Testo di – GIUSEPPE ORIGO

 

La fattispecie culturale del Festival Musicale popolare è a parer mio una delle più interessanti da valutare in ambito di management culturale.

Complice dell’enorme appeal potenziale in termini di utenza un Festival riuscito può nel giro di poche edizioni diventare non solo appuntamento fisso e un vero e proprio must nella routine annuale di consumo del bene Cultura del dato individuo, ma anche e soprattutto giungere al punto di identificare come un vero e proprio stendardo il dato territorio ospitante.

Molti sono gli esempi che anche in questa sede abbiamo già trattato di virtuosismi festivalizi che con la propria crescita in termini di risonanza sul pubblico han portato a veri e propri piccoli boom finanziari locali (uno su tutti il pluri-trattato esempio dello Sziget di Budapest e del suo impatto positivo del 18% sul PIL da turismo cittadino).

Nell’ottica della tanto istituzionalmente strombazzata “valorizzazione culturale/territoriale” ci troviamo di fronte a un’ arma di importanza prioritaria, da promuoversi e su cui lavorare specie nell’ottica di territori inabili a gestire qual si voglia altra forma di geo-marketing.

è il 24 Aprile 2015, il Non-luogo è Facebook.

Il festival Collisioni, eccellenza culturale delle Langhe di cui parlammo la scorsa estate, con un post avvisa la rete di una spiacevole notizia per tutti i suoi moltissimi affezionati sostenitori:

“IL CDA DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CUNEO ELIMINA COLLISIONI DALLE MANIFESTAZIONI RILEVANTI PER IL PIEMONTE NEL 2015. Collisioni non è più una manifestazione culturale o turistica rilevante per il Piemonte nel 2015 secondo la Fondazione CRC. Per manifestazioni rilevanti si intendono quelle manifestazioni il cui contributo viene erogato in forma certe a anticipata a marzo per dare continuità alla programmazione e garantirne la sopravvivenza negli anni. Tra le manifestazioni rilevanti nella cultura Il Premio Bottari Lattes Grinzane, Saluzzo arte 2015, la 47 mostra dell’Artigianato Artistico. Tra le manifestazioni rilevanti a livello turistico La Fiera Fredda della Lumaca, il Carlevè di Mondovì, Vinum e il Marrone di Cuneo. Senza nulla togliere alle altre pregevoli manifestazioni con cui collaboriamo nella programmazione artistica, senza mai seguire logiche commerciali, ci chiediamo se davvero Collisioni sia così irrilevante nello scenario culturale e turistico del Piemonte e in special modo della Provincia di Cuneo e se in questi anni abbia davvero dato frutti così insignificanti al territorio. A voi l’ardua sentenza…”

 

La notizia di per sé a tratti può far sorridere agrodolcemente considerando che un festival crossculturale da 100mila presenze in 4 giorni possa essere valutato come meno “rilevante” per il Piemonte nel 2014 rispetto a La Fiera Fredda della Lumaca, al Carlevè di Mondovì, al Vinum o al Marrone di Cuneo.

Dopo tutto però, una fondazione bancaria privata sarà pur libera di distribuire finanziamenti come meglio creda, e l’anno scorso furono erogati solo 15mila euro a favore del Festival in analisi, cifra irrisoria rispetto all’ingente budget totale investito che comunque ha potuto in gran parte contare, come mi auguro possa continuare a fare in futuro, su molteplici altre fonti di finanziamento.

Non è questo il punto: andiamo avanti.

Passa qualche minuto dalla pubblicazione del post e i commentanti telematici si dividono da subito nelle due fazioni contrapposte degli indignati nei confronti della fondazione bancaria e in chi sostiene che questa invece sia libera di gestire i propri soldi come meglio crede.

Fra tutti i commenti, però, uno in particolare mi colpisce:

“Bardineto sarebbe lieta di ospitare qualche vostra iniziativa! A disposizione (sono il Sindaco di Bardineto – sv – Liguria ) “

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commento della sig.ra Mattiauda Franca sotto il post di Collisioni Festival

Il benefattore che allunga questa zattera di salvataggio potenziale è proprio Mattiauda Franca, sindaco della cittadina dell’entroterra Ligure.

Un gesto misericordioso e un’ offerta lodevole.

Ma dove ho già sentito parlare di Bardineto?

Ma certo! Il Balla coi Cinghiali!

Il Balla coi Cinghiali, come sarà noto a molti, è stato un vero e proprio piccolo miracolo di gestione culturale che, nel giro delle sue 10 edizioni di vita, è riuscito a divenire dall’essere poco più che un raduno di scout ad un vero e proprio colosso festivalizio nostrano capace di far convergere nell’entroterra Savonese 80mila persone.

Il rapporto di questa Eccellenza territoriale italiana con quello che però fu, per l’appunto, il suo territorio non è mai stato facile: Bardineto è un piccolo paese, in un luogo difficile come quello dell’alta Valle Bormida, e senz’altro quello di accogliere l’ “invasione” di migliaia di giovani, anche solo se per tre giorni, per un paesino normalmente abitato da 600 anime non è un compito semplice…

80mila persone non sono cosa facile da avere per le mani, concordo, e allora, signora Mattiauda, perché offrirsi per accogliere le 110mila del Collisioni?

Cosa mai ha fatto il Balla Coi Cinghiali per meritarsi l’ostracismo che ne ha condotto alla chiusura e alla conseguente delocalizzazione tradottasi in un ingente perdita in termini di numero di presenze e introiti?

Qualcosa non torna, o meglio forse puzza.

Per far chiarezza ho contattato Simone Marcenaro del direttivo del Festival per riuscire a capire qualcosa di più su quanto accaduto.

l’Associazione Balla Coi Cinghiali è senza scopo di lucro, il che significa che tutti gli eventuali proventi della propria attività sono reinvestiti al 100% nella programmazione dell’anno successivo. Tutti lavorano in regime di assoluto volontariato, tanto i membri dello staff, quanto le centinaia di ragazzi appositamente reclutati per il festival. Il Comune e la Proloco di Bardineto hanno sempre dato il loro appoggio nei limiti delle proprie possibilità, finché il festival aveva dimensioni medio-piccole. Da quando però abbiamo iniziato ad avere un successo nazionale, e su Google “Bardineto” appariva con circa 900.000 risultati, la situazione è cambiata[…]

Il 2011 è stato l’anno di svolta: per garantire la piena sicurezza del pubblico e il rispetto delle norme sul pubblico spettacolo abbiamo deciso di investire sul rafforzamento delle infrastrutture e di allargare ulteriormente l’area disponibile per il festival. Abbiamo così creato l’edizione dei record, circa 80.000 persone in quattro giorni e 9.000 campeggiatori. […]”

Fin qui sembrerebbe quindi tutto corrispondere al tipico modello di evento festivalizio territoriale perfettamente riuscito e in conseguente piena ascesa: una manifestazione nata parca, col tempo e fortuitamente, inizia a segnare un lungo numero di goal che la portano fino al punto di divenire emblema del dato territorio, la più completa sintesi e concretizzazione, da manuale di management culturale, del concetto accademico di “potere virtuoso dell’esternalità positiva culturale”.

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Ed è così che un paese come Bardineto, la cui maggiore attrattiva fu la “Sagra Del Fungo D’Oro”, si trova, di punto in bianco, ad essere investito del ruolo di scenario ospitante uno dei maggiori festival italiani.

Beh, la popolazione e l’amministrazione immagino avranno eretto simulacri crisoelefantini in onore degli organizzatori della manifestazione eleggendoli santi Patroni del piccolo comune, dopo tutto sai che giro d’affari, per un 600 sparute anime, averne per le mani 80mila con cui tessere ogni qual si voglia tipologia di relazione commerciale…

…e invece…

A fronte di tutto ciò, il Sindaco ci ha chiesto ufficialmente (con tanto di richiesta protocollata), 24.000 euro per la tassa di occupazione del suolo pubblico. Senza ovviamente cambiare il suo impegno relativo alla viabilità, ai servizi e agli impianti, e anzi dando sempre più spazio alle persone che non volevano più Balla Coi Cinghiali. Ci siamo resi conto che così non si poteva andare più avanti e, nonostante gli ammonimenti di Provincia e Regione, che avrebbero garantito comunque il loro supporto, abbiamo purtroppo compreso che il Comune, di fatto, non sosteneva più la manifestazione. […]

Abbiamo quindi deciso di fermarci nel 2012, e non è stato facile. Ciò che è successo dopo è conseguenza di quella decisione: il Comune non ha mai cambiato posizione, e nel frattempo anche noi ci siamo confrontati con alcuni mutamenti interni: essendo tutti volontari, e ogni anno sempre più “maturi”, alcuni di noi hanno dovuto prendersi un anno di pausa per ragioni famigliari, diversi cinghialini sono felicemente venuti al mondo… insomma, la vita. Si è quindi deciso di riflettere profondamente sui nostri obiettivi e per questo anche il 2013 è stato un anno di pausa. […]

Sostenere un festival da 80.000 persone, secondo noi, non significa solo lasciare che sia organizzato in tutte le sue parti da un’Associazione di volontari: significa interagire con le istituzioni, cercare assieme finanziamenti, proporsi come un’unica entità per mostrare come un piccolo paese può diventare un laboratorio di cultura che non ha eguali in Italia.”

Cara signora Mattiauda Franca, gentili pubbliche amministrazioni, volete spiegarci cosa succede?

Quali sono le ragioni che vi inducono tali forme di ottusa miopia quando vi relazionate al cosmo della cultura?

Perché mai l’ipocrisia di stampo propagandistico deve sempre e solo essere l’unico vero leitmotiv della rete di relazioni viziate e viziose che puntualmente siete in grado di intessere attorno a ogni qual si voglia manifestazione di carattere Artistico-Culturale?

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“Con la cultura non si mangia” – on. Giulio Tremonti

È di qualche giorno fa la notizia di un’ apertura da parte del nostro Governo all’importazione di un grosso e noto festival musicale estero sul suolo italiano…

Perché invece, piuttosto che importare, non valorizzare quanto già è presente sul territorio anziché continuare ad ostacolarlo direttamente e non?

Stento a comprendere l’esterofilia istituzionale anche in ambito culturale, unico effettivo campo dove concretamente possiamo, fuori da rischio di populismi, ancora godere di una certa autorevolezza a livello Globale.

Mi sfuggono i moventi che animano le azioni e le esternazioni di personaggi pubblici quali la sig.ra Mattiauda quando, col cadavere del BCC ancora caldo, apre pubblicamente i cancelli di Bardineto al Collisioni, non comprendo come un Governo così affezionato alla Cultura possa approvare la recente maxi stangata fiscale ai danni delle Fondazioni Bancarie (principale attore nel campo dei finanziamenti in tale ambito) e vacillo innanzi alla scelta di Giuseppe Sala di scegliere una compagnia Canadese quale Cirque Du Soleil per creare lo spettacolo principale di un Expo Italiana di cui lui è burattinaio e mastro di danze…

Eppure così è e se vi pare e, nell’agorà dei non Luoghi digitali, ogni parola è permessa e tutto è costantemente asservito a una perpetua e formatata proclamazione d’intenti o a un rigurgito di facili opinioni che sia: la componente critica diventa secondaria, la morale invece scompare.

Nella puerile gara al vigore più grosso il centimetro usato può contare su una scala sempre più generosa complice della progressiva noia che porta la tribuna degli astanti all’ impigrimento valutativo del like e del retweet.

Quella del Balla coi Cinghiali è però una lotta che è andata avanti, è la storia di un gruppo di Operatori e Manager della Cultura che senza arrendersi hanno perpetrato la loro causa nella convinzione della possibilità di poter continuare ciò che ormai aveva conquistato i favori di un pubblico vastissimo.

“Nel 2014 abbiamo provato a cambiare location, perché il Sindaco e la sua Amministrazione ormai non potevano più garantire lo svolgimento della manifestazione a Bardineto. Ci siamo rivolti al Comune di Cairo Montenotte e, nonostante un momento di iniziale fiducia, si sono purtroppo riproposte le stesse dinamiche: abbiamo scoperto che l’area prescelta era un Sito di Interesse Comunitario e, come tale, esistevano molti vincoli di natura ambientale sull’intera area. Nel disinteresse totale del Comune abbiamo pagato un professionista per una valutazione ambientale e, dopo mesi di riunioni interminabili in Provincia, abbiamo ricevuto un “parere positivo con prescrizioni”. Dove le prescrizioni, di fatto, rendevano impossibile la realizzazione del festival. Abbiamo scoperto che ci sono state pressioni da parte di associazioni ambientaliste e da molti cittadini del posto: insomma, le dinamiche che avevamo già sperimentato a Bardineto si sono ripresentate. Per questo motivo abbiamo deciso di fermarci di nuovo. La logica dell’ “armiamoci e partite” non ci andava più giù.

Grazie a una serie di contatti di membri dello staff e di amici piemontesi, inaspettatamente si è affacciata la possibilità di fare un evento a Vinadio, ed è nato Fortissimo: ma questa, come sai, è un’altra storia.”

Un’altra storia, una nuova avventura che però ha permesso, sebbene sotto una nuova e non per scelta mutilata veste, di continuare (dovendo ricominciare solo parzialmente) quanto era già stato fatto fino al 2011.

La morale della favola non c’è. Purtroppo nel flagellato campo della nostrana organizzazione culturale non c’è più spazio per altro che non siano azioni concrete, che non sia il rimboccarsi le maniche pur consapevoli che, finché davvero le cose non cambieranno a livello di rapporti con l’ amministrazione pubblica e di gestione interna a questa, la lotta sarà quella di Davide contro Golia.

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Davide con la testa di Golia – Caravaggio


Torna comunque, anche quest’anno, il Fortissimo, la rinnovata veste del BallaCoiCinghiali rideclinata nella suggestiva location del Forte di Vinadio.

Esempio ottimo ed efficace di non rassegnazione al viziato sistema di scenario, anche quest’anno l’organizzazione propone un festival che, sebbene mutilato rispetto a quanto fu, aspira a tornare alla sua posizione apicale nella dimensione delle grandi manifestazioni musicali indipendenti Italiane.

20, 21, 22 Agosto: aprono giovedì i Fast Animals And Slow Kids, Andrea Appino e Bombino; venerdì tocca a Eazy Skankers feat. Blackout Ja, The Skints e ai grandi Africa Unite; chiuderanno sabato Lou Seriol, Alo Wala e gli animali da sold-out de i Lo Stato Sociale.

Quest’anno ci sarà anche un angolo del blues e il Radio Ohm stage con artisti emergenti e indipendenti, aspetto cui l’organizzazione ha da sempre tributato un occhio di riguardo. 4

Come sempre il tutto sarà accompagnato da laboratori, area arte, mostre di arte figurativa e fotografia, boulder e teatro.

Per info e costi visitate il link http://ballacoicinghiali.it/fortissimo/

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