Testo di — FRANCESCA BERNASCHI

 

Morte malinconica del bambino ostrica — Tim Burton

 

“C’era una volta, tanto tempo fa, in un regno incantato, una splendida principessa tenuta prigioniera da una malefica strega. Un giorno però, un valoroso principe sconfisse la cattiva e salvò la bella damigella, così vissero per sempre felici e contenti.”

Volendo essere sintetici e neanche troppo fantasiosi, più o meno è questo lo svolgimento dei trequarti delle favole che siamo stati abituati a sentirci raccontare dai nostri genitori prima di andare a letto o da un regista della Disney al cinema.

Ecco, prendete questi incipit, svolgimenti e conclusioni e chiudeteli nel cassetto della vostra infanzia appena comprerete Morte malinconica del bambino ostrica.

C’è davvero bisogno che vi dica chi è l’autore?
Per quanti di voi abbiano poca dimestichezza con un mondo popolato da mostriciattoli grotteschi o non siano grandi fan di Johnny Depp e delle sue interpretazioni, vi segnalo che la raccolta è a cura del regista Tim Burton— presto nelle sale con Miss Peregrine- la casa dei ragazzi speciali.

Sono favole brevi in rima, quasi delle filastrocche dell’orrore per bambini decisamente cresciuti o adulti che non vogliono arrendersi alla loro condizione— tipo la sottoscritta.
Accompagnate da disegni dello stesso Burton, sulla scia di quelli esposti nella serie di mostre a lui dedicate a partire dal MoMa di New York, racchiudono la personale, e diciamocelo pure: stramba!, visione del mondo del regista di Big Fish.

In realtà credo che le 23 storie o poesie, non saprei neanche definirle con precisione, raccontino bene l’emarginazione del diverso, caratteristica che tutti i personaggi hanno in comune, e la cattiveria, spesso taciuta, di cui i bambini sono maestri, quando vogliono.

Pubblicato nel 1998, resta ancora un classico contemporaneo attuale e divertente per chiunque riesca a mettere da parte perbenismo e scetticismo.
Di tutte le tragiche vicende raccontate, la mia preferita resta quella di Persico, il bambino tossico, proprio lui, quella specie di birillo verdognolo con gli occhi che vedete nell’immagine.

E voi? Quale personaggio vi farà più sorridere? La ragazzina che fissava o quel bidone di bambino?

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