Testo di – Ennio Terrasi Borghesan

Per la prima partehttp://revolart.it/giu-al-nord-parte-1/

 

Buenos-Aires-Argentina-2

 

L’essere umano, per natura, è sempre stato attratto da ciò che è lontano e difficile da raggiungere. Non è un caso, infatti, che spesso le mete di viaggio più desiderate sono rappresentate da quei territori lontani migliaia e migliaia di chilometri dall’Italia e dall’Europa.
Buenos Aires è una delle città più grandi al mondo. La sua area metropolitana supera abbondantemente i 15 milioni di abitanti, rappresentando quasi la metà della popolazione totale dell’Argentina. Che, val la pena di ricordarlo, è una delle dieci nazioni più grandi al mondo.
Baires è una megalopoli nel vero senso del termine, una città dal disegno topografico puramente americano (lunghissime avenidas tutte dritte, con l’orizzonte lontano anche chilometri) ma dalla natura, costituzione e cultura fortemente europea: può considerarsi, per assurdo, la metropoli “europea” più grande al mondo.
In questo articolo cercherò di farvi conoscere la “Gran” Buenos Aires mediante il racconto di un weekend vissuto in puro stile “porteño“, in quella che ha rappresentato la mia quarta volta nella capitale argentina.

Come arrivare

Come tutte le metropoli che si rispettano, esistono una tonnellata di modi diversi per arrivare a Baires. L’aeroporto internazionale di Ezeiza è certamente il più gettonato (esistono voli diretti da Roma e Milano con Alitalia e Aerolineas Argentinas), ma nel caso in cui ti trovi già sul suolo sudamericano i mezzi tendenzialmente più utilizzati sono due: pullman e traghetti.

I pullman arrivano nella stazione di Retiro, che è pure stazione ferroviaria, ma non esattamente il posto più sicuro del mondo; i traghetti dall’Uruguay (il mio caso) arrivano a Puerto Madero, una delle zone più moderne della città, con due attracchi previsti: la terminal “figa” di Buquebus, la leader nel settore, che attraversa il Rio de la Plata più volte al giorno, e la terminal “sfigata” di Colonia Express (che scopro poi essere la vecchia terminal di Buquebus), compagnia low cost.
Ovviamente, essendo noi studenti in scambio decisi comunque a non spendere centinaia e centinaia di euro per un fine settimana di divertimento turistico, optiamo per la soluzione low cost, e, al termine di un viaggio molto turbolento causa mare/rio (quasi quasi faccio la crasi e lo faccio diventare “mario”) molto mosso, riusciamo ad arrivare a destinazione.
Usciti dal terminal ed espletate le pratiche burocratiche, ci ritroviamo praticamente in mezzo alla strada, sotto un cavalcavia, dovendo scegliere tra il fare una fila interminabile per taxi introvabili o incamminarci per cercare migliori fortune. Opteremo per la seconda scelta, che sarà vincente: a 350 metri dalla terminal “sfigata” c’è il casinò galleggiante di Puerto Madero, con una fermata taxi grazie alla quale tutti e 10 riusciamo ad arrivare alla nostra destinazione: l’ostello.

Dove alloggiare

Buenos Aires offre una vastissima e sterminata scelta di soluzioni alberghiere a prezzi. Una soluzione ancora migliore è l’ostello, nel nostro caso l’Obelisco Suites Hostel. Con 10 euro a notte hai un posto dove dormire, con la colazione inclusa e il bagno da dividere. Servizio ottimo e sei sulla centralissima Avenida Corrientes, a massimo 10 minuti a piedi da tutte le linee della metropolitana e alcune delle principali zone di Baires.

Day One

Dato l’arrivo di mattina e dato il fatto di avere a disposizione un solo weekend, il consiglio è quello di iniziare la scoperta di Buenos Aires con un City tour. Nel nostro caso abbiamo riservato un tour privato per l’equivalente di 17 euro, che ci ha permesso di girare su un pulmino l’intera città, in modo tale da avere un idea di cosa meriti una visita più approfondita.
Il giro inizia con una fermata a la Recoleta, quartiere posato su un “colle”, dove sorge il famoso cimitero di Recoleta, che ospita le tombe di numerose personalità della storia argentina, tra cui spicca per celebrità la tomba della famiglia di Eva “Evita” Peron.
Il cimitero presenta esempi eccezionali di architettura funebre, in quanto vi sono tombe e cappelle che sono costruite imitando tutti i più vari stili architettonici, pertanto non stupitevi nel trovare una tomba in stile corinzio accanto a una in stile gotico.
Dopo Recoleta il bus riparte, attraversando il barrio Palermo, il più ricco della città, che si divide oggi in Palermo Chico, Palermo Soho e Palermo Hollywood, indicando rispettivamente: la zona architettonicamente più rilevante, dove sono presenti i bellissimi edifici delle ambasciate; la zona “glamour” dei negozi e della vita alla Soho, ispirata all’omonimo quartiere di NY; l’area dove hanno sede gli studi televisivi  e dove vivono i giornalisti più famosi o gli attori più celebri.
Da Palermo arriviamo in Avenida 9 de Julio, la strada più ampia al mondo, dove dominano la scena il famoso Teatro Colón e soprattutto il maestoso Obelisco, uno dei simboli di Buenos Aires.
Il traffico di Baires è poco clemente con i turisti, specialmente alla vigilia di un weekend lungo (il lunedì seguente era festivo in Argentina): arrivare alla Boca richiede quindi un’attesa.
Ben spesa, perché la Boca, pur essendo un posto che trasuda turismo da tutti i pori, è capace di fare sentire, tramite la frenesia dei locali e le vecchie case dai mille colori, la sua storia piena di memorie e speranze degli emigrati italiani, che popolarono in massa questo quartiere ad inizio novecento, cercando il sogno americano.
Un tour di Buenos Aires non è mai completo senza una passeggiata per il Caminito de la Boca, tra coppie che ballano il tango e camerieri che ti invitano a entrare nei loro ristoranti.
Giunta la sera, val la pena di passare una sera in una delle zone più eleganti e moderne della città: Puerto Madero, quartiere che sorge vicino i porti destinati al traffico passeggeri e pieno di grattacieli, alberghi 5 stelle e ottimi ristoranti dove si possono gustare dei tagli di carne eccezionali per anche 10 euro a persona.

Day Two

Il secondo giorno inizia con una questione fondamentale: cambiare i nostri soldi (euro, dollari) in pesos argentini. Il cambio in pesos è una delle avventure che ogni turista si trova a fronteggiare in un soggiorno nella capitale argentina. Nel momento in cui scrivo, 1 euro vale ufficialmente circa 7.40 pesos, 1 dollaro vale 5.70 pesos. Esiste però un cambio del “mercato nero”, un cambio parallelo che viene aggiornato giorno dopo giorno ed è più in linea col valore medio del peso argentino negli altri paesi del Sudamerica (ad esempio, in Uruguay, 1$ = 8.70 pesos). Parliamo però di un procedimento illegale, che avviene col beneplacito della polizia che “fa finta di non vedere” le varie persone che vanno in giro per le principali strade pedonali della città (su tutte la calle Florida) dicendo “Cambio” per attirare l’attenzione dei turisti.

Il mattino del secondo giorno il nostro gruppo si divide in due: una parte si dedica alla cultura, conoscendo uno dei migliori musei che l’elevata offerta culturale di Buenos Aires presenta: il MALBA, Museo de Arte Latinoamericana de Buenos Aires, che all’interno di un interessante edificio moderno ospita opere d’arte dal Novecento ad oggi, opere provenienti da tutto il Sudamerica. Il secondo gruppo si dedica invece ad un ritorno alla Boca, per conoscere più da vicino uno dei luoghi di culto del calcio mondiale: la Bombonera, il mitologico stadio del Boca Juniors, teatro di partite che hanno fatto la storia del futbol argentino e latinoamericano. Lo stadio ospita un museo dedicato alla storia del Boca (e della Boca, vista l’interessante parte dedicata al barrio che ha dato i natali ai due club più famosi d’Argentina, Boca Juniors e River Plate –link all’articolo di Revolart), e un tour che ti porta a conoscere tutte le tribune e i settori dello stadio.

Il pomeriggio invece si può dedicare ad una passeggiata all’insegna dello shopping: grazie alla moneta “illegale” vantaggiosa, Buenos Aires offre molte occasioni per comprare a buon mercato, sia dal punto di vista della quantità che della qualità. Su quest’ultimo punto consiglio la Galeria Pacifico, centro commerciale del centro paragonabile alla Galleria Lafayette di Parigi o al KaDeWe di Berlino, situato sulla calle Florida citata in precedenza, luogo che val la pena visitare anche per ammirare lo splendido edificio che ospita la Galeria, che unisce splendide vetrate ad affreschi decisamente degni di nota. Da segnalare anche la presenza del Centro Cultural Borges, che ospita anche una delle più famose scuole di tango della città.

Day Three

È domenica, e di domenica a Buenos Aires ci sono due principali attrazioni: il campionato di calcio (anche se generalmente un biglietto costa mediamente più che in Europa) ma soprattutto la Feria de San Telmo, gigantesco mercato all’aperto, che si estende per la quasi totalità del quartiere di San Telmo, il più antico di Buenos Aires e la patria del Tango. La Feria è un ottima occasione per andare alla ricerca di oggetti d’antiquariato di qualunque tipo, ma anche per cercare dei souvenir originali e a buon mercato, lasciandosi accompagnare dalla musica di band folkloristiche che popolano le strade attigue alla Feria e dalle note dei più famosi tango suonati, ballati e cantati per racimolare qualche peso. San Telmo è un’ottima scelta per trascorrere larga parte della vostra domenica a Buenos Aires, vista la possibilità di scegliere, per il vostro pranzo, tra ottimi ristorantini di carne o, se si preferisce, una soluzione low cost, dei “carritos” che vendono “Choripan”, paragonabile al milanese panino con la salamella, anche se molto, ma molto, più buono.

Il pomeriggio, in caso di bella giornata, si può dedicare a una passeggiata per i grandi parchi verdi del barrio Palermo, autentici polmoni verdi della città, ben curati e frequentati da famiglie e giovani. Tra i luoghi consigliati, segnalo il Jardin Japones, giardino che ricrea perfettamente un parco giapponese, con piante, ponti e costruzioni tipiche del paese del Sol Levante. Da menzionare anche lo Zoo, situato vicino al giardino giapponese.

La sera del nostro ultimo giorno a Buenos Aires la possiamo dedicare a una passeggiata per il centro dominato dalle luci della notte: Avenida 9 de Julio, Obelisco, Teatro Colon, Plaza de Mayo, ammirando la vita notturna dei luoghi simbolo di Buenos Aires e lasciandosi tentare dai numerosissimi teatri presenti in Avenida Corrientes e in Avenida 9 de Julio.
Ma la nostra passeggiata non potrà durare a lungo: l’indomani ci attende di buon mattino il traghetto per Montevideo.

Il nostro weekend a Buenos Aires termina con la vista dell’Obelisco illuminato mentre ci ritiriamo nell’ostello, con le luci proiettate dalla cima del monumento che puntano verso il cielo, quasi a segnare lo stesso.

Buenos Aires si prepara ad un’altra settimana, si addormenta pronta alla frenesia del lunedì.
Si prepara ad accogliere visitatori da tutto il mondo, dimostrando perché la chiamano la “Parigi del Sudamerica”.

Perché, dopo averla visita quattro volte, riesce comunque a lasciare in te la voglia di ritornarci un’altra volta, per viverla ancora un po’.

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