Testo di – ALICE ARDUINO

.

Da poco uscito nelle sale italiane il film di Sarah Gavron Suffragette,  sul tema della lotte delle donne per i diritti al voto, ecco che spunta la serie tv svedese Fröken Frimans Krig, tradotto in italiano La guerra di Miss Frimans. La serie uscita nel 2013, ha avuto subito successo ed è già alla sua terza stagione prevista a fine anno del 2016. Scritta da Pernilla Oljelund e basato in parte sul libro Svenska Hem – en passionerad affär (Case Svedesi – una relazione passionale)  del 2005 di Monika Björk e Eva Kaijser,  viene ristampato in una nuova edizione nel 2013 dal titolo Svenska Hem – Den sanna historien om Fröken Frimans krig  (Case svedesi – la vera storia della guerra di Miss Frimans).

La storia parla di una donna svedese di Stoccolma che decide di fondare un negozio di alimentari con prodotti di qualità accessibile anche alla classe operaia chiamato “Case Svedesi”.  Siamo nei primi anni del ‘900, in un periodo storico in cui le donne non avevano nessun diritto ed erano soggette ai voleri dei mariti. Stanche di essere madri e casalinghe, di non avere diritto al voto e nelle decisioni familiari e politiche, di una legge che le privava di tenere i figli in caso di separazione, scendono in campo per affermarsi.  Le prime donne che iniziarono ad “alzare la testa” vennero chiamate suffragette ed erano costantemente discriminate dalla società che le additava come ribelle.

Le stesse dinamiche del film di Sarah Gavron vengono riprese ma analizzate in modo diverso.

Qui la lotta per l’emancipazione femminile inizia con l’apertura di un negozio. Nel Novecento, la vendita degli alimenti non subiva controlli, spesso era scadente e la carne avariata veniva coperta con le spezie per attutirne il gusto. La nuova attività, tutta al femminile, punterà sulla qualità e sull’essere un negozio di nicchia per sole donne, creando di conseguenza, il diffondersi del malumore e l’astio maschile.

L’iniziativa non piacerà ai vicini, i quali con ogni mezzo cercheranno di boicottare la cooperativa.

.

FRÖKEN FRIMANS KRIG

.

La serie è ispirata alle reali vicende della pedagogista, giornalista e femminista Anna Whitlock fondatrice della associazione “Svenska Hem” (Case Svedesi) e di “Swedish Society for Woman Suffrage” una delle prime associazioni femministe di lotta in Svezia.

Commedia frizzante dai toni brillanti ha come protagoniste: Sissela Kyle alias Dagmar Friman che progetta l’idea del negozio, impegnata nella lotta per l’apertura di quest’ultimo si prenderà anche cura di un ragazzo di nome Gunnar, che convive con un padre ubriaco e un fratello malato. Insieme a Dagmar vi sono Kinna Boman , la ragazza lesbica del gruppo che diventerà la contabile dell’associazione, Lottie Friman,  sposata con il fratello di Dagmar, Emmy Sjunnesson, cuoca di casa Frieman e futura direttrice del negozio e Alma Schlyter, ricca signora benestante che aiuterà anche finanziariamente l’associazione.

Non mancheranno gli amori e le relazioni delle protagoniste con alcuni uomini, i quali però hanno un ruolo minore e diventano una cornice o un supporto all’affermazione dei personaggi femminili e, in alcuni casi, coloro che si opporranno alla loro realizzazione verranno allontanati.

Il riscatto della donna e le lotte dei primi del novecento sono ben espresse in questa semplice serie. Se la prima stagione si concentra, sul negozio, la seconda affronterà il tema del diritto al voto, per poi sfociare nella terza, che boicotterà le leggi che tutelano i clienti delle prostitute e sarà a favore dei padri single.

Temi rivoluzionari e all’avanguardia, non solo per l’epoca ma anche per l’era moderna. Non è un caso che la Svezia, sia uno dei paesi più avanzati ed aperti a certe tematiche – e in questa serie si evidenzia tutto il suo potenziale.

Al momento la serie è visibile in streaming in lingua originale con sottotitoli in italiano. È stata venduta in Iran, Messico e Slovenia . Un piccolo gioiello che speriamo presto possa approdare in Italia.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata