Testo di – STEFANO DI FONZO e DIANA SALA

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Al Museo di Storia Naturale di Milano dal 7 marzo al 26 maggio 2019 è possibile visitare “Capire il cambiamento climatico”, un’Experience Exhibition – la prima dedicata al cambiamento climatico – in cui i visitatori scoprono le cause e gli effetti attuali e futuri del riscaldamento globale, attraverso il linguaggio fotografico di National Geographic e tecnologie digitali immersive e interattive.

L’esposizione è promossa e prodotta dal Museo di Storia Naturale di Milano, Comune di Milano – Cultura, OTM Company e Studeo Group, in collaborazione con National Geographic Society e con la curatela scientifica di Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana.

Considerando il periodo storico in cui ci troviamo e il fermento degli ultimi mesi, a fronte ad esempio dello sciopero globale del 15 Marzo spronata dalla giovane Greta Thunberg, l’aspettativa per la nostra visita era alta. In questi giorni ovunque ci bombardano di informazioni sul tema del cambiamento climatico, dell’effetto serra e delle devastanti conseguenze: dobbiamo creare un futuro per le prossime generazioni, ma la situazione è già critica. Come ha da anni affermato Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana, “Il riscaldamento globale generato dall’uomo non è un’ipotesi per il futuro bensì un fenomeno già in atto”.

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© Gerd Ludwig (3)

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La mostra si sviluppa su un’area di 400 metri quadrati ed è suddivisa in tre momenti distinti: vivere, capire e agire.

Non appena il visitatore entra viene accolto da uno stringato pannello esplicativo che invita lo spettatore a riflettere sulle bellezze della natura; la prima sala è interamente ricoperta di installazioni digitali che mostrano scatti fotografici realizzati da grandi maestri della fotografia del National Geographic. Sarà che ormai l’experience è fin troppo di moda, ma vedere paesaggi affascinanti privi di qualsiasi riferimento geografico e temporale in cui lo scatto è avvenuto, svuota il senso stesso di esperienza.

Tuttavia allo stupore e all’emozione per le meraviglie naturali del nostro Pianeta, fanno da contrasto le immagini – presenti nella seconda sala – di catastrofi dovute al cambiamento climatico: luoghi devastati, animali sofferenti e uomini costretti a vivere ai margini della società. Anche qui sorge il dubbio di dove siano questi luoghi e di quando siano stati immortalati. Nel frattempo si percepiscono a stento le voci narranti di quattro testimoni: l’orso polare per il ghiaccio, la tartaruga per l’acqua, l’elefante asiatico per la terra e infine l’uomo per la plastica, che raccontano i drammatici mutamenti in atto nel nostro Pianeta.

Il percorso si conclude nella terza sala con un messaggio diretto e semplice: ognuno di noi può compiere scelte utili e gesti appropriati per contrastare il cambiamento climatico. Per comunicare ciò si è deciso di raccontare lo stato attuale del pianeta con dati e informazioni tramite pareti alte 3 metri con infografiche, illustrazioni e postazioni interattive dove cimentarsi con una serie di domande. Non è chiaro se il target sia solo di età inferiore ai 18 anni, ma lo scopo pare mal riuscito: i più piccoli rispondevano a caso, senza leggere, per il gusto di giocare; gli adulti si trovavano invece a dover rispondere a domande fin troppo semplici e superficiali.

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© Mauricio Lima (1)

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Forse questa semplicità estrema è dovuta al fatto che le postazioni si riferiscono a pratiche quotidiane come alimentazione, consumi energetici, gestione dei rifiuti, igiene della persona e della casa, trasporti… ed effettivamente bastano gesti semplici per rendere questi comportamenti virtuosi. Non a caso la volontà di National Geographic Society è di allargare le frontiere dell’esplorazione, in modo da aumentare la conoscenza del pianeta e dare a chiunque la possibilità di trovare soluzioni facili per costruire un futuro più sano e sostenibile. L’esistenza umana dipende dalle condizioni di salute, equilibrio e sostenibilità del pianeta, ma allo stesso tempo sottopone la Terra, e tutto ciò che ci vive, a pericolose pressioni.

La mostra si conclude con una call to action: “Agisci consapevolmente per salvare il tuo pianeta, la prossima sala sarà la più bella che tu abbia mai visto. Si estende da questa soglia fino al monte più alto che conosci, fino alla foresta più rigogliosa, fino al mare più profondo. È ampia come una valle, luminosa come una primavera di montagna e buia come la notte del deserto. La prossima sala è il mondo”.

Un punto a favore della mostra è la scelta dello storytelling che la accompagna: esperienza, consapevolezza e azione, sebbene la sostanza dei temi affrontati sia poca.

 

7 marzo – 26 maggio 2019

Museo di Storia Naturale di Milano, Milano

Orari: 9.00-17.30 (ultimo ingresso 16.30) – Lunedì chiuso

Prezzi: intero €13,50, con riduzioni €10,50

 

Credits: Mauricio Lima, Brian J. Skerry, Gerd Ludwig.

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