Testo di – DIANA SALA

 

Il 10 agosto uscirà nelle sale italiane il nuovo film Disney “Il Drago Invisibile”.

Elliott, il drago invisibile del nuovo remake Disney, ha ben poco da spartire col draghetto dalla rosea capigliatura del film in tecnica mista degli anni ’70 “Elliott il drago invisibile” (Pete’s Dragon).
Il drago è peloso, con una zanna incrinata e con la capacità di diventare invisibile, sebbene sia piuttosto maldestro nei movimenti. La scenografa Jade Healy ha affermato che il drago non è un animale maestoso che intimorisce e soprattutto non è molto elegante nei movimenti.
“C’è un video di un panda gigante che cade nella sua grotta, lo abbiamo guardato più e più volte paragonandolo al nostro Elliott, questo grosso animale che non sa cosa fare con il suo corpo”.
Il corpo di Elliott è un mash-up di diversi animali; possiede grandi ali di una volpe volante australiana, la pelliccia di un orso polare colorata di verde bosco e il ruggito è il risultato di un mix finemente miscelato tra i versi di leoni, tigri ed elefanti. Il regista David Lowery ha rivelato che Elliott in realtà si basa principalmente sul suo gatto e sulle cose che l’animale fa tutte le mattine; il momento più produttivo per lui era prima delle riprese, quando poteva osservare il suo animale domestico.

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Eric Saindon (che si è dedicato alle trilogie de “Il Signore degli Anelli” e de “Lo Hobbit) si è occupato dei visual effects per la Weta Digital (compagnia alla quale è stata commissionata l’ideazione del drago) e ha dichiarato che “è molto semplice far in modo che un drago appaia spaventoso così come è facile renderlo una caricatura ma noi volevamo che avesse una personalità capace di far innamorare il pubblico”.
Il premio Oscar Robert Redford è qui nei panni di un anziano intagliatore di legno che da anni lotta per dimostrare l’esistenza di un drago nella foresta che circonda la cittadina in cui ha da sempre vissuto; la lotta più difficile la deve affrontare con la pragmatica figlia Grace (qui Bryce Dallas Howard) che sarà però la scopritrice del piccolo protagonista Pete (Oakes Fegley), al quale si affezionerà immediatamente.
Più difficile è da delineare il ruolo del cognato di Grace; inizialmente appare molto materialista pensando al guadagno che un drago potrebbe ricavargli, ma alla fine della trama si riscatta con la sua famiglia.
Il film tratta temi che possono essere compresi da adulti e da bambini perché riguardano l’amicizia, la famiglia, la crescita interiore, l’infanzia e il tema della morte.
Per chi avesse visto “Elliott il drago invisibile” anche il ruolo del drago di questo nuovo film può apparire molto diverso: nel precedente prestava aiuto ai bambini soli, in questo invece ha instaurato un vero e proprio legame col piccolo Pete.
Il film diretto da David Lowery si allontana molto dal cartonato film originale sia per quanto riguarda l’ambientazione – qui ci si trova ai margini di una foresta del Pacific Northwest anziché in una città marittima col suo caratteristico faro – sia per i ruoli assegnati ad ogni personaggio.
Anche Pete può apparire un protagonista già visto nelle trame Disney, basti pensare al Mowgli del classico “Il libro della giungla” o a Tarzan del quale sembra abbiano imitato le movenze e il tema del legame tra un piccolo bambino che ha perso i genitori ed un essere selvatico che lo ha preso in cura.
La scelta di permettere la visione in 3D di questa avventura è in linea con il pensiero ormai comune di aggiungere il Real 3D anche dove non sia necessario; le scene in cui è risultato spiccatamente bello da vedere sono state veramente poche e non indispensabili alla proiezione.

La narrazione risulta tuttavia scorrevole e adatta ad una visione “senza impegno” da parte di grandi e piccini; come ha dichiarato Redford “si tratta di una storia molto umana e interessante. È la storia personale di un padre, una figlia e un bambino sopravvissuto a un incidente. È piena di magia ma allo stesso tempo è molto umana”.

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