Reportage di – VIRGINIA STAGNI

IMG_3543

Video intervista: https://www.youtube.com/watch?v=fdJRVFl_ntA

 

Gangi, PA – Un orgoglioso imprenditore al servizio della comunità cerca di cambiare il fare politico in quel di Gangi, sulle Madonie, meraviglioso ecosistema naturalistico dell’entroterra siciliano. Giuseppe Ferrarello, classe 1970, intervistato ormai settimanalmente da mass media di tutto il mondo, non è solo un politico ma un imprenditore. Da otto anni sulla biga gangitiana, si divide tra il borgo e il capoluogo palermitano, dove continua la sua attività di direttore amministrativo di un importante gruppo alberghiero siciliano. La domanda che gli rivolgono è sempre la stessa: “Ma come ha fatto a creare una realtà del genere nel bel mezzo dell’entroterra siculo?”. Per rispondere noi stessi al quesito potremmo riassumere in questa massima: Ferrarello non è un sindaco ma è un manager che ama il rischio ma anche il suo borgo. Egli ha di fatto creato e pensato a Gangi come a un’azienda e, per questo, rispondente di due principi cardine: efficienza ed efficacia. Dopo due mandati, i risultati sono tangibili oggi più che mai. Se da una parte la valorizzazione degli edifici e del patrimonio gangitano è simbolo di una spiccata attenzione alla cultura come fonte economica in quanto possibile attrazione turistica, allo stesso tempo la cultura è vista come fonte di ispirazione per la vita degli abitanti. Gangi vede cinquecento aziende agricole e zootecniche, con prodotti qualitativamente elevati, così come presenta un mondo culturale variegato e facilmente fruibile. Un decennio fa questo patrimonio era taciuto e disseminato, privo di qualsiasi collegamento di natura di “rete” tra imprenditori o con l’amministrazione locale. La tutela del patrimonio è stato il passaggio fondamentale per lo sviluppo del tessuto economico e urbano di questo borgo di circa 7000 abitanti: il sindaco ha cercato cioè di applicare una politica di cultura prima che di economia del e sul territorio, trasmettendo l’importanza ai cittadini di quella che è la loro identità culturale accumunante: solo riconoscendo che si parte da una base comune si possono comprendere i vantaggi di collaborazioni imprenditoriali e sociali interne. Si vuole per questo andare al di là degli interessi personali per favorire invece una coesione interna che porti a virtuosismi totali del borgo stesso.

DSC_0577

Un grande amore e una notevole dedizione del sindaco in questa sua missione imprenditoriale, che tenta cioè di dimostrare da un lato che è possibile una collaborazione tra pubblico e privato, dall’altro che con la cultura si mangia (a discapito di quanto dichiarato tempo fa da un ex ministro, raggiungendo l’apice del declino culturale italiano).

Ferrarello mi riceve, nonostante gli impegni notevoli della giornata, alle 22, in municipio. Massima la disponibilità nelle risposte nonché nel dialogo aperto. Perché? Giuseppe Ferrarello ha capito una cosa, forse per i più ovvia ma così difficilmente riscontrabile nel corso di questo viaggio alla scoperta della Sicilia: sia che “siamo seduti sull’oro, dobbiamo solo sfruttare ciò che ci hanno lasciato i nostri padri e lavorare su questo”, sia che dalla buona comunicazione oltre che dalla buona politica nasce ogni virtù tangibile di buona amministrazione. Senza una comunicazione mirata e una pubblicità di riflesso data dalle notizie mediatiche sono possibili sì tutti i miglioramenti del territorio ma non verranno mai effettivamente fruiti, da un lato dalla popolazione stessa, che li percepisce come altro da sé, dall’altro da visitatori e turisti che non verrebbero mai a conoscenza dell’esistenza del luogo e delle sue virtù. Ecco perché tanta apertura con i media.

Uno dei borghi più belli d’Italia, anzi, “Borgo più bello d’Italia” nel 2014, Gangi presenta testimonianze culturali che spaziano dal Neolitico alla dominazione dei Ventimiglia prima, di Carlo V poi, dei Graffo dopo ancora.

DSC_0502

Tratti persino massonici tra le famiglie che hanno dominato questa terra (basti osservare la volta affrescata del Palazzo Bongiorno, con simboli eloquentemente massonici come il compasso e l’occhio), nonché testimonianze religiose e mistiche suggestive (come la cripta dei cappuccini che nulla ha da invidiare a quella palermitana o al museo delle mummie di Burgio), che fanno comprendere la storia e quindi l’infinita ricchezza contenutistica di questo borgo siciliano che, come tutti i luoghi percorsi in questo tour dell’isola (non è un’espressione iperbolica), è roccaforte di storie e culture e quindi degna di qualsivoglia formula di preservazione, tutela, pubblicità.

IMG_3540

Cripta delle mummie

Solo nel centro storico di Gangi vi sono diciotto chiese e tutte sono state riqualificate durante questi anni, togliendo le mattonelle di asfalto per inserire i blasonati in pietra. L’amministrazione Ferrarello ha cioè cercato di far comprendere non solo la necessità di un rilancio culturale ed estetico del borgo per avere effetti economici sullo stesso, ma anche del mettersi in gioco dei cittadini a difesa di quello che è il riflesso della loro persona e, dunque, simbolo tangibile della loro identità culturale. Si intende dire che la pulizia delle strade, sorprendentemente costante (la mia permanenza è durata quattro giorni e la perfezione estetica è stata perpetua), è output di una politica di sensibilizzazione culturale di un sindaco che, nel passeggiare, raccoglie dal suolo un fazzoletto caduto sia per amor proprio, sia per dare il buon esempio. E come lui qualsiasi cittadino: chi toglie la bottiglia di vetro abbandonata sul gradino, chi elimina il cordolo bianco e rosso dal cancello perché “dà fastidio”. Perché qui il borgo è la cittadinanza, la cittadinanza il borgo: un antico concetto di politica che troppo spesso pare esser stato dimenticato, soprattutto nelle grandi città dove tutto sembra dovuto o il non curarsi dell’estetica urbana è giustificato da un “tanto lo fanno tutti”. Avendo fatto comprendere questo passaggio, il circolo virtuoso di Gangi ha avuto inizio. E da ciò l’effetto mediatico ha fatto gioco forza di conseguenza.

DSC_0547

Quello compiuto è definibile come sforzo culturale che, inutile dirlo, è visibilmente più di natura di medio-lungo termine ma che, da buon imprenditore del mondo privato quale è Ferrarello, sa essere di maggiore stabilità. Nella video intervista si comprende la forma mentis di un’amministrazione che ha creduto e crede nel rilancio culturale e nella cultura come fonte di nutrimento imprescindibile per qualsiasi realtà urbana.

Ma come si fa, già in una realtà difficile come la Sicilia, in più nell’entroterra della regione stessa, a creare un virtuosismo tale? Nessuno credeva nel turismo lontano dal mare: “è una mission impossible”, gridavano e gridano alcuni, perché il tutto è contornato da infrastrutture che fanno piangere i siciliani stessi, figuriamoci i turisti esteri. “Quello che facciamo come lavoro pubblico è riqualificazione urbana e attrezzatura al turismo”. Se negli anni ’70 e ’80 veniva colato il cemento, anche in quel di Gangi, il sindaco ha preteso un re-inserimento delle pietre, superando quindi il problema di incongruenze estetiche. Incongruenze evitate anche dall’interramento, in corso, di qualsiasi cavo che ostruisce la bellezza del borgo. Un’attenzione estetica ma anche all’accessibilità di ogni tipologia di turista: dal non vedente (a lui dedicate in braille tutte le targhe dei monumenti presenti in città), allo straniero (audioguide in tre lingue su dispositivi GPS), al tecnologico (QR code nei musei), al camperista per cui sono state adibite delle apposite aree e tanto altro.

DSC_0566

DSC_0535

 

Nel corso di questi anni Gangi ha visto rivitalizzare quattro musei e realizzarne quattro, ognuno di essi aperto e sostenuto grazie a volontari del servizio civile; inoltre, è sorto anche un teatro. Il tutto corredato da una costante presenza di eventi, festival, manifestazioni dai gusti più variegati.

IMG_3531

Uno degli unici artigiani della paglia intrecciata ancora in attività: il Cestaro e carteddaro di Gangi. Si chiama Sariduzzo, alias Rosario Restivo. La semplicità è la vera bellezza di questa persona, che parla solo dialetto ma ha una bontà d’animo che risplende in questo borgo meraviglioso.

 

Insomma, un comune che si è dato da fare per superare gli svantaggi infrastrutturali non direttamente capitolabili alla amministrazione locale.

Semplice, lineare ed esemplare nella sua retorica di uomo politico, Ferrarello, senza troppi giri di parole, ha amministrato un borgo oggi pieno di premi ma che non sono solo nomenclature ma anzi atti di presa di coscienza dei passi da gigante intrapresi.

DSC_0568

Se le infrastrutture di collegamento sono per ora il neo di Gangi, forse la soluzione sta nella già avviata rete di collegamento tra i borghi delle Madonie, network di cui Ferrarello è uno dei fautori: un maggiore peso politico delle stesse, quando i numeri di turismo parlano e parleranno in termini di vantaggio competitivo regionale, sono di certo una spinta in più per rendere, almeno questa parte di provincia siciliana, unita e quindi efficientemente pronta ad accogliere il turista e le sue ricchezze. La speranza sta, comunque, nel vedere un giorno Gangi la regola almeno per questa parte di Sicilia che, ripetiamo, già evoluta e a sé stante rispetto a un ecosistema culturale molto complesso come quello insulare, che purtroppo troppo spesso non riesce andare al di là del contenzioso politico, del ricambio dei vertici del potere o degli orgogli di fazioni locali, che hanno tutta l’aria di un’arretratezza culturale mai effettivamente voluta eliminare.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata