Testo di – CLAUDIA FRANGIAMORE

 

 

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La regina indiscussa del pop, Britney Spears, torna alla ribalta con un nuovo album in studio (a due anni dalla pubblicazione di Femme Fatale) che sembra avere tutte le carte in regola per conquistare i fan e i dancefloor di tutto il mondo.

Sebbene non particolarmente innovativo, Britney Jean è stato definito dalla popstar la sua opera più “personale” fino ad oggi; Britney ha inoltre voluto mantenere quell’aria sexy e provocante già ostentata nel suo ultimo album, dando più ampia espressione alla femminilità e alla sensualità insite in lei.

Innegabilmente ricco di contenuti emotivi e dotato di un sound eclettico e ballabile, l’album nasce dalla collaborazione tra la Spears e numerosi produttori di fama mondiale: da Sebastian Ingrosso e Otto Knows, a Keith Harris e William James Adams (alias will.i.am, produttore esecutivo del progetto); questi ultimi avevano già lavorato insieme per la realizzazione di alcuni brani dei Black Eyed Peas, quali Meet Me Halfway e Imma Be.

Proprio per la presenza di collaboratori provenienti da scene musicali differenti, Britney Jean non ha un’impronta sonora ben precisa, sebbene vi sia una chiara contaminazione EDM e sembri influenzato dall’elettronica dei dj internazionali che hanno preso parte alla produzione; qualche tratto di R&B, power ballad e mid-tempo (soprattutto nei brani dell’edizione Deluxe) guarniscono l’album per renderlo il più eterogeneo possibile.

Dicembre sarà quindi un mese pieno di soddisfazioni per la Spears, non solo per il suo ritorno discografico, concretizzato ufficialmente lo scorso 3 dicembre con la release di Britney Jean in tutto il mondo, ma anche perché verrà dato il via ad un altro progetto estremamente importante per la sua carriera d’artista: una recidency a Las Vegas dal titolo Britney: Piece of Me. Si tratta di una serie di concerti che avrà luogo a partire dal prossimo 27 dicembre nel celebre Planet Hollywood Resort and Casino, per cui è stato anche realizzato un trailer di estremo impatto visivo e sonoro, allo scopo di far crescere ulteriormente l’attesa relativa all’evento.

Ma passiamo alle 14 tracce che compongono la Deluxe Edition di questo nuovissimo album, che la popstar ha definito “un concept sulla solitudine della vita pop”:

Apre il disco Alien, brano dal ritmo calmo e innocuo, privo di slancio dinamico, sebbene sia proprio questo a renderne l’ascolto godibile e rilassante; il produttore qui è William Orbit, che conferisce mood elettronico ai brani su cui mette mano.

Nella seconda traccia Work Bitch, le tre forze congiunte di will.i.am, Sebastian Ingrosso e Otto Knows si scagliano potenti sul sound rendendolo elettrico e frizzante; sebbene il provocatorio singolo non abbia avuto il successo sperato, Work Bitch rimane comunque un brano valido e ben strutturato, che a poche ore dal rilascio aveva già conquistato la prima posizione della classifica iTunes.

Il testo di Perfume, scritto con Sia Furler, parla della gelosia, della possessività che si sviluppa nei confronti di una persona alla quale si è sentimentalmente legati, della volontà di “marchiare il proprio territorio”; in questo caso lo strumento per legare a sé la persona desiderata è il profumo, considerato uno degli oggetti più personali che la donna possa possedere: poiché sentire sulla pelle dell’altro il nostro profumo è come renderlo parte di noi stessi. Il sentimento è espresso in maniera semplice, diretta e sincera, in una power ballad dai toni forti e passionali.

La traccia più dance dell’album It Should Be Easy, prodotta da Nicky Romero e David Guetta, di sicuro conquisterà i frequentatori di club e discoteche, soprattutto per i bassi vigorosi del climax e una parte vocale affidata all’onnipresente will.i.am.

Segue Tik Tik Boom, brano in cui appare come featured artist il rapper T.I. (noto per le sue collaborazioni con Rihanna e Justin Timberlake) che con la sua parte amplia ulteriormente lo spettro sensibile dei generi toccati dall’album.

L’influenza di David Guetta si fa sentire distintamente in Body Ache, brano elettronico/dance dal sound invasivo e a tratti disturbante per la presenza massiccia di effetti sonori dall’inizio alla fine.

Till It’s Gone è un ottimo brano con ritmo, sonorità e struttura EDM, capace di trasmettere immagini vivaci e caleidoscopiche mentre lo si ascolta.

Passenger è una gradevole power-ballad, scritta tra gli altri da Katy Perry e Sia Furler. Non è il capolavoro dell’album, ma comunque da apprezzare per la buona orecchiabilità.

In Chillin’ With You le sorelle Spears cantano per la prima volta insieme, in un duetto dai toni dolci e delicati, vagamente R&B. Il brano si apre con un giro di chitarra acustica, prendendo poi ritmo all’inizio della prima strofa in cui canta Britney; Jamie Lynn compare nella seconda strofa, rivelando una voce in perfetta sintonia con quella della sorella e con il mood della canzone. E’ chiaro che, in questa seppur piccola collaborazione, le Spears ci abbiano messo il cuore.

Don’t Cry parla di un break-up sentimentale e sembra scritta con il cuore spezzato, ma sempre e comunque a testa alta: “Hide your tears and dry your eyes / ‘Cause I don’t want to see you cry”. A renderlo particolare è il lieve fischiato che accompagna la fine di ogni ritornello.

Brightest Morning Star è la prima traccia della Deluxe Edition e tratta del rapporto con Dio, sebbene molti pensino sia dedicata ai due figli di Britney; melodia semplice e orecchiabile, voce dolcissima, un pop delicato e godibile. Così come Hold On Tight, electronic ballad dal ritmo disteso, a cui è possibile dare un ascolto leggero e senza pretese.

Now That I Found You
, tenera e vivace allo stesso tempo, è senza dubbio una delle migliori tracce dell’album. Ricorda un po’ Wake Me Up di Avicii per il ritmo e l’afflato vagamente country-folk nel climax.

Ultimo ma non meno importante, ritorna la terza traccia Perfume ma con un mix differente, più delicato e sognante, quasi migliore dell’originale.

In definitiva, in Britney Jean non troveremo un album in grado di cambiare il mondo della musica o le sorti di una performer che ha già fatto moltissimo in quindici anni di carriera; non vedremo un altro volto della cantante o un nuovo modo di esprimersi; in Britney Jean troviamo, nel bene e nel male, l’eclettismo di un’artista dotata della capacità di rimettersi continuamente in gioco, dimostrando che nella vita artistica possiamo essere ispirati da tutto ciò che siamo e che siamo stati.

E, per quanto riguarda Britney, dall’essere oggi donna, madre e icona al tempo stesso.

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