Testo di – GIULIA BOCCHIO

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La mostra, curata da Silvia Burini e Ada Masoero, inaugurata al Mudec, a Milano, il 15 marzo e aperta al pubblico sino al 19 luglio 2017, attraverso un itinerario inedito di 49 opere ( e 85 tra icone, stampe popolari e esempi decorativi), frutto della ricerca e della sperimentazione stilistica del genio russo Kandinskij, tenta di rivelare quella  decisiva trasformazione anzitutto concettuale e successivamente visiva che nella storia dell’arte è chiamata astrazione. Il cavaliere errante in questione non è solo San Giorgio che sconfigge il drago, opera che tuttavia apre la rassegna, ma l’artista stesso, Vasilij Kandinskij (1866-1944), considerato l’iniziatore per eccellenza della pittura astratta.

Viaggiatore inquieto e partecipante attivo della vita artistica e avanguardistica in Europa, in particolare Germania, Parigi e Mosca, a partire dai primi anni del 900 influenzerà e a sua volta verrà influenzato dalla corrente espressionista, fino a giungere a un’arte completamente astratta che vede nel 1910 il trionfo della rielaborazione intima di una scena, o  di una determinata immagine, e l’abbandono dell’imitazione di un modello.

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In Kandinskij forma e colore danno vita a capolavori “non oggettivi”, poiché l’oggetto di ogni quadro è l’essenza stessa di quel concetto a cui l’oggetto rimanda, un distillato dei sensi e del significato spirituale dell’immaginazione, del mistero che travalica la mera significazione diretta. Pittura della sintesi dell’interiorità la si potrebbe definire, in cui la preponderanza del colore, del sottile ma energico tocco materico, si fa scintilla per il pensiero e la memoria e poco importa se l’effetto finale non è ancorato ad un effetto reale o, meglio ancora, virtuosistico poiché in gioco v’è un’esigenza espressiva che ha a che vedere con l’interiorità : l’astratto; la sfida è renderlo visibile sulla tela con un gesto concreto : l’atto pittorico.

Il percorso espositivo proposto è limitato poiché circoscrive la produzione di Kandinskij in una sorta di progetto “site-specific”; la rassegna infatti dedica la sua essenzialità alla metafora del viaggio come avventura cognitiva e al rapporto fondamentale fra arte e antropologia, suggestioni e rielaborazioni che condussero il genio russo all’astratto approccio con la libertà della pura visione, che non ha più legami con i limiti della materia ( e quindi del materialismo ) e della realtà reale delle cose tangibili. Un pellegrinaggio intellettuale in cui il tripudio di tutti i colori possibili prima e le reinventate geometrie poi, danno una rinnovata luce a quadri quali Mosca I ( Piazza Rossa) o alla concezione stessa di buio e Luna nell’opera dai tratti onirici Notte di Luna piena.

La cifra completamente immersiva che Kandinskij voleva donare all’occhio dei suoi osservatori affermando “Per anni ho cercato di ottenere che gli spettatori passeggiassero nei miei quadri: volevo costringerli a dimenticarsi, a sparire addirittura lì dentro”, è restituita dall’importanza di un’altra arte assolutamente conforme all’astrattismo e che per tutta la vita ammaliò ed ispirò il pittore : la musica. Quest’ultima, evocativa e creatrice d’atmosfere impalpabili, accompagna i visitatori nell’ultima parte della rassegna, omaggiandoli con frammenti musicali schönberghiani e strumenti di interazione multimediale.

 

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Dal 15 Marzo 2017 al 09 Luglio 2017

Milano, MUDEC Museo delle Culture

Biglietto: Intero 12 € | Ridotto 10 € | Ridotto speciale 8 € | Groups 10 € | Scuole 6 € | Pre-scuola (bambini da 3 a 6 anni) 3 €

info@mudec.it

www.mudec.it

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