Testo di – ALBERTO ANDREETTA

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Conosci il Festival di Sanremo?

Purtroppo no. Tutte le persone che collaborano con me mi hanno detto che questo è il festival più prestigioso e ambito da tutti gli artisti italiani e non. Quando ho detto ai miei amici della mia partecipazione la loro reazione mi ha fatto capire quanto questo festival sia importante. Non ho mai sentito Sanremo prima, sfortunatamente. Non ho potuto seguire la prima serata, ma non vedo l’ora di seguire lo spettacolo questa sera e domani.

L’esperienza di cantare i propri brani è diversa rispetto allo scriverli? Hai provato timidezza, vergogna?

No, anche perché ho sempre amato cantare. Non mi preoccupa esibirmi, non è stato un passo impegnativo. Ritengo che sia un onore cantare i miei brani. Ho sempre cercato un rapporto con i miei fan, ed è più facile quando sono io ad interpretare i miei brani.

Come è nata la canzone Lost on you?

È molto curioso come funzionano le canzoni, le scrivi e poi fai altro, non stai a rifletterci dopo. Mi ricordo quando l’ho composta, era un momento di svolta, quando i rapporti prendono una direzione precisa ed una dimensione adulta rispetto a prima. C’erano momenti di confusione, paura, ero a stretto contatto con le mie sensazioni e con le mie emozioni. Partendo da questa vicinanza con quello che provavo la composizione è avvenuta tutta in un giorno, di getto.

Perché hai deciso di iniziare a cantare le tue canzoni?

Quando si lavora nella musica c’è tutto un percorso di avvicinamento e la tempistica è essenziale. Molto volte sono stata vicina alla svolta, durante una carriera che dura da 10 anni. Lost on you è stato il brano giusto per me in quel particolare momento. Oltretutto io ho sempre cantato, anche i demo delle canzoni che scrivo li faccio io. Poi passo le canzoni a chi le deve interpretare. Ci sono però molti fattori in gioco, non è sempre possibile interpretare i brani. Sono felicissima di esibirmi come cantante, mi ritengo molto fortunata ad avere avuto questa svolta.

Puoi dirci qualcosa riguardo le tue radici italiane? E che rapporti hai con la musica italiana?

Mia madre da bambina mi faceva ascoltare Pavarotti e Caruso e questo mi ha segnato. Lost on you penso che sia il mio brano più italiano, forse per questo ha avuto così fortuna qui, ed è bellissimo come emerga la mia parte italiana quando la interpreto. Non è ancora successo, ma mi  piacerebbe molto collaborare con artisti italiani. Ringrazio gli italiani per il successo che hanno tributato alla mia canzone. Amo l’Italia e gli italiani e mi hanno tutti accolto in maniera favolosa.

Il fischio della tua canzone è ormai un tormentone, cosa puoi dirci al riguardo?

Tutto nasce da una storia di quando ero bambina. Quando ero a scuola c’era uno che fischiava sempre ed io cercavo di emularlo. Mi piaceva, era forte. Il fischio in Lost on you è stato sperimentale, ho provato a vedere fin dove arrivavo. Non passo tutto il giorno a cantare, anzi, quando non lavoro è più probabile che mi metta a fischiare.

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