Testo di – ALBERTO ANDREETTA

 

Oggi giornata corta in sala stampa, purtroppo, viste le molte defezioni a causa delle prove per la serata delle cover, a quanto pare più impegnative del previsto. Un peccato non poter interagire con Neffa e i Bluvertigo, ma comunque gli artisti che si sono presentati non si può dire che non fossero di livello.

Il primo Big convenuto in consesso è stato Enrico Ruggeri, che non possiamo nascondere essere il nostro beniamino. Si inizia parlando del nuovo album, una commistione di nuovi pezzi e vecchie suggestioni, comprendendo anche alcune cover di David Bowie, come omaggio ad un artista al quale si è sempre ispirato. Si passa poi alla canzone in gara, una riscoperta delle proprie origini punk-rock; “Il primo amore non si scorda mai” parla di tutte le prime volte, tutte le prime esperienze e ne parla attraverso tutti e cinque i sensi, non solo il primo amore tout court, ma ciò che ti condiziona e ti fornisce un imprinting. Per questo il brano riporta molto anche al periodo dei Decibel, una parte molto importante per Ruggeri, nonché importante per creare il sostrato della sua musica. Non una voglia di tornare indietro, ma un’influenza profonda che in qualche modo tende sempre a palesarsi. In coda alla conferenza c’è stato spazio anche per una sorta di fanta-sanremo, quando viene domandato a Ruggeri come condurrebbe il Festival: “Carlo è perfetto, ed ha ragione, per fare un buon festival devi comporre un mosaico con artisti provenienti da diverse aree. Punterei su un paio di grandi nomi, andrei a chiedere a Morandi o Celentano. Probabilmente metterei meno canzoni in gara, così da dare più tempo ai singoli artisti e magari un occhio particolare alla musica indie”.

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dolcenera

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Dopo Ruggeri abbiamo incontrato Dolcenera, una delle più deluse finora da questo Festival. Confida di aver saputo del suo essere a rischio eliminazione e bisogna dire che non l’ha presa affatto bene; ha infatti esclamato: “Il mondo si è capovolto!”. Una reazione forte, per la quale lei si giustifica così: “Siccome vedo il brano come un flusso unico di parole e musica, immediato, con un bel messaggio, praticamente un figlio, mi sento in dovere di difenderlo, di proteggerlo.” In genere la sua la sua conferenza stampa è stata all’insegna della risposta alle polemiche; dopo aver risposto sulla classifica ha infatti commento in maniera molto piccata l’osservazione (o la critica) portata la sera avanti da Vittorio Cosma, secondo il quale la canzone, o meglio la melodia, pecca di originalità, appellandosi ad una successione di note definita scontata. Sugli scudi Dolcenera, la quale sostiene che per appellarsi al plagio serve una successione di almeno sette note uguali. C’è da dire che da una semplice osservazione che non accusava assolutamente di plagio, si sono subito alzati i toni e l’istinto da partigiano ha subito scalzato l’obiettività critica, non tanto da parte di Cosma, quanto piuttosto da parte di Dolcenera e di Morgan, ertosi a difensore della collega. In generale ci è parso che lei non stia vivendo al meglio questa esperienza sanremese, è parsa tesa e sulla difensiva (sulle questioni di cui sopra), probabilmente a causa dei non risultati che sta ottenendo finora. Meriterebbe in effetti qualcosa di più, ma lei ne è troppo sicura.

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