Testo di – ALICE ARDUINO

“Uno degli aspetti più ridicoli della democrazia rimarrà sempre il fatto abbia essa stessa offerto ai suoi nemici mortali i mezzi mediante i quali distruggerla”

Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda Nazista

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Per comprendere i cambiamenti politici contemporanei è necessario analizzare la realtà dei fatti e prendere coscienza di come la democrazia ha dato un notevole contributo al ritorno e al generarsi di ideologie sovraniste, più comunemente chiamate fasciste. Su questo si concentra il nuovo libro di Michela Murgia “Istruzioni per diventare fascisti” analizzando l’ondata di populismo e la lentezza burocratica del sistema democratico, narrando in modo sarcastico e pungente come il ritorno al pensiero antico, ma molto moderno sia più semplice, facile e comprensibile per risolvere i problemi. «Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all’Italia di oggi, sembra che non interessi più a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia più rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, più veloce ed efficiente?»

Con queste parole inizia a spiegare la motivazione principale del ritorno alla filosofia populista. ll voler mettere sempre tutti d’accordo è un’arma a doppio taglio che prima o poi si abbatte su chi la promuove evidenziando come sia necessario prendere decisioni per cambiare le cose. La democrazia si fonda sul dissenso permettendo a chiunque di esprimere la propria opinione. Il fascismo al contrario punta al consenso e all’approvazione di un’idea che possa essere acclamata e seguita da più persone. Basta avere la maggioranza popolare per modificare il pensiero comune e attraverso strategie comunicative metterlo in atto. Si parte dalla banalizzazione e semplificazione dei concetti e la soluzione dei problemi italiani si riassume in 3 parole: Dio, Patria e Famiglia.

In primo luogo vi è la diffusione delle false notizie attraverso giornali online e offline. Nell’era dei social media e blog chiunque ha la possibilità di scrivere ed esporre la propria opinione condividendo le notizie che possono diventare virali e aumentare nelle visualizzazioni attraverso i “like” degli utenti. Nella moltitudine della disinformazione, l’unico modo per combattere il caos mediatico è trarne vantaggio, alimentandolo. Si inizia con il demolire le figure pubbliche che ricoprono un ruolo importante, le autorità morali e scientifiche che fondano sul sapere e la conoscenza i principi della loro reputazione. Insinuare il dubbio con teorie complottiste è il primo passo. Lo stesso Joseph Goebbels capo della propaganda nazista diceva: “Una menzogna, ripetuta all’infinito diventa verità”. Applicato alla società contemporanea evidenzia come contenuti virali su internet modifichino l’opinione pubblica.

Il secondo passo è banalizzare e semplificare i concetti attraverso un l’utilizzo di un linguaggio chiaro, diretto ed esplicito. La democrazia ha sempre ammaliato con i paroloni, difficili da comprendere per le persone comuni. Per far arrivare i messaggi bisogna parlare come il popolo, trovare la paura presente nei cittadini, alimentare la loro visione di instabilità e farne una propaganda. Le persone vogliono essere rassicurate e chiedono allo Stato e a colui che lo rappresenta di prendere decisioni per la soluzione del problema. Non essendo una soluzione immediata e veloce, si distoglierà l’attenzione dalle cose importanti e ci si concentrerà su fatti futili, trovando un capro espiatorio e dando al popolo un nemico da ricercare e incolpare. 

Da qui il terzo passo è breve. Trovare un nemico comune: lo straniero. Per avallare queste teorie bisogna però saperle spiegare: si generalizza su qualsiasi cosa, lavorando sui luoghi comuni e sulla diversità mettendo le fragilità del nemico con i cittadini a confronto. Si ragiona per priorità: gli stranieri rubano il lavoro? Non ce n’è neanche per gli Italiani. L’immigrato viene ammazzato e scappa dalla guerra? Ci dispiace, ma prima vengono gli italiani e i vecchi con le loro pensioni. Piangi per le morti in mare? Non ti ho visto piangere per i nostri connazionali che non arrivano a fine mese.  La disuguaglianza è la fonte della discriminazione che se in democrazia è vista come un arricchimento culturale per il fascismo diventa un pericolo da combattere.

Dopo la colpa agli stranieri arrivano le donne e i gay, altra categoria a rischio. La famiglia torna ad essere il centro perché permette attraverso le nascite di ripopolare il paese di appartenenza e creare continuità e stabilità nelle future generazioni. L’emancipazione delle donne le ha portate ad essere autonome, ad andare a lavorare e dedicare meno tempo al marito e ai figli, mentre gli omosessuali non sono utili alla procreazione e rivendicano l’amore libero. È necessario ristabilire l’ordine: sussidi alle ragazze che rimangono incinta e si dedicano alla famiglia e al marito lavoratore e l’abolizione dei diritti verso gli omosessuali che minano a indebolire la famiglia tradizionale. In tutto questo la Chiesa ha una grande importanza perché grazie alla sua morale saprà “riportare sulla retta via le anime perse”.

Combattere l’integrazione, la diffusione della cultura, e dei principi di parità sono le priorità. La manipolazione mentale di questa ideologia passa da qui: dall’unione delle forze come potere e dalla sottomissione come arma di controllo. E la Murgia narra questi passaggi in modo esemplare. È necessario anche comprendere che il pensiero fascista si concretizza sui bisogni delle persone e su questioni pratiche che possano aiutare i cittadini. E quando la democrazia lascia passare gli anni senza trovare alternative e si perde nelle decisioni da prendere, il fascismo e il suo pensiero radicale hanno il sopravvento, puntando sulla stanchezza dei cittadini, all’accumularsi dei problemi non risolti e offrendo soluzioni anche a costo di calpestare la dignità umana. E per ripristinare l’ordine è necessario instillare rabbia, l’intolleranza e violenza verso il prossimo come unica soluzione per far rispettare la legge. Per farlo è necessaria la presenza di capo forte e deciso che saprà guidare il popolo verso la libertà.

In questo libro Michela Murgia riesce a decostruire la democrazia e il suo funzionamento attraverso la provocazione, il paradosso e l’ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. Per farlo, ci mette davanti ad uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte più nera che alberga in ciascuno di noi.

LIBRI:

Istruzioni per diventare fascisti” di Michela Murgia, Einaudi Editore 2018

 

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