Testo di – FRANCESCA BERNASCHI
Da: Milano

 

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IL BUIO OLTRE LA SIEPE – HARPER LEE

 

In generale non è facile avere a che fare con le persone, tantomeno restare in buoni rapporti e, in assoluto, i rapporti che vengono più spesso a incrinarsi, fino a sfociare in vera e propria tragedia, sono quelli con i propri vicini.
E chi non ha mai, almeno una volta nella vita, desiderato di dire al proprio vicino dove avrebbe dovuto traslocare una volta e per sempre, senza troppi giri di parole?

Sì, tutti lo abbiamo desiderato, non negate.

Ma quando si ha a che fare con Boo Radley le cose cambiano, specie se ancora si è alle scuole elementari o medie, come nel caso di  Jem, Scout e Dill.
La vera tentazione non è insultare l’uomo della porta accanto ma cercare di vederlo o spiare dentro quella casa-fortino da cui non esce mai.
In realtà però, la parte più interessante per i fratelli Finch e il loro amico Dill è inventare storie, fantasticare su cosa sarebbe successo se li avesse presi.

E come si dannava Calpurnia, povera donna, a cercare di tenerli buoni, a non dar fastidio a quell’uomo che, in fondo, temeva pure lei.
Se fosse successo qualcosa, qualsiasi cosa, Atticus li avrebbe vendicati in tribunale e il perfido Boo avrebbe avuto ciò che si meritava.

Purtroppo per lui, Atticus aveva altro a cui pensare: un caso vero, complesso, un cliente scomodo che gli sarebbe costato la reputazione e anche qualcos’altro.
Sullo sfondo dell’America degli anni ’30 un avvocato di una fittizia cittadina dell’Alabama si ritrova a perorare la causa di un uomo vinto, innanzitutto, dal colore della sua pelle e poi dal pregiudizio. Che alla fine della storia sono la stessa cosa.

“Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede. “

-Atticus Finch

Gli imbrogli da risolvere col fucile sono per quelli come Bob e Mayella Ewell ma le parole sono le armi di Atticus Finch.
E così alla fine la verità viene rivelata, nuda e cruda, cattiva come la verità sa essere in casi come questi.

Così Scout dovrà ricredersi non solo sulla fonte del coraggio, che non è fatta di polvere da sparo ma di inchiostro e che più della metà delle volte temiamo ciò che non conosciamo e quando lo conosciamo smette di farci paura e può perfino diventarci amico.

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