Testo di – ELEONORA RONDELLI

 

Solo coloro che tentano l’assurdo raggiungeranno l’impossibile

Palazzo Albergati, splendido edificio del Cinquecento situato nel centro storico di Bologna, fa da cornice alla mostra su M.C Escher, la quale è ormai in dirittura d’arrivo (ricordiamo infatti che finirà in data 19 luglio).

Maurits Cornelis Escher è stato un grafico e incisore olandese, famoso per le sue illusioni ottiche e costruzioni impossibili – qui viene scoperto attraverso più di 150 opere.

Si parte con i paesaggi italiani che lo hanno immensamente attratto, tanto da farlo poi trasferire per un certo periodo a Roma. Si nota fin da subito il suo interesse per la prospettiva e la tridimensionalità, che lo portarono a creare immagini che più che disegnate a mano sembrano fatte da un computer di ultima generazione.

Si prosegue poi con il suo viaggio in Spagna, dove rimase affascinato dagli arabeschi dell’Alhambra di Granada, famoso palazzo moresco del Trecento. Da questo momento comincia a sperimentare con le costruzioni geometriche e i motivi ricorsivi che lo resero famoso.

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Ogni sala della mostra (mi raccomando ogni tanto guardate in su per vedere i bellissimi affreschi del palazzo) si concentra su una delle teorie o leggi matematiche e psicologiche studiate da Escher e da lui utilizzate nelle sue opere, e attraverso spiegazioni e giochi per i più piccoli (ma non solo) ci è permesso di capirle appieno prima di vederle applicate.

Tra queste ad esempio troviamo le leggi della forma della psicologia della Gestalt, formalizzate nell’illusione ottica del triangolo di Kanizsa:  la figura mostra come la nostra mente riesca a visualizzare delle immagini anche se queste non sono effettivamente delineate da contorni. Come vediamo nel disegno qui sotto, tendiamo naturalmente a percepire il triangolo bianco benché questo non sia globalmente circoscritto da contorni: questo in virtù di leggi di organizzazione del campo visivo connaturate al funzionamento stesso del nostro cervello (le stesse leggi che ci permettono di apprezzare tanto le percezioni reali quanto quelle illusorie come nel caso dell’esempio di Kanizsa).

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Per questi motivi definire Escher come artista o grafico o incisore non è esaustivo, ma bisogna parlare di un vero e proprio intellettuale che è riuscito ad integrare in modo sublime arte, geometria, matematica e psicologia della percezione. Questo si può facilmente scoprire in questa mostra, che fornisce una chiave di interpretazione delle opere e ci permette anche di interagire con piccoli esperienti riguardanti le illusioni ottiche (sono anche presenti punti in cui è possibile scattarsi foto ed entrare letteralmente in alcune opere di Escher).

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Se passate da Bologna quindi non lasciatevi sfuggire l’occasione di scoprire il genio di Escher a Palazzo Albergati, in via Saragozza 28, aperto dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 20.

Per ulteriori informazioni sul sito della mostra: http://www.palazzoalbergati.com/la-mostra-escher/

 

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