Testo di – GIUSEPPE ORIGO

 

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Ad un anno di distanza dal suo start il progetto Revolart può dire di aver raggiunto ottimi risultati in termini di seguito globale.

La mission postaci, di provare a diffondere un modello di divulgazione culturale “social” e demistificato in contrapposizione ai canoni spesso troppo legati ad accademismi esasperati che sovente caratterizzano la trattazione del cosmo “Cultura”, ha dato risultati ottimi e il portale continua a crescere in termini di diffusione, letture e contributi.

Certo però è il fatto che lo “zoccolo duro” della nostra utenza provenga da quel privilegiato ambiente che, a ben pensarci, è il nostro medesimo: quello di una medium e upper class privilegiata e, di base, già poggiante sulle solide fondamenta di un’ istruzione che, anche per una componente fatalistica, è stato possibile costruire col tempo e con il confronto con un ambiente esterno genericamente tutelato.

Questa “Cultura” che, in qualche modo, cerchiamo di promuovere e diffondere è, e deve essere, però bene innanzitutto globale, e questa è la mission del progetto Revolart e il nostro manifesto.

Compiacersi di risultati buoni è assolutamente lecito ma, in un certo senso, stiamo servendo il secondo a chi già si è parzialmente saziato con antipasti e primi, dimenticando che, al desco della globalità, questi non sono stati serviti a tutti i palati e spesso non per scelta dei convenuti.

Cercando in qualche modo di fare qualcosa di “utile” in questo senso, abbiamo deciso di espandere il nostro campo d’ azione con proposte di tipo culturale esterne alla nostra attività principale di editoria on-line.

Nel corso della mia quadriennale esperienza di studente fuori sede a Milano ho vissuto sotto il tetto di un pensionato integrato, gestito da una cooperativa sociale vota alla rivalutazione del territorio di quartieri a rischio dell’ area metropolitana, nel mio caso della zona della Barona.

Parlare di “rischi” ed “emergenze” sociali e confrontarsi con esse, può spesso significare esporsi al generare atteggiamenti tendenti all’ ipocrisia, come l’affrontare tutti i ruoli che portano al faccia a faccia con situazioni in cui morale e pratica rischiano di non procedere a pari passo…
Questo però è qualcosa che mai ho riscontrato nell’ azione di La Cordata, cooperativa in questione che, facendo di Zumbini 6 (dove ha sede il Pensionato Integrato Tandem, e quindi la mia scrivania) un perfetto promotore di valori Umani prima che sociali, ha nel tempo creato un riferimento per la mirata rivalutazione del quartiere.

Lavorando su cardini chiave come Welfare Abitativo, Integrazione, Autonomia ed Emancipazione le parole si sono progressivamente trasformate in fatti e questi si sono concretizzati in alloggi, sostegno e alternative vote alla stabilizzazione delle realtà umane tentennanti presenti in numero consistente sul territorio.

Qui va ad inseristi il nuovo progetto, secondo la convinzione che la divulgazione Culturale debba innanzitutto partire dal presupposto di raggiungere il maggior numero di destinatari fornendo questi uguali mezzi per approcciarsi ad essa: una serie di eventi, in collaborazione con La Cordata stessa, di carattere pedagogico-sociale.

I primi due incontri, durante i quali proporremo esperienze di forum e laboratori sui temi de Il Re Leone & L’ Amleto e il mito della Caverna di Platone, saranno per un pubblico di ogni età, strutturati in modo da poter essere rivolti tanto ai più piccoli quanto agli adulti, nel tentativo di inculcare il concetto della curiosità oltre la concretezza dell’ immagine, fondamento basilare da cui partire per sviluppare un approccio critico verso un mondo che, invece, sembra progressivamente andare a ridursi alla formattazione in prodotto di consumo.

Un mondo ormai troppo “social” per potersi concedere il lusso di esser “sociale”.

In questo senso la scelta di privilegiare, anzi tutto, il pubblico dei più giovani è obbligata perché implica il rivolgersi alla fascia che è potenzialmente più danneggiata da una situazione di instabilità sociale e nel contempo la più terza alle cause di questa.

Questo è il modesto tentativo di diversificare la nostra offerta restando nel solco di quanto, da manifesto, mission e ideali, abbiamo scelto su cui costruire Revolart: di creare qualcosa che VERAMENTE coltivi l’ idea che Arte e Cultura siano, innanzi tutto, beni globali e non escludibili, patrimonio di tutti senza distinzioni di tipo alcuno.

5 Risposte

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