Testo di – GIUSEPPE ORIGO

 

A Virginia, collega e sorella
allo Staff di Revolart, equipe di amici e professionisti
ai nostri lettori e supporter, “mangiatori” di cultura

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Giuseppe Arcimboldo – Vertumnus (Imperatore Rodolfo II )

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“Con la cultura non si mangia”/”La gente non mangia cultura”/”La cultura non dà da mangiare”
[Onorevole Giulio Tremonti]

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Non è certa la formula effettiva utilizzata dall’ ex Ministro, durante la proclamazione della finanziaria di fine 2010, per riferirsi alla sostanziale presunta verità che la Cultura non sia né una valuta né tanto meno una pietanza.

Facili umorismi a parte, perché purtroppo affermazioni di tale ottusità troppo facilmente si prestano ad esser ingrediente con cui costruire satire di ogni sorta, è forse stata questa miopia di base da parte di chi della Cultura e della sua diffusione avrebbe dovuto tradizionalmente occuparsi (lo Stato, amministratore della cosa pubblica) a spingerci un anno fa a buttarci in quello che è diventato l’attuale Revolart.

Affermare che la cultura non sia né edibile né tanto meno “plausibile” fonte di sostentamento significa assegnarle una posizione di terzietà rispetto a quelle della “sussistenza” e del “mercato”. Se poi parole come queste vengono direttamente dalle labbra dello “Stato fattosi uomo”, di un Ministro, allora la cosa è doppiamente inquietante: la nazione che per antonomasia, per via di una fortunata contingenza di predisposizione interna al genio e tradizione storica, è l’emblema della Cultura nel mondo definisce questa stessa nulla più che un orpello, un bene accessorio con cui, tanto, non si può né guadagnare né tanto meno mangiare.

Un anno esatto fa non condividevamo le affermazioni in questione, sennò probabilmente avremo deciso di creare un portale net di gastronomia, ben più in linea con quelle che parevano essere le priorità dell’ assunto iniziale…

Abbiamo invece scelto di indagare la stessa Cultura transitando attraverso l’Arte, sua coniugazione forse più intima, creando il portale revolart.it

Perché?

Perché gli uomini sono ancora, innanzi tutto, umani. Non è vero che l’era della mediaticità, prima con la televisione e poi con internet, ha irreversibilmente atrofizzato le menti delle persone sclerotizzandole in uno status- para-umano di meri consumatori, di ingranaggi. Se così fosse la domanda di “superfluità presunte” come Arte e Cultura dovrebbe essere pressocchè azzerata, invece i numeri parlano chiaro: al nostro banchetto, a mangiare la pietanza indigesta, sono accorse in un anno più di 270 mila persone da tutto il mondo.

Ed è per questo che la “lettura” è progressivamente diventata da prima il nostro indice di valutazione, poi il nostro premio e il nostro carburante: perché ogni volta che un articolo del portale viene aperto, una persona fa consapevolmente la scelta di addentare un boccone di ciò che esplicitamente abbiamo deciso di presentare e analizzare, cioè Arte e Cultura, ad ogni click aumenta la consapevolezza che il bisogno e il desiderio di questi due beni PUBBLICI e globali è ancora vivo e pulsante.

Revolart è un manifesto condiviso per ribadire che stomaco e cervello sono due organi che hanno uguale bisogno di nutrimento e non si può decidere di saziarne uno lasciando l’altro a digiuno: questo sarebbe possibile se si avesse a che fare con delle bestie, perché laddove è solo istinto basta saziare il primo per garantire la mera sussistenza.

Ma siccome la professione di Ministro della Repubblica differisce di molto da quella di pastore (nella sua accezione bucolica e non “spirituale”) e la condizione di Essere Umano implica, innanzi tutto, la coscienza e il conseguente pensiero, è irragionevole pensare che basti riempire la bocca di cibo per far si che un uomo continui a esistere come tale.

Non solo lo stomaco ha fame.

Questo primo anno di attività ha trasformato quello che era poco più di un gioco in una vera e propria realtà culturale, viva, attiva e riconosciuta come tale, incanalando quelli che erano poco più di furori idealistici studenteschi in effettiva prestazione d’opera a titolo gratuito, in funzione dell’ idea di una Cultura che sia a tutti gli effetti “cosa pubblica” e elemento non terzo alla sfera della sussistenza UMANA.

Revolart ringrazia chiunque, col suo lavoro diretto o con la sua fiducia, abbia sostenuto e sostenga ogni giorno questo apparato e tutti coloro che consapevolmente scelgono ancora di “cucinare” e “magiare” cultura.

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