Testo di – GIULIA CASTELNOVO

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Dopo ben 40 anni l’artista Christo Javacheff, maestro indiscusso dell’arte ambientale europea, torna in Italia e questa volta sceglie la spettacolare natura del lago di Iseo in provincia di Brescia, per l’installazione ambientale “FloatingPiers”. Questo progetto, forse una delle opere d’arte contemporanea più ambiziose e stimolanti, è uno dei primi dopo la morte della tanto amata moglie Jeanne-Claude, compagna di un’ intensa vita sentimentale e artistica con cui Christo ha condiviso tutte le gioie e i traguardi fino al 2009. Questo articolo ha lo scopo di convincervi, in modo sincero e appassionato, a prendere parte a questo straordinario evento. Procedo quindi con tutte le informazioni utili.

Dove e quando?

L’installazione, in fase di ultimazione, sarà aperta al pubblico dal 18 giugno al 3 luglio 2016. Interesserà i comuni di Sulzano e di Monteisola che ospiteranno un percorso di ben 4500 metri; dopo un percorso pedonale di 1500 metri due diramazioni galleggianti condurranno all’isola di San Paolo, generalmente accessibile solo via mare, che emerge al centro del piccolo lago. Inoltre rimarrà aperta fino al 18 settembre a Brescia la mostra “CHRISTO AND JEANNE-CLAUDE WATER PROJECTS” curata dal critico Germano Celant, che ha collaborato con l’artista anche per la realizzazione dei moli galleggianti.

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Come?

I pontili galleggianti, larghi 16 metri, sono pensati in modo da permettere al visitatore di camminare a una distanza di soli 50 centimetri dall’acqua; sono costruiti assemblando oltre 200.000 cubi di polietilene ad alta densità e saranno ricoperti da un tessuto di nylon color giallo scuro. I moltissimi visitatori previsti, potranno letteralmente camminare sull’acqua e vincere la sensazione di instabilità dei movimenti che questo comporta. Ma la presentazione dell’opera non si esaurisce con la descrizione formale dei suoi componenti: cambierà, minuto per minuto, a seconda di come i visitatori ne prenderanno parte. Christo offre a tutti l’occasione di auto-condursi in questo cammino inaspettato che nessuna descrizione potrà spiegare in modo esaustivo. La dimensione centrale nel suo lavoro, e in generale di tutta la Land art, è sicuramente quella esperienziale: l’opera non è nulla senza la fruizione attiva, diretta e sentita del destinatario; va abitata, vissuta e percepita nei suoi spazi attraverso il nostro stesso corpo per poter essere capita. Quindi, se l’opera senza di noi non può esistere, avrà necessariamente qualcosa di sbalorditivo da comunicarci. La sublime cornice paesaggistica, scelta con cura e cognizione dall’artista, sarà protagonista in questo processo di scoperta di questo progetto site-specific che dobbiamo essere onorati e grati di poter ospitare sul nostro territorio.

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E quindi… Cosa aspettarsi?

Sicuramente tutto ciò non ha nulla a che vedere con la classica fruizione museale di cui tutti siamo, forse un po’ troppo, fruitori esperti. L’artista ci esorta a non cercare simboli, a non rimanere legati all’atteggiamento speculativo ma piuttosto di goderci l’acqua e l’emozione di eccitazione che camminarci sopra comporta. Quest’opera è fatta per far (ri)emergere a una visione onirica, utopica e immaginifica che l’uomo contemporaneo, costretto ai vincoli frenetici e alienanti di un mondo sempre più razionalista e capitalista, ha via via perso. E’ un’ opera che ambisce al recupero di sensazioni sempre più trascurate nel mondo virtuale, che chiede ai visitatori di disfarsi di qualsiasi interesse pratico per lasciarsi trasportare in una relazione spirituale con il paesaggio per viverlo, finalmente, con l’anima al posto della ragione. I pontili non hanno nulla da comunicarci a livello pratico e urbanistico ma sono come dei trampolini di lancio dai quali possiamo cambiare prospettiva e accorgerci di una straordinaria bellezza paesaggistica da vivere solo e soltanto riscoprendo la nostra intima essenza di sognatori e pensatori utopici. Tutte le opere di Christo e Jeanne-Claude sono interamente autofinanziate attraverso la vendita dei bozzetti preparatori e comportano sempre grandi investimenti monetari per realizzazioni ingegneristiche sempre complesse e imponenti; questo non può che garantire la sincera dedizione dell’artista nella sua missione fatta di negoziazioni difficili per ottenere i permessi burocratici e impegni sovrumani per la messa in pratica delle sue idee. Christo e la moglie hanno sempre creduto nei loro progetti perché fortemente convinti che nei nostri cuori potesse esserci il coraggio e l’ispirazione di diventare testimoni di queste grandi esperienze che regalano emozioni uniche nella vita; prendervi parte aiuterà forse a vincere la resistenza verso l’arte contemporanea perché si potrà comprendere sulla propria pelle a cosa porta la ridefinizione dei medium e dei criteri di fruizione operate dagli artisti dell’oggi. Non lasciamoci scappare questa possibilità di progresso culturale e umano che Christo ci regala, con la sua straordinaria sensibilità, in modo sentito e convincente: la scioccante magia dei FloatingPiers vi aspetta.

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