Testo di – GIUSEPPE ORIGO

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L’ alba dell’ Apocalisse è giunta, ben lontana dall’ essere il gigantesco acquario di Kevin Costner e Soci o l’ultra meccanocrazia Matrixiana. Non ci sono mostri alieni pieni di tentacoli e laser, o cyborg umanoidi al testosterone, e gli unici cavalieri che si vedono sono troppo impegnati a schivare i tribunali per portare Guerra, Pestilenza, Carestia e Morte.

I soliti allarmisti decantavano scioglimento di ghiacci, buchi nell’ ozono, eruzioni solari, surriscaldamenti globali, scie chimiche, rivoluzioni armate, cavallette, piaghe, diluvi universali e miliardi di altre esotiche sfighe miste destinate a spazzare  via il vecchio uomo, troppo egoista per rispettare tanto sé stesso quanto il suo stesso pianeta… illusi e sciocchi.

Ancora una volta, quest’ anno, si assisterà a un Festival Della Canzone Italiana lontanissimo da quegli standard mammari che furono durante le premiatissime conduzioni di pezzi da novanta della italianomediosità come Sua Santità Serenissima Pippo Baudo (che con i suoi 13 Festival si è nel tempo portato a casa gnocche del calibro di Iris Peynado, Patty Brard, Alba Parietti, Lorella Cuccarini, Anna Falchi, Sabrina Ferilli, Manuelka Arcuri e Michelle Huntziker), Capitan Mike Bongiorno (undici conduzioni con la partecipazione di Maria Giovannini, Grazia Maria Spina, Sabina Ciuffini, Maria Giovanna Elmi, Anna Maria Rizzoli, Valeria Marini e molti altri interessanti esemplari) o anche solo il più recente ottimo tentativo di Gianni Morandi, che oltre a donarci le formosità di Belén Rodriguez, Elisabetta Canalis e Ivana Mrazova, ha regalato chicche di trash e decadentismo televisivo degne della migliore tradizione nostrana, dal non ricordarsi e/o sbagliare nomi di artisti e addetti ai lavori fino ad audaci palpatine mal celate: un assoluto genio televisivo.

Ma ora fine della pacchia, il Berlusconismo è ormai ostracizzato in ogni sua forma (che tanto poi alla fine piglia lo stesso una barcata di voti, nonostante il poutpourri di condanne e pornoscandali e dei vari “No cioè, ma figurati chi lo vota ancora, gli italiani mica sono stupidi” […])., il cinepanettone claudica e rantola, le Case dei Grandi Fratelli prendono fuoco e le buone vecchie soubrette al collagene lasciano il passo ai sarcasmi delle conduzioni impegnate (o presunte tali…): cosa resta?

Resta un Festival Della Canzone Italiana di Sanremo, l’ Evento Mondano con la EMME maiuscola, desaturato di ogni sua manieristica Grande Bellezza e affidato alla conduzione politically correct della combo specchio dell’ oggi, direttamente dal salottino dell’ amicizia interbandiera di CheTempoCheFa: Fabio Fazio, più corretto di un caffè alla Pro-Loco durante un torneo di bocce, e Luciana Littizzetto (enigma per solutori esperti: trova le due GRANDI differenze che intercorrono fra lei e le reginette della mastoplastica che l’hanno preceduta).

E così gli ospiti si fanno meno ciaciaroni, le interviste più numerose e i contenuti, piango quasi nel dirlo, più sostanziosi… FINANCO LA SATIRA! (anche se cazziata dai pochi rimasti DefenderDelFestivalCheFu nel caso dello spettacolino targato Crozza)

Attonito e ramingo, lo spettatore medio, affamato di luoghi comuni e nudità femminili, resta a bocca asciutta con un solo pensiero: ALMENO LE CANZONI SARANNO LA SOLITA VECCHIA FUMANTE MONTAGNA DI M…usica?!?! Aspetta no… come diavolo è possibile?! Dove sono Pupo e Emanuele Filiberto? Cosa ne è stato di Toto Cutugno e Dj Francesco? Per quale diavolo di ragione è stata scartata la ghiotta coppia, presentatasi alle selezioni, Alessandro Canino & Solange,? CHE FINE HAN FATTO I MATIA BAZAR?!?!?!

NIENTE! NULLA DI TUTTO CIò!

La buona vecchia coprofonia della “canzonetta da Festival” abdica innanzi a un 2013 condito dalla, ahimè, “buona musica” di artisti del calibro dei NonPiùNonGraditiAllaRAI Elio E LE Storie Tese, di astri della scena indipendente come i Marta Sui Tubi, di un ottimo Max Gazzè, di Gualazzi, Cincotti, Silvestri e di un orda di arrangiamenti Veri (e non più jingle pubblicitari con valori musicali analoghi al suono di un rutto).

LA SOFFERENZA: da Quando il Festival Della Canzone Italiana è tornato ad essere il Festival Della Canzone Italiana?!

E quest’ anno cosa succederà? NIENTE DI NIENTE: saremo di nuovo costretti a vedere uno spettacolo Vero, ad ascoltare musica Vera e reprimere i biechi e peccaminosi istinti della sessualità self-service negataci dall’ assenza di donne Finte.

PERSINO I TALENT ABDICANO e il loro monopolio delle scorse edizioni si riduce quest’ anno alla sola partecipazione di Noemi e della CassieraCheForseSeRestavaAFareQuelloNessunoSiRisentiva Giusy Ferreri…

Da chi è composto il plotone di esecuzione che si sta accingendo a mettere una pietra sopra al buon vecchio format della canzonetta sanremese, chi saranno i carnefici? (mi avvarrò qui dell’ ordine alfabetico, perchè questa ondata di correttezza mi ha contagiato, impedendomi financo di redigere una classifica per preferenze)

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ARISA

Ok… qualche speranza allora c’è… cioè… dopo tutto cantava “Sincerità è un sentimento imprescindibile, per una relazione stabile, che punti all’ eternità”. Ha recitato fianco a fianco del divo DeSicaFiglio (quello che ogni volta che apre la bocca affossa un metro più in profondità il povero DeSicaPadre). Ripongo in lei gran parte delle mie speranze per riportare il Festival sulla GIUSTA strada della mediocrità.

CRISTIANO DE ANDRE’

Uno dei due “Figli d’ Arte”, con Graziani Junior, che parteciperanno a questa edizione del Festival. Certo non è il padre ma c’è il forte rischio, che il Signore ce ne scampi, che per induzione possa averne assorbita una percentuale del talento. Questo potrebbe essere fortemente deleterio nell’ ottica di un “ritorno a ciò che fu” dell’ amato Festival. Nonostante tutto è la sua quarta partecipazione al contest, non tutto è perduto.

GIUSY FERRERI

Santa Signora Dell’ Esselunga, discesa fra noi dal tuo registratore di cassa, TI PREGO: in te ripongo tutte le mie speranze per portare il tanto anelato sfacelo canoro e musicale che stiamo tutti aspettando e in cui confidiamo, NON DELUDERCI e resta fedele alla tua linea stilistica inconfondibile, a quell’ arte che ti ha permesso di incarnare in musica la “Sindrome Di Tafazzi”.

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FRANKIE HI-NRG

MALE, MOLTO MALE: da quando il Festival ha deciso di aprirsi a generi alieni che non fossero solo storpiature del suo stesso format? Per quale dannata ragione allora prendere Frankie Hi-NRG, che oltre a una lingua acuminata possiede un encefalo funzionante e badilate di effettivo talento e scartare la candidatura del “collega” MondoMarcio? (Frankie, ti prego, scusami il “collega”, davvero… cogli la sottile ironia sottesa al pezzo e vollimi ugualmente bene).
MALE! Eppure dire che rime prive di qual si voglia senso compiuto quali quelle del virtuoso di Melegnano, come ad esempio:

“Fanculo te,Fanculo te,Fanculo questo posto/non mi è ancora chiaro il motivo per cui sono qua/insieme a tutti questi stronzi che non conosco/ho sentito qualcuno parlare di insanità:mentale/forse qualcuno vorrà fare male/a un frà ma quale peccato ho commesso per meritare/di stare qua ad aspettare come un animale in cattività mi fa male/la stamina sale/carica il peso nella mia testa/bro tutta questa gente che entra resta/la prendo per non invitati alla mia non festa/qualcosa che non voglio e che la mia anima detesta/ma appena guardo il nome sul foglio risponde al mio/prossimo step:mio Dio!/volete sapere di come hanno ucciso mio zio/di come pà/faceva stare male mà/di come mà/beveva quando stava fuori città/il mio cervello và/giù e giù/ho risposto alle vostre domande per ore ormai non ce la faccio più/datemi un paio di minuti prima di trasalire/fatemi rinsavire no bro fatemi uscire!!/ 

 

mi sembravano ben più adeguate all’ inno alla mediocrità proposto da Sanremo piuttosto che quelle del selezionato e impegnato Hi-NRG:

“Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili.”

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RAPHAEL GUALAZZI feat. BLOODY BEETROOTS

ORRIDO COSPIRATORE, COME OSI?! Era ormai troppo tempo che Gualazzi congiurava contro il dogma Sanremese col suo piano virtuoso, le sue note perfettamente accostate e i suoi ottimi testi: con le sue melodie degne di chiamarsi tali. Prima a SanRemoGiovani con la perfetta “Follia D’Amore” e poi, l’anno scorso, il bis con “Sai, ci basta un sogno” e, nel frattempo, un “Happy Mistake” che nulla ha da invidiare al Jazz d’ oltre oceano. E adesso, non pago, l’ennesimo tiro mancino (Zampaglione non c’entra nulla): portare sul palco dell’ Ariston una bestia e un genio assoluto, un mostro sacro dell’ elettronica che da Bassano Del Grappa ha calcato i palchi di tutto il mondo ritagliandosi un posto di DIVO all’ interno dello scenario della migliore musica di sintesi attuale, e affiancando baronetti (nel senso proprio della parola) del calibro di Sir James Paul McCartney (che per altro sarà ospite del festival).

Chi è il tizio in questione? Sir Bob Cornelius Rifo aka Bloody Beetroots. Cosa fa per campare nella vita? Rispondetevi con un video e cercate le sottili differenze che possono dividere una performance del genere dai classici dell’ Ariston: http://www.youtube.com/watch?v=K1IrB5CuPqE

NOEMI

No, non Naomi, mi spiace. Senza Infamia e Senza Lode, in linea col passato.

GIULIANO PALMA

Pensavate che rap e elettronica non bastassero? NO, L’ orrido Fazio con la complicità del becero Pagani, direttore artistico della manifestazione, decidono che ancora era troppo poco, che lo schiaffo inferto al passato peccava di clemenza eccessiva e allora SBATTIAMOCI DENTRO ANCHE UN DIVO DELLO SKA-ROCKSTEADY NOSTRANO, VAH!

Senza TheBlueBeaters, però.

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PERTURBAZIONE

Ovvero: “l’anno scorso ci abbiamo messo i MartaSuiTubi e l’ anno prossimo sarà la volta dei TreAllegriRagazziMorti”: tira sto rock “indipendente”… URCA SE TIRA!

FRANCESCO RENGA

Il ritorno di una delle, ahimè, voci più interessanti del panorama italiano (continuo a non capacitarmi dell’ esclusione di Solange e socio).

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RON

Capelli rossi, famiglia ingombrante, certo non un mago promettente ma alla fine se la fa con quella più carina di Hogwarts. NO: NON QUEL RON.

Questo Ron è il sig. Cellamare, forse uno dei più interessanti cantautori nostrani, in attività dal 1970 e assoluto mostro sacro della musica italiana (robe da scrivere “Piazza Grande” con Dalla e suonare insieme al già citato padre di Graziani Junior). GIUSY IMPEGNATI: DEMOLIRE TUTTO QUESTO NON SARà FACILE.

RENZO RUBINO

Non lo sopporto, tipo gli asparagi, quindi non penso ne parlerò.

ANTONELLA RUGGIERO

ECCOLA Lì! ALLORA C’è UN PO’ DI MATIA BAZAR ANCHE IN QUESTA EDIZIONE!!!
Ah no, è dall’ ’89 che non ne fa più parte.  Forse per via degli impegni teatrali e di lirica… chissà! Temo ci troviamo innanzi alla voce più poderosa di quest’ Edizione del Festival (Giusy, non volermene a male).

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FRANCESCO SARCINA

La Vibrazione, frontman dell’ ex supergruppo milanese che vanta fra gli arrangiamenti più interessanti della scena rock italiana contemporanea (qualche volta un po’ troppo simili a quelli dei Beatles, ma erano simpatici quindi gli si poteva perdonare tutto).

Solista dall’ Ottobre del 2012.

RICCARDO SINIGALLIA

Altro giovane musicista “dotto”, sconosciuto ai più e proveniente dall’ Underground capitolino… che poi underground mica tanto: produce Fabi, Frankie HI-nrg, Tiromancino, Gazzè e molti altri firmando alcuni del loro più noti pezzi.

Lavora per il cinema alle colonne sonore di “Paz!” e “Amatemi” di Renato de Maria e “Italy in a day” di Gabriele Salvatores.

Un altro pericolo, un’ altra minaccia.

Quindi, cara RAI, amica dei programmi più noiosi che tutto hai fatto per deviare lo spettatore in direzione della televisione commerciale e pay, e invogliarlo a evadere il canone: cosa è successo?

Perchè tutto all’ improvviso hai deciso che era l’ora di accantonare Steven Seagal e il varietà curvilineo in favore di forme di intrattenimento di “qualità” presunta?

Io vi prego e invoco Santi Massimo Boldi e DeSicaFiglio: FATE PACE e riportate la rettitudine antimorale sui nostri piccoli e grandi schermi,

RILANCIATE IL PETO, zittite la musica.

3 Risposte

  1. Alessandra

    Vi sto leggendo da un po’, ma questo articolo mi porta a dissentire totalmente dall’idea che mi ero fatta di questo sito. Vi sembra un articolo?? scritto malissimo, come se si parlasse al primo troglodita. La punteggiatura è terribile, per non parlare degli errori ortografici e grafici (non esiste che non controlliate i testi prima di pubblicarli). Si passa come niente fosse dalla prima persona plurale a quella singolare, per poi saltellare dal presente al passato. L’autore è pieno di sé, ma con nessuna ragione legittima: fa pena!!!!!!!!!!! Vi prego, controllate quello che pubblicate, il modo in cui i vostri giornalisti scrivono e sopratutto i contenuti…………………………………………….

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  2. Anna Schio

    Origo è geniale come sempre,era troppo tempo che non usciva un suo pezzo originale! Complimenti a tutto il sito, continuate così!!

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  3. giuseppe.origo

    Gentili utenti, grazie a entrambi per i feedback, seppur ossimorici, sul pezzo: Revolart, in quanto idea di informazione social, nasce proprio col fine di creare dibattito.
    I complimenti sono sempre graditi, quindi ti ringrazio Anna: purtroppo ho dovuto rallentare il ritmo delle mie uscite perchè coordinando il progetto sono impegnato in pratiche amministrative e legate alle decisioni sulla linea editoriale del format che mi “rubano” (col sorriso) molto tempo.
    Per quanto concerne il commento di ALessandra, forse sono ancora più interessanti da ricevere le critiche in quanto potenziali spunti di dibattito, devo essere sincero ammettendo che non mi è totalmente chiaro l’appunto. Non mi reputo una “persona piena di sè” ma capisco che il mio stile può risultare a volte eccessivamente “pungente”, de gustibus. I pezzi vengono corretti da un’ equipe di correttori semi-professionisti molto selezionati che si occupano di rivederne tematiche, sintassi, punteggiatura e grammatica e la linea editoriale è decisa da me e dalla mia collega che con me dirige il progetto: in quest’ ottica, crede sarebbe possibile riferire qualche esempio così da render possibile un po’ di dibattito e fornire eventuali chiarimenti?

    Ringraziando entrambe per i feedback e invitandovi a continuare a seguirci (soddisfatte o meno),

    Giuseppe Origo

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