Testo – UALLANDER

 

Era appena l’estate scorsa quando i Kodaline suonavano alle porte Milano. Un concerto estivo capitato, per una sfortunata coincidenza, la stessa sera di quello di Paolo Nutini a Genova e degli Arctic Monkeys a Verona, nomi forse più apprezzati dagli amanti delle trasferte e dei concerti all’aperto. Ma chi se li è persi qualche mese fa non commetterà lo stesso errore il prossimo 25 ottobre, quando i Kodaline riempiranno i Magazzini Generali del capoluogo lombardo.

 

Solo lo scorso 9 febbraio usciva invece il loro nuovo album, Coming Up For Air, registrato quasi per caso, spiega il cantante Steve Carrigan, “è accaduto tutto così in fretta. Se qualcuno ci avesse detto allinizio dellestate che avremmo finito il nuovo disco in autunno, non ci avremmo creduto. Complice il nuovo produttore irlandese Jacknife Lee, come la band, i Kodaline affermano di essersi concessi di sperimentare, di divertirsi con nuovi suoni, provando quei synth sparpagliati che non avevano mai considerato, nel loro studio dove la loro presenza non era per confezionare un nuovo album, bensì per lasciarsi andare. Ed è così che il senso di un disco non molto atteso, la cui uscita è stata immediata dopo la fine del tour, sta proprio nella sua mancanza di pianificazione, nella sua nascita del tutto spontanea. E quando nuove canzoni nascono da sperimentazione e divertimento, nessuna band ha bisogno di una pausa.

 

La ricerca di un nuovo sound si sente ma non destabilizza, i Kodaline rimangono centrati, non cambiano la loro identità oscura e romantica, dove i testi di Carrigan si impongono ancora una volta con le loro melanconiche melodie. Inevitabile il confronto con i Coldplay, Carrigan e Martin hanno infatti voci molto simili, ma sono proprio i testi del quartetto irlandese a fare la differenza. Carrigan è un songwriter che stupisce proprio perché sembra non prendere troppo sul serio l’intramontabile tema dell’amore eterno, emblematico è anche il titolo dell’album, lo stesso di un romanzo satirico di Orwell. “I know now a love like this won’t last forever”, scrive nella sua Lost, versi che non sembrano fatti per assecondare cori da stadio.

 

Coming Up For Air è ricercato, elegante, diverso. Sebbene i Kodaline affermino che mai avrebbero pensato di fare musica elettronica, con brani come Human Again e Play The Game (il più movimentato e inaspettato dell’album) dimostrano che forse avrebbero dovuto pensarci molto prima. Un gran ritorno, godibile proprio perché di loro ancora non ne sentivamo la mancanza. Dodici tracce da non perdere di una band che va vista live: la prossima volta potremmo non essere così fortunati da riaverli subito in tour con un bell’album come Coming Up For Air.

 

Voto: 8

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