febbre e primavera

io t’amo e t’odio

ma senza te

sarei soltanto un uomo

 

 

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