Testo di — FRANCESCA BERNASCHI

 

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“Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti.

 

Immaginate di vivere in una condizione così misera e degradante da cercare una via di fuga.
Ci riuscite? No?
Provate a chiedere aiuto a Pietro, magari lui saprà darvi una mano.

Volendo, questa potrebbe essere la solita vecchia storia del povero ragazzino maltrattato da un padre tanto zotico quanto ubriacone, con una madre incapace di difenderlo e un fratello con la testa troppo occupata dal rock e dalla fidanzata per alzare un dito.
Lo stesso ragazzino finisce per innamorarsi dell’amica di una vita, la bella Gloria: ricca, con la passione per l’equitazione e abbastanza sfrontata da mettere a tacere qualsiasi bullo.

E nella compagnia dei cliché non può mancare Graziano, l’esteta per eccellenza, il massimo esaltatore della bellezza femminile.
La sua fama lo precede, le sue avventure sono leggenda.
Ma si sa, la gloria può sparire anche più in fretta di come è arrivata.

Flora, invece, è l’insegnate buona, una fata turchina fra i banchi di scuola.
Purtroppo però la magia non è cosa di questo mondo e le promesse sono, troppo spesso, molto più deboli di qualsiasi incantesimo.

E questa serie di personaggi dalle storie così lette e risentite, viste e riviste sarà, inaspettatamente, capace di dare vita ad un intreccio per nulla scontato.
Alla base di tutto c’è quella forza che permette di prendere le decisioni più radicali, quelle decisive e che porta, neanche a dirlo, a conseguenze cui non si era pensato: il bisogno di cambiamento.

I personaggi qui prendono in mano la propria vita trasformandola da un copione scritto già da mille altri, in un’esperienza senza pari. Così sarà per Pietro, ad esempio.
Altri potrebbero tornare sui loro passi, dover sbagliare, consci di farlo, per capire quale sia davvero il loro posto, come per Graziano.

Sarà troppo tardi?
Forse, direbbe Flora.

Credo che questo romanzo dimostri quali siano gli effetti collaterali del tenersi tutto dentro, del non dar voce e ciò che non troviamo giusto; come il silenzio dell’omertà porti a esplodere e distruggere se stessi e gli altri, a compiere un gesto folle pur di fuggire.

Questa è una storia in cui una bugia ha innescato una reazione terribile e ha portato al miglior epilogo possibile.

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