Poesia di – LORENZO VERCESI

 

Seduto penso

e seguo il pensiero longitudinale

della rotaia che muore nel buio

Immagino passi di rame

scheletriti superare il limite

dell’archibugio celeste

A tratti l’orizzonte

sembra un plagio cubista

grigioverde

E preme sul cuore

un affanno bifronte

Chimico procede, a sbuffi

il motore del mattino

Io aspetto svogliato

su una delle guglie del cielo

sento scricchiolare corvo

il marchingegno di me

e, gotico

sorrido

 

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