Testo di – EDOARDO RIGHINI

Nota dell’ autore:
ART-ICOLI è, prima di tutto, un gioco di parole. È un gioco che, prima o poi, tutti abbiamo fatto, seduti su una poltrona di un museo o davanti alle immagini del libro di storia dell’arte. Ecco, gli ART-ICOLI sono proprio questo, storia dell’arte, ma, ancora più esattamente, storia nell’arte. Sono testi minuscoli, rapidissimi, che raccontano un’opera, che è racconto a sua volta. Sono fatti per essere letti con un occhio, mentre l’altro osserva l’immagine che ne ha fornito lo spunto. Si scoprirà, allora, che sono mille le storie che possono nascere dalla stessa fonte. Tutte vere e tutte inventate.

Caravaggio_-_Giuditta_che_taglia_la_testa_a_Oloferne_(1598-1599)

Caravaggio: Giuditta e Oloferne (1598)

Quando venne a me, bella e pericolosa come l’altero cobra egiziano, sapevo già tutto di lei. Come poteva sperare, infatti, una vedova giudaica di ingannare me, generale fidato di Nabucodonosor condottiero dello splendete esercito assiro, che piegò Betulla e che avrebbe presto piegato tutto il popolo israeliano. Le mie spie mi avevano avvisato dei suoi intrighi e avrei potuto soffocarla con la mia sola mano sinistra. Ma quando la vidi ne ebbi timore. C’era qualcosa in quegli occhi di smeraldo e in quella rabbia dissimulata di doni e vesti dorate ce mi confuse. Fu allora che decisi in quale battaglia volevo morire. Bevvi quella sera il vino speziato di Shiraz, per scacciare la paura con l’ebrezza, io così pronto alla battaglia, gagliardo e fatale nell’assalto come nella lotta. Non fece male la sua lama sottile quando macchiò la tunica di sangue rosso come il vino premonitore. Mi rimase il rammarico che le uniche mura a non arrendersi al mio assedio furono le sue labbra che mi sussurravano la morte.

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