Testo di – PAOLO BONFADINI

 

Call me Ishmael.

Queste le tre lapidarie parole con le quali Herman Melville inizia la stesura di quello che sarà considerato il suo capolavoro assoluto, Moby Dick, nonostante la tiepida accoglienza dei lettori americani al momento della sua pubblicazione, nel 1851.

Queste le tre lapidarie parole con cui lo scrittore statunitense presenta al pubblico l’alter – ego di se stesso, in procinto di imbarcarsi, dopo innumerevoli esperienze per mare, a bordo di una baleniera.

Ciò che racconta Heart Of The Sea, il nuovo film di Ron Howard uscito nelle sale italiane il 3 Dicembre scorso, non è tuttavia la mitica epopea del capitano Achab scaturita dalla penna di Melville, ma la vera storia dalla quale lo scrittore prese le mosse per riuscire a narrare una vicenda che non solo lo appassionava, ma lo ossessionava a tal punto da percorrere un lungo viaggio per raggiungere l’unico sopravvissuto del naufragio della baleniera Essex di Nantucket ancora in vita, e da offrire a quest’uomo distrutto e schiavo dell’alcool una somma piuttosto ingente di denaro in cambio di una notte di racconti.

Secondo quanto apprendiamo dall’inizio della pellicola, Herman Melville stesso (Ben Whishaw nel film), si reca a casa di Thomas Nickerson (Brendan Gleeson), allo scopo di sapere la verità sulla mitica, enorme balena che trent’anni prima, stando alle voci, aveva causato la distruzione della Essex e il naufragio dell’equipaggio, che tra stenti e innumerevoli difficoltà era tuttavia riuscito a far ritorno a Nantucket, pur con numerose perdite, segnato dagli abomini commessi per sopravvivere (tra cui alcuni episodi di cannibalismo). Ciò che al regista preme sottolineare, al momento dell’incontro tra i due uomini, è la loro immensa fragilità di fronte a quello che per uno è pura, mitica leggenda, per l’altro invece cruda verità. Questo causa in entrambi, naturalmente, un persistente sentimento di  paura.

Heart Of The Sea Pic1

Paura di scoprire che dietro la più affascinante delle storie potrebbe celarsi una deludente verità, paura di scoprire che invece ciò che si racconta non è affatto un mito, e quindi di non essere in grado di rendere merito a tanta enormità con la propria arte di narratore.

Paura infine, per Thomas, di ripercorrere una vicenda che ha segnato tutta la sua esistenza in modo traumatico.

Dal loro dialogo dunque, mostrato a più riprese lungo lo svolgimento del film, prende le mosse la narrazione incentrata sull’equipaggio della Essex, e ambientata nel 1820, quando la nave, guidata dal capitano George Pollard (Benjamin Walker) e dal primo ufficiale Owen Chase (Chris Hemsworth) salpa da Nantucket allo scopo di alimentare il fruttuoso commercio di olio di balena, e rientrare carica di barili entro l’anno, proposito che tuttavia prenderà una piega dalla tragicità del tutto inaspettata. Ad apparire come motivo principale sono inizialmente le continue conflittualità tra capitano e primo ufficiale, dovute alla designazione stessa di Pollard al massimo grado di comando sulla nave, solamente a causa del buon nome della famiglia, e a dispetto dell’assai scarsa esperienza come capitano, esperienza che avrebbe fatto pendere l’ago della bilancia nei confronti di Chase, tuttavia scartato in quanto appartenente ad una famiglia tradizionalmente composta da agricoltori di basso rango. Questa situazione sarà causa delle prime sventure dell’equipaggio, travolto in pieno da una tempesta dopo poche, infruttuose settimane di navigazione, a causa di un errore di valutazione di Pollard, che intendeva solamente accostarsi alla tormenta, per mettere alla prova l’equipaggio. Questo dà adito ad ulteriori turbolenze, stemperate tuttavia dai primi successi di caccia a contatto con i capodogli, che aprono uno spiraglio di intesa tra i due massimi gradi di comando della nave.  A fare il suo ingresso con prepotenza nel film è, a questo punto, il mostro, quello che sarà Moby Dick nell’opera di Melville, l’immenso capodoglio bianco che assumerà, agli occhi dei due protagonisti, le sembianze stesse del male, della furia incontrollabile di quella natura che, stando alle parole stesse del capitano Pollard, l’uomo dovrebbe sottomettere e dominare, in quanto creatura sovrana del pianeta che gli è stato assegnato da Dio. Trovano spazio dunque, anche nel film, le tematiche di riflessione filosofica e scientifica proposte da Melville nel romanzo.

Heart Of The Sea Pic2

E’ proprio l’imponderabile immensità della natura a costituire lo spunto di riflessione principale: ciò che è vivo, agli occhi dello spettatore, è la piccolezza umana di fronte allo scatenarsi di qualcosa che risulta essere, contro ogni previsione, assolutamente fuori controllo. “E’ solo una balena”, mormora tra sé e sé Owen Chase, per farsi coraggio al momento di vibrare l’ennesimo colpo di fiocina sul capodoglio, ma la verità è tutt’altra.

Ciò che egli (e ognuno degli spettatori) ha sott’occhio in quel momento è ciò che avrebbe dovuto rimanere leggenda, il turbinio delle paure umane condensate in un immenso cetaceo che, dietro ogni furioso colpo di coda, cela l’abominio della “morale” umana, disposto ad impegnarsi in una crudele, deleteria lotta, per un motivo che, a posteriori, appare assai futile.

Tutti gli affascinanti elementi che ognuno di noi può gustare nella lettura di Moby Dick sono dunque presenti nel film, non solo le vivide e travolgenti scene di caccia a bordo della baleniera, ma anche i momenti di drammatica riflessione sulla condizione umana che hanno reso col tempo il romanzo un caposaldo della tradizione letteraria americana.

Il tutto risulta incorniciato in una regia pressoché rasente la perfezione di Ron Howard, che si conferma maestro assoluto della cinepresa, curando ogni minima inquadratura con il massimo zelo, esprimendosi al massimo con scelte di fotografia e montaggio altrettanto impeccabili, che rendono con la massima efficacia un universo che assume tratte fosche ed inquietanti, assai fedeli all’atmosfera che pervade anche l’opera letteraria.

Convincente anche la recitazione dell’intero cast, con Chris Hemsworth che consolida la propria collaborazione con Howard dopo Rush (2013), e si dimostra assolutamente a suo agio nei panni del protagonista.

“Heart Of The Sea – Le Origini di Moby Dick” è un film da vedere assolutamente al cinema, in virtù della forza davvero esplosiva delle immagini e del sonoro, un’esperienza cinematografica interessante, intensa e assolutamente consigliata.

Heart of the Sea

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata