I Padiglioni di Expo, il tema dell’alimentazione in un’architettura del futuro

Testo di – LUCA MONTI  (docente a contratto Università Cattolica del Sacro Cuore, coordinamento e organizzazione corsi di alta formazione sui temi della progettazione culturale e della comunicazione per la cultura con ALMED Alta scuola in media comunicazione e spettacolo, dell’Università Cattolica di Milano)

 

Angola

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Angola

 

Abbiamo avuto occasione di visitare nel mese di marzo per MadeExpo, a Rho Fiera, la bellissima mostra “Building The Expo”, curata da Luisa Collina, delegata del rettore del Politecnico di Milano per Expo 2015 e docente di design, che ha presentato i progetti architettonici dei padiglioni della imminente  esposizione universale.

Sono circa 50 i paesi che hanno deciso di costruire un proprio padiglione. I paesi che non hanno uno spazio autonomo “self- built” saranno democraticamente, per la prima volta in assoluto, accorpati nei 9 Cluster tematici, un’antologia di paesi che si ritrovano intorno ad un prodotto e ad un’area climatica, dal cacao, al riso, ai cereali, alle zone aride, al bio-mediterraneo.

La mostra ha presentato dettagli costruttivi, materiali e prototipi, foto e soprattutto due bellissimi video di cantiere.

Il tutto per dare un primo sguardo architettonico intanto sulle forme, i materiali, le idee di concetto prima che vengano invece svelati i contenuti delle singole aree.

L’ispirazione è sempre legata al paese di provenienza, al suo rapporto con l’idea di cibo e alimentazione; legno, acciaio, bambu, materiali di grande duttilità e velocità di impiego (Giappone, Francia e Cile si sono portate il proprio legno); si vedranno architetture molto tecnologiche e altre più pittoresche, dal chicco di riso della Malesia a un gigantesco cappello dei coltivatori thailandesi.

Sarà un vero e proprio parco tematico.

La mostra si è rivelata anche un’occasione più ampia per andare a capire  primissimi dettagli di contenuto.

Al momento hanno terminato: Angola, Messico, Repubblica Ceca, Bahrein, Kuwait, Svizzera.

Alcune curiosità. L’Austria in scala ridotta presenta una foresta vera con alberi fino a 12 metri, la tecnologia permette di produrre 62,5 kg di ossigeno puro ogni ora, il fabbisogno di circa 1800 persone.

La spirale ecosostenibile è la struttura dell’ Uruguay, il ponte è il tema del Cile, gli USA proporranno il loro “Non solo fast food”, la Colombia racconterà una terra dove non esistono stagioni e la Slovenia invece possiede  24 regioni gastronomiche. Educazione innovazione e tradizioni culinarie in diversi paesi, un frutteto vero con dieci specialità che cresceranno nei sei mesi e anche la Santa Sede si presenta con lo slogan “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, spettacolare il globo dell’Azerbajan e i container invece sono la cellula architettonica base del padiglione di Monaco.

Il Bahrein ha scelto elementi prefabbricati in calcestruzzo che saranno poi smontati e rimontati e diventeranno le strutture di un orto botanico. E anche gli Emirati Arabi, per simulare il Grand Canyon, hanno scelto questo materiale

Il Padiglione Italia è un vivaio dove su quattro piani vedremo quattro declinazioni della parola potenza. Il futuro, la bellezza, il limite e il saper fare.

Altri padiglioni non ufficiali : Banca Intesa, Coca-Cola, Caritas, Save The Children, Slow Food e Vanke

BULDING THE EXPO – Credit della mostra. Curatore: Luisa Collina; coordinamento scientifico: Laura Daglio; collaborazione al progetto scientifico: Paola Terenghi; coordinamento e produzione esecutiva: Ilaria Bollati. progetto di allestimento: MoDus Architects; progetto grafico: Magutdesign.

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