Testo di – GIULIA BOCCHIO

 

Qualche volta non serve andare oltralpe per assaporare l’arte e i richiami di una Versailles che si riflette fra dorature fulgide e specchi riverberanti un passato di splendori e maestà. Non occorre neppure raggiungere Colonia, Vienna o Dresda per ritrovarsi di fronte al pittore fiammingo per eccellenza, Pieter Paul Rubens e del suo allievo Antoon Van Dyck o ancora, spingersi sino al Museo del Prado di Madrid per ritrovare gli echi di Bosch fra le Tentazioni di Sant’Antonio: nel cuore del centro storico di Genova Palazzo Spinola custodisce fra le proprie possenti mura tutti gli splendori del caso.

Realizzato nel 1593 e abitato dalla famiglia Grimaldi fino all’anno domini 1641, Palazzo Spinola , venne in seguito ceduto ad Ansaldo Pallavicini per sanare una serie di ingenti debiti; da allora fra un passaggio ereditario e l’altro il regale edificio ospiterà stabilmente la dinastia degli Spinola.

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Questi erano una delle più importanti e influenti famiglie genovesi dell’epoca, rappresentanti la nuova nobiltà borghese di parte ghibellina, in netta contrapposizione coi Fieschi e i Grimaldi, di nobiltà feudale e guelfa per l’appunto.

Fu proprio a partire dal XVIII secolo, coincidente con il loro insediamento a palazzo, che presentava tutte le caratteristiche architettoniche del tardo Cinquecento, che cominciarono numerosi e imponenti lavori di ristrutturazione e le realizzazioni di stucchi dall’impronta rococò.

L’eccellente dimora degli Spinola assunse ben presto gli orpelli e gli sfarzi di palazzi e saloni dal gusto spiccatamente francese e barocco. Molte le influenze estetiche, le reminiscenze visive e gli omaggi a modelli eterni quali la Galleria degli Specchi della reggia di Versailles: il più caratteristico corridoio di specchi e dorature che accompagna il passo del visitatore alle stanze ove sono conservate opere del Perugino e del Baciccio, è un ricercato richiamo a quelle atmosfere francesi che tanto amava il Re Sole.

Oggi da storico palazzo residenziale fra i più famosi di Genova, Palazzo Spinola è una Galleria Nazionale, nonché il principale museo statale della città. Al suo interno è possibile ammirare il famoso Ecce Homo di Antonello da Messina, Il sacrificio di Isacco del Gentileschi, il ritratto di Ansaldo Pallavicini di Van Dyck e molte opere di Gregorio De Ferrari fra cui le Allegorie della musica e dell’Astronomia.

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Fra le sale che precedono l’ultimo piano e l’accesso alla piccola terrazza panoramica dell’edificio si scorge immediatamente l’imponenza del Ritratto equestre di Giovanni Carlo Doria di Rubens e un ennesimo richiamo: questa volta a Hieronymus Bosch e alle sue Tentazioni di Sant’Antonio. È la mano di Peter Brueghel il Giovane a regalare e relegare a Palazzo Spinola il mistero e le ambiguità di una deliziosa tavola riecheggiante quella stessa aura Hieronymusiana di peccato e di impenetrabili ibridi: gli stessi che tra il sangue di congiure, dinastie, combinazioni matrimoniali e complotti fra sete di potere e ambizioni politiche hanno attraversato quelle sale e quelle stanze con la stessa grazia  e gloria con cui oggi è possibile ammirarne la bellezza e l’eternità fra i più grandi nomi della storia dell’arte che qui, si mischia a quella politica.

Palazzo Spinola è uno scorcio privilegiato sulla Superba, la pagina illustre di un racconto che ne celebra la storia e i personaggi, è l’affresco di una città piena di cultura e di stimoli, già riconosciuto e inserito nel 2006 nella lista fra i 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova e divenuti Patrimonio dell’umanità UNESCO.

È possibile consultare il sito per info, orari di visita e costi, da cui sono esenti tutti gli studenti universitari iscritti ai corsi di laurea umanistici : http://www.visitgenoa.it/it/galleria-nazionale-di-palazzo-spinola

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