Testo di – PAOLO BONFADINI

 

Seconda tappa del Vivavoce Tour ieri sera per Francesco De Gregori, che alle ore 21 e 10 si presenta sul palco del Forum di Assago davanti ad una distesa sterminata di spettatori. La serata, in diretta Tv su RTL, si apre all’insegna delle poche chiacchiere: il cantautore e la sua “banda” aprono a suon di rock n’ roll stile anni ‘50 con Finestre Rotte. Segue una brevissima introduzione ad un brano molto sentito dal suo autore: Viva l’Italia. “Mi chiedono se adesso la riscriverei, ma per me è stupido scrivere due volte la stessa canzone”, dice De Gregori, devoto ai versi scritti vent’anni fa, ma ancora incredibilmente toccanti. La scaletta propone dunque, fin dai primissimi brani, i nuovi, freschissimi, arrangiamenti di “Vivavoce”, ultimo album del cantautore romano e sorta di singolare Greatest Hits, una raccolta dei suoi più celebri pezzi riarrangiati e reinterpretati con un gusto evidente nel giocare con le canzoni.

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De Gregori - Foto1

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Il concerto diviene dunque, per esplicita intenzione del tour stesso, una messa in scena di questo labor limae applicato dal cantautore ai suoi più grandi successi, per migliorarli o semplicemente proporli in versioni più semplici e intime, come accade ad esempio con Leva Calcistica della Classe ’68, meravigliosa ballata, colonna sonora del film “Marrakech Express” di Gabriele Salvatores, intimamente arpeggiata da De Gregori di fronte al coro, pur tiepido, dei fan. Unica nota stonata dell’intera performance sembra infatti essere, fin da subito, la scarsa vitalità del pubblico milanese, nonostante la presenza massiccia e l’evidente intenzione della band di movimentare l’esibizione cantautorale. Per fortuna le prime note di Generale, inno assoluto di una generazione, piombano sul Forum a risvegliare la passione di tutti i presenti, e il suono malinconico dell’armonica tiene ogni singolo sguardo incollato al palco.

 

Sotto le Stelle del Messico a Trapanàr e La Ragazza e la Miniera precedono il secondo momento di presentazione al quale De Gregori, pur brevemente, indulge. Per introdurre la sua rivisitazione di The Future di Leonard Cohen, il cantautore (qui in veste di traduttore, con Il Futuro) pare giustificare i versi acidi e tremendamente disillusi del brano originale. “Questa canzone la presento, ma brevemente. Non l’ho scritta io, e lo preciso perché dice cose terribili. Colpa di Leonard.” Solamente due brani precedono ora uno dei momenti più attesi della serata, il momento del “misterioso” ospite annunciato con anticipo da De Gregori stesso, dopo la prima data a Roma. Come ventilato da tempo, l’artista a raggiungere il cantautore sul palco è Luciano Ligabue, interprete assieme al suo autore di  uno dei  maggiori successi dell’intero repertorio, Alice. Ma il suo intervento non si limita ad un solo brano, che è infatti preceduto da un pezzo di Ligabue stesso, Non Dovete Badare al Cantante, e da Atlantide, di fronte alla folla in evidente visibilio. Il pubblico inizia ora a scaldarsi davvero. C’è spazio anche per un singolo tratto dall’ultimo album di Ligabue, Il Muro del Suono, interpretato nel modo più fedele possibile all’originale dalla band.

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Ligabue e De Gregori @Milano - Foto 3

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Vi sono dunque, a questo punto della serata, tutte le premesse per un gran finale. Con Titanic (forse il brano maggiormente stravolto dal nuovo arrangiamento), Buonanotte Fiorellino e Vai in Africa Celestino! De Gregori saluta il Forum, ma solo per la prima volta; vi sarà spazio, infatti, per ben due bis. Mancano i due brani forse più attesi ed amati dal pubblico quando il cantautore rientra sul palco, La Donna Cannone e Rimmel, durante la quale esplode un fragoroso applauso, chiamato dal celebre verso della canzone “un applauso del pubblico pagante”. A concludere, apparentemente, la serata, una cover storica del re del rock n’ roll Elvis Presley, Can’t Help Falling In Love With You, che sorprende e commuove ulteriormente la folla.

 

Saluti, un fragoroso boato di applausi, l’inchino della band. Pare finita qua. Ma inaspettatamente Francesco De Gregori rientra in scena. “Lo so che è tardi”, dice al pubblico che già sta iniziando ad abbandonare gli spalti, a luci accese, “ma non potevamo lasciarvi così”. Ed è veramente, stavolta, il gran finale della serata, con Cose e Volavola.

 

Un inizio di tour di stile, quello di Francesco De Gregori, cappello nero calato in testa, come sempre da decenni ormai, e occhiali scuri, con sonorità vivaci e coinvolgenti, arrangiamenti orchestrati in uno spettacolo il più possibile vario, che spazia sapientemente tra brani eseguiti con violino e fiati a intime esecuzioni chitarra acustica, voce e armonica, quasi a voler creare un’atmosfera a tutti il più possibile familiare, conviviale. Il tutto grazie anche ad una formazione di musicisti sul palco assolutamente magistrale, tecnicamente parlando. Un folk d’autore che diviene vero e proprio rock, e si tramuta ancor più facilmente nella classica ballata cantautorale che ha reso celebri i brani di questo egregio maestro della musica italiana. Due ore e tre quarti di concerto assolutamente eccezionali, mai sotto tono. Di seguito la scaletta completa della serata.

 

SETLIST

Finestre Rotte

Viva l’Italia

Il Panorama di Betlemme

Caterina

Un Guanto

Bellamore

Il Canto Delle Sirene

Leva Calcistica Della Classe ‘68

La Testa Nel Secchio

Generale

Sotto Le Stelle Del Messico a Trapanàr

La Ragazza e La Miniera

Il Futuro (Leonard Cohen Cover)

Belle Epoque

Mayday

 

Non Dovete Badare Al Cantante (feat. Luciano Ligabue)

Atlantide (feat. Luciano Ligabue)

Alice (feat. Luciano Ligabue)

Il Muro del Suono (feat. Luciano Ligabue)

 

Niente Da Capire

Guarda Che Non Sono Io

Titanic

Buonanotte Fiorellino

Vai In Africa, Celestino!

 

La Donna Cannone

Rimmel

Can’t Help Falling In Love With You

 

Cose

Volavola

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