Intervista di – GIUSEPPE ORIGO

 

 

Uno degli ospiti che aspetto con più curiosità per questa edizione del Festival Della Canzone Italiana di SanRemo è Giuliano Palma: storico showman nostrano, bestia da palcoscenico che, nel corso della sua lunga carriera, ha esplorato moltissimi spettri sonori, dallo ska al dub, dal reggae al rocksteady fino al soul. Molti lo ricordano per l’attività coi Bluebeaters ma Giuliano è molto di più e quest’anno salirà sul palco da solista.

Lo abbiamo incontrato nei suoi alloggi Sanremesi all’ Hetel de Paris…

 

Giuseppe Origo. Ascoltandoti direi che fai un misto tra rocksteady e ska. In quello che è l’oggi, in cui siamo bombardati dal filone della neo-electro, dal filone del nuovo pop molto easy e dai talent, non capisco molto bene come ciò riesca a contestualizzarsi sebbene comunque riusciamo a trovarti in quello che è l’Olimpo ipotetico della musica italiana: di Sanremo. Come mai lo Ska oggi è qua?

Giuliano Palma Ma, io guarda, in realtà, e me la tiro anche un po’, sono un eclettico… scherzo!

Io qua però non ho portato Ska, anzi solo una sera, la serata degli ospiti. Ho mollato per strada i miei vecchi compagni di viaggio, i Bluebeaters ( link: http://www.youtube.com/watch?v=1_Gzew-gvb8 ), con cui doveva essere una cosa estemporanea, un giochino di un tour, un album, ma alla fine abbiamo passato insieme più di 15 anni, facendo più dischi, però mi ero un po’ stufato fondamentalmente di fare cover e di reinterpretare brani storici in chiave ska, quindi ho sfornato un disco solista, mi son rimesso a scrivere canzoni, pezzi inediti. Quindi a Sanremo fondamentalmente sono venuto a proporre quello che è  il vestito nuovo, anche se poi in realtà nuovo non è perché è quello che mi successe già qualche anno fa, dopo la dipartita dei Casinò Royale, feci un album solista, poi dopo l’incontro coi Bluebeaters… io cambio spessissimo perchè evidentemente ho il ballo di San Vito e non riesco a stare fermo in un posto per più di un tot. Devo dire che l’avventura coi Bluebeaters è stata meravigliosa, era un esercizio di stile, niente di digitale, tutto quanto per suonare lo Ska come lo si suonava negli anni 60, però era tempo di cambiare.

 

G.O.Prima il Reggae coi Casino Royale, poi ska/rocksteady coi Bluebeaters e ora invece?

G.P. Ora fondamentalmente faccio un misto di tutto quello che ho suonato, anche coi Casino Royale abbiamo cominciato facendo Ska e Reggae ma in realtà poi finimmo per essere definiti Trip-Hop dopo avere abbracciato sfumature elettroniche. Con i Bluebeaters ho fatto cose , senza dimenticare i passaggi Hip Hop con Neffa, poi i vari featuring da Caro Emerald a Melanie Fiona, poi la Nina Zilli… ora mi metto a fare del Soul, c’è comunque ancora del Reggae, c’è ancora dello Ska un po’ più subliminale, c’è del R&B, io bene o male mi trovo comodo ad evocare gli anni 60 quindi comunque strizzo l’occhio al Northern Soul… sentirete più  o meno quello che ho fatto tra i solchi, cambi il peso degli ingredienti ma son quelli, quindi li mischi e cambia il risultato, non sarà più pasta ma pizza, però alla fine carboidrato è!

 

G.O. Non ho capito se e con chi duetterai…

G.P. Il mio duetto non avrà l’ospite con la O maiuscola perchè di mille ipotesi, mille idee, alla fine bisogna fare i conti coi tempi che son sempre stretti, con gli impegni di chi fa musica… quindi mi porto quella che è la mini orchestra con la quale ho girato questa estate e faccio una versione di un pezzo di Pino Daniele perchè il mio tributo ai cantautori è anche alle mie origini napoletane perchè io nasco a milano ma ho imparato a cantare in napoletano da piccolissimo perchè papà e mamma napoletani e quindi Pino Daniele è stato il napoletano che ha fuso la tradizione con linguaggi più moderni tra i quali il blues, il funk e la fusion… ho ancora la mia discreta collezione di vinili di Pino a casa… però l’arrangio in levare, l’arrangiamento Ska, ovviamente ci appoggiamo all’orchestra dell’Ariston, però mi porto una spruzzata di fiati, di cori… una sezione ritmica che fondamentalmente mi portavo in giro questa estate.

 

G.O. Cosa e chi è oggi e cosa sarà Giuliano Palma dopo il festival?

G.P. Il solito! Non sono un esordiente, non vengo a Sanremo per investire sulla mia carriera, vengo a divertirmi, a suonare con l’orchestra, che è un privilegio ed un onore ed è per pochi, e quindi a fare un bagno, una botta d’esposizione perchè ovviamente il festival è importantissimo sotto questo punto di vista e poi torno a fare la bestia da tour che sono perchè mi rimetto in tournèè subito dopo, porto in giro questo disco nuovo “Old Boy”, una scaletta nuova ma ovviamente senza prescindere da quello che ho suonato negli ultimi anni, da “tutta mia la città” a “messico e nuvole”, i pezzi che poi alla fine fanno ribaltare le piazze con cui mi ribalto anche io!

 

 

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