Testo di – SVEVA SCARAVONATI

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– “Allora com’è andato questo Club To Club?

-“Ho ballato 36 chilometri

Un festival di musica elettronica e avant pop giunto alla sua diciottesima edizione, a mio avviso la più riuscita. Rispetto alle precedenti si è notato infatti un salto in avanti sotto diversi aspetti, confermato prima di tutto dal numero dei partecipanti.

60000 corpicini si sono uniti sotto un unico tempio per celebrare il presente e il futuro della musica. Eh si, perché Club To Club è, come consiglia la stessa location fieristica di Lingotto, un’occasione per ascoltare grandi colossi ma anche perché tendere al futuro, lanciarsi verso nuovi sound e scoprire “la roba nuova”.
E questo viene percepito da un numero sempre maggiore di presenti da tutto il mondo, per un totale di 61 paesi sotto un’unica bandiera: quella della musica che vuole crescere come settore sano e pensato.

Un festival ricco di eventi che si sono tenuti in diverse locations, dalle OGR fresche di vita nuova, alla Reggia di Venaria, fino al Porta Palazzo e al Balon e che hanno fatto ballare Torino per bene quattro giorni.
“Luce al buio” recita il tema di quest’anno: una dotta citazione all’immenso Battiato, richiamato a sua volta nel set di Nicolas Jaar la scorsa edizione.

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Passiamo subito alle serate centrali, ricche di esclusive italiane e di debutti.
Il venerdì si comincia presto con Elena Colombi, con un set che unisce disco, proto house, suoni prettamente industriali e techno; il testimone viene passato ad Obongjavar, al suo primo debutto italiano, artista nigeriano dalla profonda poetica che incanta con il suo stile che unisce parlato e hip hop sound.
Si passa velocemente al Main Stage per i Beach House, che regalano un live da ascoltare a occhi chiusi: tra teatralità e organetti mi sono sentita trasportata letteralmente su un altro pianeta, fatto di presenze eteree e realtà trasognate e fiabesche.

Scatta l’una e il palco è di un amico storico di C2C: Jamie xx, che quest’estate ha girato mezza Italia con Viva! Festival. Un set come sempre super ballabile, leggero che stupisce con una closing totalmente dedicata all’Italia: Ornella Vanoni in “Ti Voglio”. Stesa. Innamorata. Sempre di più.

Jamie saluta e arriva una fichissima Peggy Gou in versione calcistica che propone una partita tutta da ballare. Eredità koreana e presente berlinese più che tangibili: le si vuole bene.

Una chiusura tutta femminile con un’adorabile Avalon Emerson: un set poliedrico per l’americana sotto la label Whities. Parole d’ordine: elettronica e underground.

Diario di bordo concluso per la giornata di venerdi: si riposa la mente e la gambetta stanca per domani.
Che sarà ancora una sorpresa, più grande (?).

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