Testo di  — DAVIDE LANDOLFI

 

Arisa_Se-vedo-te

 

E’ la più camaleontica delle cantanti italiane del nostro tempo e ha fatto dell’evoluzione personale ed artistica il proprio mantra.

Arisa nasce artisticamente nel 2009 presentandosi come un personaggio buffo, da deridere, da non prendere troppo sul serio che ad ogni uscita discografica, attraverso i testi sempre composti e una voce fatata, è riuscita a dimostrare il contrario fino alla completa consacrazione con il disco, il terzo, Amami.

La perfezione di Amami è qualcosa con cui Arisa dovrà fare sempre i conti e pare impossibile riuscire a superare una raffinatezza e un’eccellenza di un livello così alto che forse sarebbe stato più sicuro continuare a battere la strada intrapresa due anni fa. E invece no.

Se Vedo Te segna l’ennesima svolta: non un cambiamento netto, ma appunto un’evoluzione, o se più aggrada, il naturale corso del proprio vivere dalla fine di una relazione (Amami) fino all’arrivo della stabilità, dei giorni felici, o per lo meno positivi.

Le atmosfere si alleggeriscono arrivando a sfumature ambient come in Lentamente (Il Primo Che Passa) e la sensazione generale che si respira è una condizione di benessere che porta quindi l’artista a spaziare fra diversi stili melodici.

L’elettronica e le chitarre, più presenti ed importanti, sembrano essere il file rouge di questo progetto, già rintracciabili nell’openig track L’Ultima Volta o nella title-track Se Vedo Te, dall’allure sognante ed onirica, e ancora più enfatizzate in Dici Che Non Mi Trovi Mai.

Spazio anche all’anima più ironica “Ma com’eri bello, me ne sono accorta dopo, dopo 1 2 3 4 5 6 7 fidanzati, dopo 1 2 3 non li ho mai sposati” in Chissà Cosa Diresti, a ritornelli martellanti in Quante Parole Che Non Dici che rappresenta, forse, il momento più basso del disco mostrando il solito clichè della canzone radiofonica all’italiana.

Non mancano anche i momenti intimi dalle influenze swing e jazzistiche ampiamente esplorate nella dimensione live (La Cosa Più Importante) o quelli più sperimentali e 80ies come nella super pop Dici Che Non Mi Trovi Mai.

Dimmi Se Adesso Mi Vedi conserva, seppur nella sua innovazione, i toni malinconici del precedente Amami che vengono trasformati in speranza nell’ormai celebre Controvento, che si lascia apprezzare anche grazie al flauto dell’intro, per poi diventare amore puro in Stai Bene Su Di Me che mette in scensa un amore da film, quelli che avvolgono e riscaldano il cuore.

Perché è questo quello che fa Arisa con la sua musica: riscalda il cuore.

Un pop intelligente, mai vuoto e non ridotto al mero commercio.

Se Vedo Te è un disco che calibra i sentimenti e che tocca tutte le corde del anima, forse non in modo sfacciato e distruttivo come in Amami, ma l’autenticità delle melodie e la voce soave, e potente al tempo stesso, fanno emergere ancora una volta la parte più profonda di ognuno di noi.

Voto: 9-

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