Testo di – CHIARA PIVA

 

 

Céline Condorelli, classe 1978, una vita trascorsa tra Milano e Londra con un perenne obiettivo: la ricerca del funzionalismo e del dialogo che si può instaurare tra i diversi allestimenti.

Ora è a Milano per la sua prima mostra personale, curata da Andrea Lissoni, realizzata in collaborazione con il Polo Industriale di Settimio Torinese, stabilimento Pirelli.
Quale miglior spazio se non lo Shed dell’Hangar Bicocca?
Il nome della mostra, “Bau bau” non si conforma solo come mero riferimento ludico al verso dell’abbaiare ma ricorda etimologicamente anche il tedesco “costruzione”.

Entrando nello spazio espositivo allestito ad hoc ci si trova sovrastati da un ventilatore ad estrazione che pare guidarci attraverso un flusso di aria proveniente da fuori.
Il primo impatto è estraniante: una enorme tenda color oro, “Struttura per comunicare con Vento”, appare dividere in modo visibilmente netto l’ambiente determinando spazi antitetici: il giorno e la notte, il bianco e il nero. L’attento visitatore appare però suggestionato dal piacevole rumore che ricrea in seguito ad impercettibili movimenti, sinfonia e quiete, movimento e stato, un interminabile dialogo tra elementi opposti e compensanti. Tutto ci appare vicino eppure così irraggiungibilmente lontano.

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Bau_Bau_Celine_Condorelli_Hangar_Bicocca_Milano_21.

Proseguiamo immersi in un ambiente funzionalistico chiaramente ispirato al Csotruttivismo in cui il problema del sociale è amalgamato in quello delle condizioni di lavoro, con numerosi riferimenti bibliografici ad Engels e a libri tra cui “The company she keeps”, raccolta di conversazioni suul tema del lavorare insieme.
Presenti anche dispositivi, tra cui “lo strano potere carismatico che il potere esercita sugli adolescenti”, ideato per l’instaurazione di rapporti sociali, perenne testa-a-testa con obiettivi ambiziosi ma limitanti.
Filo conduttore è la gomma, declinata in diverse modalità, dalla composizione di copertoni argentati alle fotografie di lavoratori Pirelli intenti nelle loro mansioni.

Funzionalismo e costruttivismo si abbracciano e camminano lungo tutto il percorso della mostra interrogando il pubblico nel momento in cui entra in contatto con le opere d’arte.
La Condorelli insomma ha saputo cogliere questa opportunità in modo intelligente, rendendo l’osservatore attivo e partecipante, ponendo in lui progressivi dubbi circa il tema del lavoro.

Visitare la mostra è un’occasione per riflettere: in Hangar Bicocca, a Milano, fino al 10 maggio.

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Céline-Condorelli-bau-bau-veduta-della-mostra-presso-HangarBicocca-Milano-2014-photo-Agostino-Osio-courtesy-Fondazione-HangarBicocca-Milano-52

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