Testo di – DANIELE CAPUZZI

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Riccardo Chailly, direttore musicale del Teatro alla Scala, inaugura il primo maggio 2015, con l’acclamata Turandot, il progetto di rappresentare a Milano entro il 2020 tutte le opere di Puccini per tracciare il sentiero dell’interpretazione del catalogo pucciniano per il nuovo secolo. Questa volta è il turno de La Fanciulla del West, per la quale il direttore non si è affidato alle partiture già in circolazione, ma ha preferito studiare su quella originale, scritta dal pugno del compositore. Le radici di tale motivazione derivano dallo zelo di Toscanini nel porre mano alla musica per plasmarla a suo piacimento prima dell’esecuzione. Nella Fanciulla, dice Chailly in una presentazione antecedente la prova aperta per i sostenitori di Milano per la Scala, Toscanini apporta centinaia di modifiche, di legatura, di fraseggio, di dinamica, ma anche di struttura dell’orchestra, poiché il Metropolitan Opera House nel 1910, luogo della prima rappresentazione, era un teatro “muto” e richiese il raddoppio di molti strumenti.

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Foto 1

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Locandina

Direttore: Riccardo Chailly

Regia: Robert Carsen

Scene: Robert Carsen e Luis Carvalho

Costumi: Petra Reinhardt

Luci: Robert Carsen e Peter Van Praet

Video Designer: Ian William Galloway

 

Minnie: Barbara Haveman (3, 6, 10)

Eva-Maria Westbroek (13, 18, 21, 25, 28)

Jack Rance: Claudio Sgura

Dick Johnson: Roberto Aronica

Nick: Carlo Bosi

Ashby: Gabriele Sagona

Sonora: Alessandro Luongo

Trin: Marco Ciaponi

Sid: Gianluca Breda

Bello: Costantino Finucci

Harry: Emanuele Giannino

Joe: Krystian Adam

Happy: Francesco Verna

Larkens: Romano Dal Zovo

Billy Jackrabbit: Alessandro Spina

Wowkle: Alessandra Visentin

Jake Wallace: Davide Fersini

José Castro: Leonardo Galeazzi

Un Postiglione: Francesco Castoro

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Foto 2

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Come fu per Turandot a maggio, anche in questa nuova produzione de La Fanciulla del West chi raccoglie il maggior successo è il direttore d’orchestra Chailly, benché sia la prima volta che esegue integralmente tale opera. I suoi ammiratori conoscono però la caratura della sua estetica, la sua perizia nella ricerca della volontà del compositore e l’innegabile efficacia del colore orchestrale, che vengono ampiamente premiati.

Il soprano Eva-Maria Westbroek presente durante la prova aperta del 26 aprile, ha dovuto rinunciare alla generale e alle prime tre recite a causa di un’affezione che l’ha colpita alla gola. Barbara Haveman la sostituisce nel ruolo di Minnie, proprietaria della Polka. Arrivata poco prima della generale, non ha avuto tempo e modo di raffinare l’interpretazione nel contesto scaligero. Benché abbia già affrontato la parte in diversi teatri nel mondo, ci è parsa sotto tono, con basi poco sostenuti e acuti talvolta strillati, ma le si dia luogo di acclimatarsi.

Non delude lo sceriffo Jack Rance di Claudio Sgura, dalla voce sicura e piena. Cede nel registro grave il tenore Roberto Aronica nei panni di Dick Johnson, più sicuro invece nella parte più alta del canto. Toccante l’aria “Ch’ella mi creda”.

Ottimo il coro del Teatro diretto da Bruno Casoni, così come sono apprezzabili gli interpreti dei minatori, fra cui segnaliamo Carlo Bosi e Alessandro Luongo.

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Foto 3

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La regiadi Robert Carsen, che ha pure curato le scene in collaborazione con Luis Carvalho, è fresca, senza discostarsi con eccessi dal libretto. Nel breve preludio i minatori assistono alla proiezione del film “The Lady Of The Golden West” (1938) di R.Z. Leonard, dopodiché il cinema si trasforma nella Polka gestita di Minnie. Quando ella arriva, si apre sulla scena un magnifico deserto, più tipico dell’Ariziona che delle terre californiane interessate dalla febbre dell’oro, ma ciò che importa è la magnificenza dell’ambiente. La camera della protagonista del secondo atto dalle pareti instabili come l’amore fondato su una mezza verità tra i protagonisti. Il muro cruento dopo che Jack, ferito in una sparatoria, si rifugia nel solaio di Minnie, può essere letta come un’interessante iperbole del dolore del bandito. C’è un cavallo nel campo dei minatori che apre il terzo atto, che con l’arrivo di Minnie diventa un cinematografo, in cui i lavoratori si recano a rivedere e rivivere la loro stessa storia.

Le scene sono ancor meglio delineate dalle intense luci dello stesso Carsen e Peter Van Praet.

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Foto 4

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Per chi fosse interessato ad assistere allo spettacolo, ma non può recarsi a Milano, l’opera sarà trasmessa il 3 maggio in diretta radiofonica su RAI Radio Tre, il 10 maggio in diretta cinematografica  e il 12 maggio in differita televisiva su Rai5.

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