Poesia di – LORENZO VERCESI

 

Solitario mi addormento

al grido d’oboe del tedio

ricominciandomi schiera di peri

Abbracciai la vita

salmastramente

alla maniera dei forestieri

e lei mi amò di pensieri

tutti grigi e cesellati

Grondai giù dal cielo del mio cuore

come una lenta goccia palustre

e sospirando tagliuzzai un’idea

per farne frammenti introvabili

Di stanotti ne aspettai fin troppe

deridendo le pesche mature

con l’anima che lenta il vento sfogliava

come un tiglio

Solo sono stato sempre

forse perchè pioveva troppo poco

o forse troppo avidamente amavo

l’essere leggerezza

d’un cuore svuotato

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