Testo di – ENNIO TERRASI BORGHESAN

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Con una superficie di quasi 3 milioni di km2, che la rendono l’ottavo paese più grande, non è un iperbole definire l’Argentina come un continente. Anche perché parliamo di un paese che offre una varietà immensa di paesaggi e angoli da scoprire.

In questo pezzo noi di Revolart vi offriamo una “Guida” al meglio che ha da offrire il Nord Argentino, che confina con ben 5 paesi diversi (Cile, Bolivia, Paraguay, Brasile e Uruguay).

 

Cordoba

Il nostro viaggio inizia da Cordoba, che dopo Buenos Aires è la seconda città più grande del paese, anche se rispetto all’immensa Buenos Aires le dimensioni de La Docta sono notevolmente inferiori (non si arriva al milione e mezzo di abitanti).
Cordoba, insieme a Rosario e Santa Fe, è considerata quasi la porta d’ingresso per il Norte Argentino, data la sua posizione centrale e molto strategica all’interno del territorio argentino, posizione che la rende un importante centro economico e industriale.
I Cordobeses hanno molto da offrire anche dal punto di vista culturale: in tal senso gli esempi architettonici più interessanti sono sicuramente la Cattedrale, situata nella centralissima Plaza San Martin; la Manzana Jesuitica (letteralmente “isolato gesuita”) dichiarato anche patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e comprendente edifici storici e simbolici della storia della compagnia dei gesuiti; la Iglesia del Sagrado Corazòn altrimenti detta “Chiesa dei Cappuccini”, una meravigliosa chiesa in stile neogotico costruita nella prima metà del novecento, e la più importante delle “sette meraviglie artificiali” di Cordoba. Completano la lista, oltre alle già citate Catedral e Manzana Jesuitica, anche la Cañada (un canale artificiale che attraversa la città) e il Palacio Ferreyra per quel che riguarda il territorio cittadino, il Camino de las Altas Cumbres (un belvedere mozzafiato) e i Tuneles de Taninga che son invece posizionati fuori città.

Tucuman, Salta e Jujuy

Da Cordoba decidiamo di andare verso nord, e la prima città rilevante con la quale ci incrociamo è San Miguel de Tucuman, città che ricopre un ruolo importantissimo nella storia argentina in quanto è proprio qui che, nel 1816, venne proclamata l’indipendenza dell’Argentina dalla Spagna. Al di là dell’architettura (principalmente religiosa) che trova massima espressione nella Iglesia de la Merced, il vero must see di Tucuman sono gli edifici simbolo della storia Argentina, come l’importante Casa de la Indipendencia, teatro della già citata indipendenza nel paese nell’ottocento.

Il nostro “rotolare” verso nord ci porta a scoprire Salta, soprannominata “La Linda”. Porta d’ingresso verso le Ande e il confine con Cile e Bolivia, questa città è una delle più ricche dal punto di vista dei tesori conservati in tutto il paese. Val la pena segnalare il MAAM (Museo de Arqueologia de Alta Montaña), dove sono conservati i corpicini di tre bambini dell’era Inca, trovati in cima al vulcano Llullaillaco, dove erano stati lasciati come sacrificio agli dei; la Plaza 9 de Julio, dove si trovano anche la Basilica di Salta, pittoresca cattedrale neobarocca con uno stile molto italiano, il Cabildo, edificio coloniale del ‘600, il Monumento a Guemes, militare argentino protagonista dell’indipendenza (e originario della stessa Salta) ed il Cerro San Bernardo, colle (al quale si può ascendere con una funivia o con un cammino a piedi) in cima al quale si può godere di una indimenticabile vista della città.

Poco più a nord di Salta si trova San Salvador de Jujuy, capoluogo di una provincia dal fortissimo sapore Incas. Qui il must see, all’interno della provincia, è la Quebrada de Humahuaca, patrimonio dell’umanità UNESCO, una valle che si estende per larga parte della provincia di Jujuy e originariamente rappresentava una via di transito per le carovane dell’impero Inca. All’interno della Quebrada, oltre al pueblo di Humahuaca, cittadina di poco più di 10000 abitanti situata a 3000 metri sul livello del mare, oltre al trovare un proliferare di commercianti (legali!) di foglie di coca, la cui masticazione è altamente consigliata più si avanza verso zone più alte delle Ande (ossia verso un aria più rarefatta), spiccano il pueblo di Purmamarca (letteralmente “città del deserto”), dove si trova un meraviglioso mercato artigianale incaico, tramite il quale si accede allo spettacolare Cierro de los siete colores, montagna dalle particolari gamme di colori, tonalità dovute a sedimenti lacustri e marini (vicino al Cierro e in generale nella Quebrada son presenti numerosi specchi d’acqua, il più importante dei quali è il Rio Grande, completamente prosciugato d’inverno); son decisamente degni di nota anche le Salinas Grandes (immensa distesa desertica di sale situata ad un altezza media di 3500 metri) e il Pucarà de Tilcara, antica fortezza inca costruita dagli indios Tilcara, originari abitanti della zona, ed oggi perfettamente conservata e visitabile.

Come Muoversi

  • Cordoba, per la sua posizione centrale all’interno del territorio argentino, è facilmente raggiungibile via bus da Buenos Aires (11 ore di viaggio) e da due grandi capitali straniere come Montevideo (11 ore) e Santiago del Cile. È presente anche un aeroporto internazionale che effettua voli per il Brasile (San Paolo e Rio), Cile (Santiago), Perù (Lima) e Panama.
  • Tucuman: da Buenos Aires esistono voli diretti, come un servizio settimanale di treni (tramite il quale si può arrivare anche da Cordoba); il mezzo più conveniente però è sicuramente l’autobus, che mette a disposizione collegamenti da tutte le principali città argentine.
  • Salta e Jujuy: tra “la Linda” e Buenos Aires vi sono dalle 17 alle 20 ore di pullman, quindi nel caso un lungo viaggio nella pampa argentina non faccia per voi ci si può affidare al collegamento giornaliero via aereo da Buenos Aires. Per arrivare alla Quebrada di Humahuaca son presenti, a Salta e Jujuy, pullman e tour organizzati che portano comodamente a destinazione (in circa un ora di viaggio).

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