Testo di – CHIARA PIVA

E’ in scena lo spettacolo Bull, al Teatro Franco Parenti.

Lo spettatore si accomoda e già capisce che l’ambiente è inusuale: due piccole tribune di spalti e in mezzo il palco, un’arena illuminata da luci di un bianco accecante; la prima sensazione che si prova è di asetticità.

E non ci si scappa, infatti l’ambizioso spettacolo dalla sapiente regia di Fabio Cherstich e di Mike Bartlett, giovane scrittore tra i più innovativi del Regno Unito, vincitore del Premio Laurence Olivier nell’Aprile 2015, si mostra differente fin da subito.

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La trama riguarda un team di lavoro inserito in ambito aziendale e la successiva decisione da parte del manager di scegliere solo due persone, per motivi di risultati e performance.

Tre persone, tre personalità, e come in ogni ambiente aziendale, persone prevalentemente spietate e feroci, pronte a voltare la faccia dinnanzi ad un posto di lavoro sicuro e dalla buona remunerazione. Qui, tra Isobel, una donna senza pietà, e Tony, team leader dagli addominali di ferro, viene repressa la personalità del tipico uomo qualunque, Thomas, padre divorziato, represso e solo.

Il mondo del lavoro lo azzanna con le semplici parole, non c’è posto per i Thomas nelle aziende, i caratteri deboli soccombono davanti a chi pensa a se stesso e si allea per interessi personali; il bianco ed il nero coprono i colori di una personalità differente e più debole, frutto di generazioni populiste in un senso lontano dall’iniziale intento.

Le bretelle scomposte e la capigliatura non acconciata muoiono, trafitti da minigonne dallo spacco a modè e da cravatte sottili nere “come il sistema richiede”. L’istruzione privata sovrasta quella pubblica per creare un circolo che non si può interrompere, in cui tutto è già scritto, e ognuno deve rimanere al proprio posto.

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Chi parte dal basso non è ritenuto credibile, e in conseguenza di ciò va bulleggiato con l’ironia e il sarcasmo spietato che si impara in azienda, a fianco di uomini simili e con la stessa visione, in un ring di combattimento che prevede la vittoria del predatore più rapace.

Bull è uno spettacolo di simboli, di tipi di persone, di presente, è una storia che parla di noi. Nonostante la breve durata risulta d’impatto: una commedia che fa riflettere senza annoiare, fresca e molto godibile.

Consigliatissimo, in scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 10 aprile.

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