Testo di – GIUSEPPE ORIGO

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Dopo aver rubato delle preziosissime batterie ai Sovereign, razza aliena sinteticamente perfetta, i Guardiani della Galassia sono braccati da questi e dai Ravagers del blu Yondu, mercenari assoldati per recuperare il maltolto, in giro per il cosmo in una fuga che li porterà ad imbattersi niente meno che in Kurt Russel, padre semi-dio del protagonista Star Lord.

James Gunn torna al timone delle avventure dei Guardiani della Galassia, per l’ultimo film sullo sgangherato gruppo di (anti)eroi prima delle attesissime Infinity Wars che li vedranno condividere il grande schermo con gli Avengers.

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È forse proprio questa premessa, combinata all’enorme e parzialmente inatteso successo globale riscontrato dal primo film, che hanno concorso maggiormente a rovinare in partenza il Volume 2: Gunn ha paura di creare un film che non sia all’ altezza né di quanto è stato prima né di quanto verrà dopo, e la cosa è evidente nella esplicita rincorsa del cliché, leitmotiv della pellicola.

Gunn non vuole sbagliare e, pertanto, sceglie il più facile dei sentieri: insistere su quei punti di forza che hanno fatto del primo film su Star Lord e soci un master pièce, premendo in contemporanea l’acceleratore sulla componente visiva peccato che, naturalmente, il risultato finale ne esca viziato ed, a tratti, stucchevole.

Starlord, Drax e Rocket Raccoon, così, si ritrovano impegnati in un profluvio di battute (spesso ingiustificatamente acide e scurrili, dissonanti) certo per lo più simpatiche ma comunque nel loro abuso a tratti pedanti, Baby Groot è tenero ma citrullo e non si perderà occasione per cercare di strappare al pubblico l’anelato “ooooh, che carino” con un susseguirsi di tenerezze anche qui ridondanti, la colonna sonora resta un elemento di forza ma, insieme col citazionismo ‘70/ ’80 (qui perpetrato non solo dal copione ma anche dalle scelte di cast e comparse: Kurt Russell, Sylvester Stallone, Michelle Yeoh, Vinh Rhames…), è abusata e non innova ricalcando quanto già fatto in precedenza…

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I Guardiani della Galassia Vol.2, ad ogni modo, non è un film da cestinare in blocco, potendo contare comunque su qualche spunto di pregio non solo a livello di grafiche ed effetti speciali (qui vale la pena citare la scena d’apertura del film che, per i primi 10 minuti di pellicola, vi lascerà letteralmente a bocca aperta complice anche di un uso perfetto del 3D) ma anche di spunto narrativo: l’Odissea, fisica ed interiore, del protagonista alla ricerca del padre che lo abbandonò sulla Terra insieme alla madre morente, la sua necessità di riuscire a concretizzare un ideale di figura paterna e guida in qualcuno (che, di fatti, sarà un Dio muta-forma) in grado di esserci.
E i travagliati rapporti di Gamora con la sorella, di Drax con la perdita del vecchio amore e l’arrivo del nuovo, di Yondu e Rocket con le reciproche “famiglie” di compari: I Guardiani della Galassia Vol.2 propone, se non altro, qualche valido spunto di riflessione sui rapporti e le dinamiche che legano le persone e ne guidano il relazionarsi.

Restano ad ogni modo 2 ore e spingi di pellicola che si sarebbero potute tranquillamente ridurre della metà senza perdere nulla a livello di trama.

In sostanza Guardiani della Galassia vol.2 non è stato un film in nessun modo capace di sorprendermi ed anzi a tratti mi ha annoiato ed infastidito, non penso però che la disfatta sia totale perché qualcosa di gradevole e valido c’è anche se siamo sideralmente distanti dal primo originale e gradevolissimo capitolo.

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