Testo di – Agnese Bonanno

 

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«Verrà un tempo in cui il quadro non basterà più: la sua immobilità sarà un anacronismo nel movimento vertiginoso della vita umana». Con queste parole, durante una conferenza del 1911, Umberto Boccioni aveva già frugato nelle menti degli esperti di Google che hanno fatto di quell’immobilità tipica di un quadro una dinamica realtà. Dimenticate i quadri, le sculture, i disegni e qualsiasi altra opera d’arte come li avete sempre visti o immaginati, come nient’altro che ornamenti di un delimitato spazio fisico accessibile dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10 alle ore 19 e nei festivi in un arco di tempo di non molto superiore. Dimenticate le influenze, i giorni di pioggia e tutte quelle calamità naturali che vi impediscono di uscire. Dimenticate le lunghe e interminabili code nel bel mezzo di una mandria di turisti imbizzarriti, insieme alle tariffe per studenti tutt’altro che convenienti e ai costi extra per il guardaroba e per le audioguide dalla tediosa voce. Dimenticate i 6471.304 km che vi separano da una Notte stellata di Van Gogh o i 1577 km che si interpongono tra voi ed un’incantevole Guernica. Si volta pagina.

Eccoci qui, dunque, nell’era delle tecnologie digitali, di fronte ad una nuova frontiera nel modo di fruire d’arte. Dalla collaborazione tra Google e i musei e le gallerie d’arte di tutto il mondo è nato, nella giornata Mondiale dell’Arte, Google Art Project, un nuovo canale per accedere all’universo dell’arte. Dai 17 musei partner della prima versione del progetto la cerchia si allarga e arriva oggi a coinvolgere 151 musei di 40 Paesi diversi. Tra questi  figurano i classici in territorio europeo quali British Museum e Van Gogh Museum ma anche i più lontani Moma, Brooklyn Museum, Hong Kong Museum of Art, MAM e tanti altri.

Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie e grazie alle eccellenti abilità di un team di googler, i Web surfers possono ora partecipare ad un’esperienza unica online, le cui protagoniste sono circa 30.000 opere d’arte sparse nel mondo. Niente più distanza di sicurezza da tenere davanti ad un Leonardo, per esempio. Basterà un solo click per immergersi nel tour virtuale di un museo e avventurarsi alla scoperta dei singoli pigmenti colorati che, pennellata dopo pennellata, fanno di una tela un capolavoro, sbirciando le minuscole imperfezioni nella perfezione.

A oggi son state create ben 360 mila gallerie virtuali, di cui 14 mila rese pubbliche sul web. Tra le opere d’arte più cliccate vi è la “Notte Stellata” del maestro olandese, ammirata e studiata da tutti gli appassionati d’arte e seguita dalla “Nascita di Venere” del Botticelli. Le classiche risultano dunque essere le più visitate, ma si rileva oggi un sempre più crescente interesse verso i più moderni Klimt e Dalì.

Il fruitore d’arte può persino creare una propria e personale collezione di opere da condividere con tutte quelle altre persone che, come lui, non hanno avuto la fortuna di visitare tutti i musei esistenti. Perchè, dunque, non cavalcare l’onda del progresso? Perchè lasciare che fattori di natura economica continuino ad interporsi tra noi e l’arte? E’ in questo scenario innovativo che sparisce ogni forma di barriera spazio-tempo tra uomo e arte, in cui l’arte supera la sua apparente staticità e apre le porte al suo sempre più numeroso pubblico. Quindi, perchè considerarare le più belle opere d’arte concepite dall’intelletto umano come irraggiungibili, inarrivabili e patrimonionio dei ricchi? In fondo si parla dell’arte, della più splendida conquista dell’umanità.

GOOGLE ART PROJECT è raggiungibile all’indirizzo: http://www.googleartproject.com/it
Una Pratica guida all’ uso è raggiungibile su Youtube all’Indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=qVpqTd2ndYY&feature=player_embedded

2 Risposte

  1. Antonio Cefalo

    Articolo molto interessante! Il progetto è qualcosa di ambizioso e di intrigante. Aumenterà molto la fruibilità e avvicinerà molti internauti all’arte. Anche se, mi duole dirlo, l’emozione che si prova a vedere un’opera dal vivo non potrà mai essere provata dietro lo schermo di un PC!

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  2. giulia

    Leggo il vostro manifesto e credo per un istante di essere in un sito interessante, un sito per “pensanti”, come di-se-dice.
    Click successivo, “arte”, l’argomento di mio interesse. E incappo in quest’articolo di apologia a Google Art Project di cui non so molto ma l’analisi che leggo mi basta. Accolti calorosamente dallo spessore di pensiero che si avverte fin dalla prima riga(Scusate ma.. Boccioni era un pensante?!) possiamo proseguire fiduciosi, rassicurati da questa coltissima citazione, nella lettura. Guinta alla fine posso affermare di non aver mai affrontato tante idiozie una dietro l’altra. Mi chiedo se l’autore di questo sito pseudo-heideggeriano (che Heidegger ci perdoni) sia un laureato in filosofia. Se sì, ti consiglio di proseguire la tua carriera. Vista la tua sconvolgente mancanza di intelligenza potresti fare ancora più danni se ti mettessi a zappare la terra.

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