Testo di — CAMILLA ABBRUZZESE

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COS’E’ ECoC: “European Capital of Culture”

Il progetto “Capitale Europea della Cultura” è un’iniziativa a dimensione d’Europa che, nella competizione, unisce i costumi, le tradizioni, i modi di vivere e il patrimonio artistico-culturale delle diverse nazioni dell’Unione, con l’aggiunta extra di paesi che non appartengono ad essa, come Turchia, Bulgaria, Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Punto cardine del progetto è la designazione di due città all’anno che avranno l’onore (e l’onere) di forgiarsi di questo titolo al fine di farsi conoscere agli occhi del resto d’Europa, esibendo le proprie bellezze artistiche e il proprio patrimonio culturale, tramite iniziative, mostre, spettacoli, esposizioni e manifestazioni, volte allo sviluppo e alla promozione della città e del suo humus culturale.

Questo melting pot tutto europeo, unisce, seppur nella competizione, le 25 stelle della bandiera dell’Unione, nella ricerca e nel conseguimento di un obiettivo comune e solidale: la promozione della bellezza paesaggistica e non, all’interno di un territorio capace di comprendere in sé culture di diverso sviluppo e di diversa intensità, ma ugualmente cresciute dentro un terreno fertile e fecondo come quello europeo.

Il nostro continente vanta, a differenza di altri, una storia antica e polimorfa, diffusasi in maniera differente nei diversi territori, dal tallone della Grecia fino a quasi il confine col Polo Nord, ma profondamente ricca e fruttuosa, estremamente varia al suo interno, a testimonianza di una diversità che non allontana ma accorcia le distanze.

Questa fetta di globo ha visto la nascita delle prime polis greche, così come le prime industrializzazioni in Gran Bretagna; ha dato le basi alla retorica e all’oratoria nei fori Romani e ha assistito ai più feroci dibattiti illuministi nella Ville Lumière, e a quelli filosofici della Scuola di Francoforte; ha eretto le grandi cattedrali dell’Europa dell’est ed è stata teatro di due conflitti mondiali, di morte e di ricostruzione. L’Europa è cultura viva, tutto in essa parla, grazie alla forza delle tradizioni che ha custodito, come rughe sulla pelle di un’anziana signora che ha ancora fiato per raccontare.

E se l’uomo, nei secoli, è stato capace di esprimere attraverso le forme d’arte, siano esse classiche o moderne, il cammino e i contesti che lo circondavano, ne possiamo oggi vedere i frutti, perché guardandoci intorno siamo pieni di città, di papabili Capitali europee della cultura, di probabili centri propulsori di bellezza, che hanno necessità di iniziative come questa per far respirare ai cives dell’Unione tutto il patrimonio costruito negli anni.

Scopo di ECOC è proprio questo e viene riassunto nei due criteri utilizzati per selezionare le città candidate: “Dimensione Europea” e “Città e Cittadini”.

Nell’Articolo 4 della Decisione 1622/2006/EC deliberata dal Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 Ottobre 2006 , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n° L 304 del 3 novembre 2006, leggiamo:

“Per quanto riguarda la “Dimensione Europea”, il Programma:

a) promuove la cooperazione tra operatori culturali, artisti e città degli Stati membri interessati e di altri Stati membri, in qualsiasi settore culturale;

b) valorizza la ricchezza della diversità culturale in Europa;

c) evidenzia gli aspetti comuni delle culture europee.

Per quanto riguarda l’aspetto “Città e cittadini”, il Programma:

a) promuove la partecipazione degli abitanti della città e del suo circondario e suscita il loro

interesse, come pure quello dei cittadini provenienti dall’estero;

b) è sostenibile e costituisce parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della

città.”

Quindi: Capitale per la partecipazione civica, Capitale per la visibilità internazionale, Capitale perché capace di valorizzare il proprio patrimonio e per sentirsi parte di un’Europa solidale nelle peculiarità distintive, che non devono allontanare o annichilire, ma arricchire e innovare.

COME – MODALITA’ DI SELEZIONE

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Ma come si diventa Capitali Europee della Cultura?

La modalità di selezione è cambiata per le Capitali della Cultura che vanno dal 2005 al 2019: a differenza degli anni precedenti al 2005, il Programma attuale prevede un sistema di rotazione degli Stati aderenti all’iniziativa, che dunque potranno candidarsi a turno per essere eletti.

“L’ordine cronologico è stato stabilito di comune accordo con gli Stati Membri: ogni anno, due città, ciascuna situata in uno Stato differente, possono detenere il titolo. Il titolo è conferito a una città; se la città lo desidera, può includere la regione circostante nel suo Programma.” , recita ancora la Decisione 1622/2006/EC.

Nel 2019 toccherà all’Italia, assieme alla Bulgaria, ospitare la Capitale, in una delle città candidate al titolo. La competizione viene indetta con sei anni d’anticipo per permettere alle città di avere il giusto tempo a disposizione per l’organizzazione, la pianificazione e il perfezionamento dell’evento che le vedrà protagoniste per ben dodici mesi. Infatti, sebbene si tratti di un’iniziativa che sembri impiegare la città esclusivamente dal punto di vista culturale, si è riscontrato che produca notevoli implicazioni economico-sociali, conseguenza appunto di come la sovrastruttura culturale inverta i soliti ingranaggi del sistema e diventi essa stessa settore trainante per l’economia.

ECoC 2019: IL PUNTO SULL’ITALIA

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Attualmente le città italiane candidatesi al titolo sono in una fase di pre-selezione. Le candidature sono state numerosissime (Amalfi, Aosta, Bergamo, Cagliari, Carbonia, Caserta, Catanzaro, Erice, Grosseto e la Maremma, L’Aquila, Lecce sostenuta da Brindisi, Mantova, Matera, Palermo, Perugia-Assisi, Pisa, Ravenna, Reggio di Calabria, Siena, Siracusa e il Sud-est, Taranto supportata da Bari, Torino, Urbino, Venezia con il Nordest) e nella short list di pre-selezione sono adesso in sei: Cagliari, Lecce, Matera, Ravenna, Perugia-Assisi e Siena.

La giuria che delibererà la candidata ufficiale si riunirà nell’ultimo trimestre del 2014 e consisterà di 13 membri: sette nominati dalle Istituzioni Europee e sei scelti dal MiBACT italiano (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo). I membri della giuria saranno esperti e competenti del settore culturale o del progetto di ECoC, indipendenti dalle città in corsa per il titolo.

Per saperne di più su ECoC, per conoscere curiosità sulla storia e lo sviluppo del progetto e per ulteriori focus sulle città italiane in short list, rimanete aggiornati su www.revolart.it: troverete tutte le informazioni nella sezione “Capitale europea della cultura”.

 

 

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