Testo di – VIRGINIA STAGNI

@VirgyEveryV

 

Dal 2008 esiste un progetto virtuoso, Contemporary Party ad opera del gruppo giovani imprenditori di Unindustria Bologna. In concomitanza con l’acclamata e florida di successo Arte Fiera di Bologna, fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, l’evento Contemporary Party è un momento di dialogo con la creazione artistica coeva che tenta di unire industria ed arte, due concetti che la madre lingua greca non ha mai differenziato: techne, verbo dal profondo significato che, benchè ogni mirabile tentativo, risulterà, come tanti concetti assoluti antichi, intraducibile.

Il valore dell’arte del saper fare, del conoscere perché appreso con perizia: la tecnica. Proprio questo si è celebrato con la prima edizione del premio #ContemporaryYoung, lanciato dal team di Contemporary Party dal tema “Art is Work – Is Work Art? L’Arte è Lavoro – il Lavoro è Arte?”. Chi meglio è riuscito a cogliere il senso del contest, ossia quello di trovare una nuova visione interpretativa del lavoro in chiave artistica, è stato, secondo la giuria, Eugenio Tibaldi, piemontese trentottenne rappresentato dalla galleria napoletana Umberto di Marino. I quadri seriali vincitori raffreddano istantaneamente immagini post industriali con disegni elettromeccanici, vacui e robotici, posizionati su sfondi scuri, e sono stati scelti come primo investimento che andrà ad inaugurare una collezione d’arte contemporanea presso la sede storica di Unindustria Bologna in Via San Domenico, nata con il fine di valorizzare il talento artistico contemporaneo in odore di quell’attività tanto cara a Lorenzo de’ Medici.

La giuria era composta da Giorgio Verzotti, direttore artistico di Arte Fiera, Marcella Beccaria, capo curatore del Museo D’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Gian Guido Riva, il presidente dei Giovani Imprenditori, Fernando Pellerano del Corriere di Bologna, l’artista Chiara Cocchi e un’imprenditrice talentuosa, Beatrice Maccaferri, co-presidente di un progetto brillantemente giovane, che ben presto conosceremo a fondo, OnFair, che si propone di unire in un network dinamico tutti gli young collectors e, più utopisticamente, young art lovers del globo.

Unindustria vuole dunque dare un segnale preciso, per aiutare il mondo dell’arte e, soprattutto sè stesso: non solo collaborando attivamente ad ArteFiera ma anche sviluppando una certa coscienza interna del valore artistico. Perché solo attraverso la cultura e, in modo particolare, l’educazione culturale, possiamo auspicare in un rilancio sociale del nostro paese che, tra le tante eccellenze, vede di certo le piccole-medie imprese del tessuto locale.

 

 

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