A Milano fino al 7 gennaio 2018 è visitabile la ricostruzione di una tomba egizia in scala 1:1

Testo di – DIANA SALA

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Jeremy Strong, scrittore britannico, accompagna i più piccoli nell’avventura di ritrovarsi un vero faraone nel proprio bagno e di dover essere trattati come schiavi dall’antichissimo monarca nel suo libro “c’è un faraone nel mio bagno”; intento simile è quello della nuova mostra “EGITTO. La straordinaria scoperta del Faraone Amenofi II”.

L’esposizione è stata fortemente voluta dall’egittologa Patrizia Piacentini, curatrice insieme a Christian Orsenigo dell’evento, per rispondere ad un duplice scopo: riportare in auge la figura di Amenofi II e permettere di rivivere il grande ritrovamento della sua tomba nella Valle dei Re.

L’antico Egitto viene da sempre accompagnato nell’immaginario da una sorta di alone di mistero e magia; il percorso espositivo qui presentato mostra reperti provenienti dalle più importanti collezioni egizie mondiali: dal Museo Egizio del Cairo al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Da queste realtà museali e da collezioni private provengono le statue, steli, armi e anche gli oggetti della vita quotidiana, corredi funerari e le mummie esposte.

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Per tale imponente progetto è stata fondamentale la collaborazione – che ormai prosegue da decenni – di studiosi italiani ed egiziani: grazie a questo lavoro condiviso e alla cooperazione con l’Istituto di Cultura dell’Ambasciata italiana al Cairo, nella mostra è possibile osservare reperti che normalmente sono conservati al Cairo, affiancati agli oggetti provenienti da musei europei e agli incartamenti conservati negli archivi dell’Università degli Studi di Milano. Fervente è stata anche la collaborazione con la rete dei musei civici milanesi – in particolare il Museo del Castello Sforzesco – che, nel periodo autunno-inverno 2017, presterà a questa mostra alcuni reperti della collezione egizia, in occasione della chiusura temporanea delle proprie sale per ristrutturazione.

Questa mostra e gli studi che la accompagnano e che qui presentiamo ci insegneranno che gli uomini e le donne contemporanei di quell’antico re sono molto meno lontani da noi di quanto possa sembrare: con la loro umanità, con la loro fantasia e con la loro commovente concezione del destino dell’essere umano dopo la morte.” dichiara Franco Moscetti, Amministratore delegato GRUPPO 24 ORE.

Questi materiali accompagnano il visitatore alla scoperta – o meglio riscoperta – di Amenofi II, il cui nome più correttamente sarebbe Amenhotep; egli era figlio di Thutmosi III e visse tra il 1427 e il 1401 a.C. regnando dall’età di 18 anni.

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Il percorso espositivo conduce alla ricostruzione della camera sepolcrale e ai materiali di Loret, accompagnando i visitatori attraverso l’evoluzione e il periodo di passaggio in cui il faraone ha vissuto. Sotto il regno del padre, l’Egitto raggiunse la sua massima espansione e, per questo motivo, il figlio Amenofi venne completamente oscurato dal padre, venendo per lungo tempo dimenticato; proprio per questi motivi sebbene Amenofi II sia stato un sovrano importante, non era ancora stato oggetto di una mostra monografica.

Grazie a questa esposizione si scopre che Amenofi II fu un sovrano giudizioso, valoroso condottiero, atletico, amante della corsa ed eccellente nel tiro con l’arco, vinse tre guerre e fu un amministratore accorto.

Le prime tre sezioni della mostra possono essere definite “introduttive” alle tradizioni e alle usanze della civiltà: vengono presentate alcune statue che raffigurano il faraone, mostrandone i caratteri fisionomici distintivi e offrendo la possibilità di un approfondimento sul tema della propaganda reale nel periodo storico detto “Nuovo Regno”. Altri reperti esposti e contributi multimediali illustrano la gioventù del sovrano trascorsa in buona parte a Menfi, presentando i suoi “fratelli di latte”, cresciuti con lui, ai quali in età adulta furono affidati dal faraone posti importanti nell’amministrazione dello Stato. Vengono poi esposti beni di lusso come armi e gioielli, steli di tombe e infine un’ampia casistica di sarcofagi e mummie umane e animali di epoca più recente unite a papiri del “Libro dei Morti”. La mostra propone anche degli strumenti di interazione multimediale con i reperti in mostra: si tratta di un apparato di Information and Communication Technologies, multimediale e interattivo, progettato e curato dagli artisti visivi di camerAnebbia. L’obiettivo è quello di “teletrasportare” il visitatore attraverso un gioco continuo di suoni, immagini, presenze e rimandi multimediali nell’Antico Egitto del II millennio a.C., per i bambini inoltre sono presenti degli speciali pannelli dove il famoso Geronimo Stilton spiegha il mondo dell’Antico Egitto intrattenendoli con giochi e indovinelli.

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Superate queste prime tre sezioni si giunge alla stanza principale: la ricostruzione della tomba di Amenofi II.

Il visitatore viene introdotto e fatto immedesimare nella scoperta della tomba non solo perché è stata interamente ricostruita in scala 1:1 ma anche grazie a un video che mostra, attraverso una voce narrante in prima persona, la scoperta dell’egittologo francese Loret. La tomba di Amenofi era stata oggetto di razzie da parte dei profanatori di tombe, ma all’archeologo si presentò comunque uno spettacolo unico e meraviglioso: oltre a rinvenire la tomba del faraone nel sarcofago, scoprì in una stanza murata annessa, contenente altre nove mummie reali. I corpi erano già stati trasferiti lì in antichità, poiché le tombe della Valle dei Re venivano profanate dai tombaroli a caccia dei mirabolanti tesori che custodivano. Oltre a quelle di Amenofi e alle nove nel nascondiglio, Loret scoprì anche altre tre mummie (di cui durante la visita alla mostra è possibile osservare una ricostruzione digitale), che erano state sbendate dai tombaroli a caccia di gioielli, una di queste è stata recentemente identificata – con un esame del DNA – come la madre di Tutankhamon.

La mostra si propone l’obiettivo di tracciare il percorso evolutivo che l’Antico Egitto ha attraversato durante quegli anni, confrontando il periodo del regno di Amenofi con quello del padre; l’esposizione permette di immergersi maggiormente nelle tradizioni e pratiche di mummificazione e conservazione dei corpi grazie all’accostamento di reperti archeologici a strumenti multimediali.

Informazioni utili:

Ingresso singolo intero: € 13,00

Ingresso singolo ridotto: € 10,00

Ogni martedì universitari con tesserino: € 6,00

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