Testo di – ELENA GRANVILLANI

06-Making-Dreams-Fendi-and-the-Cinema

Nel cuore del quadrilatero della moda a pochi passi dal Duomo, il Teatro Manzoni ha aperto le porte a una mostra dal gusto retrò e dalla locandina accattivante: “Making dreams – Fendi and the cinema“. Una delle più antiche maison italiane, testimonianza concreta del “made in Italy“, ha offerto agli amanti della moda e del cinema, ma anche a coloro che hanno voluto trascorrere un pomeriggio diverso dal solito, la possibilità di immergersi nel mondo delle sorelle Fendi. La mostra, rimasta aperta per un breve periodo dal 21 settembre al 6 ottobre, si è perfettamente inserita nel contesto milanese luccicante e patinato della fashion week.

All’ingresso si trovano hostess e steward, vestiti di tutto punto, che accompagnano i visitatori su per l’elegante scalone scarlatto di Teatro Manzoni fino all’ingresso della sala. Superato il primo spazio, dedicato alla visione di spezzoni di film cult degli anni ’50 e ’60, si entra in un ambiente dominato dalla penombra e da musiche classiche che riportano alla memoria le grandiose colonne sonore di Ennio Morricone. Il percorso è segnato da strutture architettoniche importanti, se si osserva che tutte poggiano sulla platea del teatro: scale in ferro battuto e vetro, sotto cui si intravedono le poltroncine imbottite.

Si viene subito accolti dalla voce delle sorelle Fendi, che spiegano le ragioni della mostra: “Il cinema e la moda non sono mondi a sé stanti, ma interagiscono tra loro creando un connubio perfetto nella produzione di film”; unione che si riscontra nella creazione dei costumi di scena, in questo caso, delle pellicce. Le pellicce di ogni epoca sono, infatti, le vere protagoniste: posizionate lungo le pareti interne di una struttura in legno, che ricorda una pellicola aperta, si ammirano quelle indossate in film del calibro di “007 – Mai dire mai”, “La leggenda del pianista sull’ Oceano” e “Io sono l’Amore” del 2002; all’interno di un’arcata, volutamente ispirata alle strutture di Cinecittà, si trova un manichino che elegantemente porta sulle spalle la pelliccia di “Cat Woman”. Persino le sorelle Fendi si presentano al pubblico impellicciate nel video introduttivo.

L’ultimo modulo di questo magico percorso è il più virtuoso: salendo una rampa di scale, si entra in un piccolo padiglione rivestito di schermi, su cui vengono proiettati giochi di luce luminosi e dai mille colori; questi si riflettono su una pelliccia bianca posta al centro, usata anch’essa come schermo. Si assiste attoniti alla massima espressione della creatività cinematografica targata Fendi: il visitatore cammina attraverso un arco temporale che dal passato lo proietta verso il futuro, partendo dai bozzetti per arrivare alle pellicce vere e proprie, e finire poi in un luogo senza tempo con effetti speciali futuristici.

Soltanto ora è chiaro il senso di “making dreams”, che campeggia con un pizzico di orgoglio accanto alle parole “Fendi and the cinema“: la maison rivendica quell’ artigianalità, quel “saper fare” tutto italiano, che la caratterizza fin dal 1925, dagli esordi come umile pelletteria. Non solo manualità, però, ma anche ricerca del nuovo, che mescolata sapientemente alla fantasia dà vita ai sogni; quegli stessi sogni che vengono narrati nei film di Giuseppe Tornatore, Martin Scorsese e Luchino Visconti, alcuni dei registi con cui le sorelle Fendi hanno collaborato nel corso degli anni. Questo omaggio a Cinecittà non vuole essere una semplice trovata di

marketing da parte della maison, bensì un modo per avvicinare anche i più riluttanti al mondo della moda: i lustrini e i riflettori sono solo il contorno, la conseguenza del lavoro e della passione che si trovano alle spalle e che creano una storia, la storia del Cinema come la storia del nostro Paese.

Si è ormai arrivati alla fine della mostra, le porte della sala si chiudono e i riflettori si spengono, non resta che uscire da questa dimensione sospesa nel tempo e ripercorrere in discesa lo scalone scarlatto, magari un po’ frastornati dalle musiche e dal buio, ma certamente con gli occhi pieni di meraviglia.

 

 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata