Testo di – SVEVA SCARAVONATI

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Ieri, mercoledi 26 ottobre, presso l’AC Hotel Torino by Marriott si è tenuta la conferenza del festival torinese, giunto alla sua sedicesima edizione.

Durante la presentazione alla stampa dell’evento sono intervenuti i principali esponenti dell’ambiente culturale torinese, tra cui Antonella Parigi, assessore alla cultura Regione Piemonte, che ha sostenuto fin da subito quanto l’aiuto ad un evento come Club To Club sia una mossa di carattere strategico. L’evento gode infatti di comunicazione internazionale: si configura come una promessa da tutelare, un bene che valorizza il territorio e la creatività in ambito avanguardistico.

Da quest’anno risulta fondamentale la collaborazione con la Reggia di Venaria, non solo in termini di numeri e visibilità ma anche perché l’apertura ad un pubblico non tradizionale è un grandissimo traguardo, creando eventi in cui arte e musica si uniscono perfettamente: Club to Club diventa marchio di garanzia a livello qualitativo, di incredibile importanza per la regione che negli ultimi anni ha direzionato i propri fondi verso fondazioni pubbliche e private per sostenere il contemporaneo.

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La forza del festival è da sempre quella di dialogare con il panorama internazionale, ma per far ciò è necessario potersi affidare a risorse prima di tutto economiche: numerosi sono gli sponsor per questa edizione, tra cui British Council, Audi e Absolut, ma come si può notare, nessuna impresa torinese ha deciso ad oggi di supportare il festival.

In ogni caso il programma è più che mai ricco di eventi: il 2 novembre ci sarà un grande opening in presenza di Unsound poiché si è voluto dare il segno di inizio di programmazione con una reinterpretazione della Reggia di Venaria in chiave contemporanea. Il rapporto con la città cambia, ma è sempre più forte, indice lo stesso nome “Club to Club”, in cui To indica proprio la città che l’ha generato, metropoli di frontiera, città d’avanguardia e contemporaneità che da sempre ha amato sperimentare.

Francesca Paola Leon, assessore alla cultura di Torino ha espresso il suo sostegno per il linguaggio che porta a scoprire e a dare elementi per analizzare la realtà di oggi. Nel corso degli anni si è cercato di stabilire collaborazioni più strutturate per far crescere la musica contemporanea, investendo nel sistema arte contemporanea e nei linguaggi contemporanei intesi come attivatori di processi.

Il festival musicale non risulta puro evento a sè stante, bensì uno stabile sostegno alle iniziative culturali che vogliono essere aiutate a crescere, tra cui il quartiere torinese San Salvario, in cui si svolgerà l’evento domenicale totalmente gratuito “Dance Salvario”, per far capire che il territorio è sempre una risorsa.
Ci saranno attività all’aperto e al chiuso, per sottolineare la multiculturalità del quartiere, la danza e la musica: per la prima volta si tratterà di un vero e proprio progetto relazionale, con realtà enogastronomiche e un main stage di Club to Club con Istambul session e Warp to Warp per mettere come focus ancora una volta l’interculturalità.
Saranno inoltre presenti stand su rifugiati politici, sulla mobilità mentre in tutto il quartiere sarà possibile visitare mostre, documentari su taxisti africani e sul loro rapporto con la musica.

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Da segnalare anche l’evento collaterale presso l’Ac Hotel “Absolut Symposium”, in cui vi saranno numerosi talk per formare conoscenza in un pubblico sempre più in cerca di contenuti, con ospiti importanti, primo tra tutti il Nachtburgemeester (Sindaco della Notte) di Amsterdam, Mirik Milan.

La sera invece sarà dedicata unicamente agli eventi musicali, non solo presso l’area Lingotto ma anche con altre venues, tra cui la Reggia di Venaria e il Conservatorio Verdi.
Più di cinquanta artisti si esibiranno, per un totale di 18 act in esclusiva italiana e grandi debutti.
Non solo quindi grandi nomi affermati, come Daphni, Motor City Drum Ensemble, Jon Hopkins e Dj Shadow che festeggerà il ventennale dell’album “Entroducing”, ma anche artisti enigmatici, quali Arca, produttore di Kanye West e Bjork, con performance visual di Jesse Kanda, Lorenzo Senni, talento italiano che ha appena firmato il contratto con l’etichetta Warp e presenterà il materiale del suo nuovo ep, e Dj Lag, con ritmi africani e non.

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Un festival da non perdere, che spinge a Torino un target fortemente motivato alla nuova contemporaneità; un evento triadico in cui tre sono i protagonisti della scena: l’artista, i luoghi e l’artista.

A Torino, dal 2 al 6 novembre.

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