Testo di — ANGELICA CARBONE

Gennaio 2011, Diego Della Valle, patron di Tod’s, annuncia di voler partecipare al restauro del Colosseo mettendo a disposizione ben 25 milioni di euro. A tre anni di distanza, il cantiere per la messa in sicurezza e la ripulitura dell’anfiteatro è finalmente partito.

«Vorrei che l’inizio dei lavori venisse letto anche come un segnale di una più generale ripartenza del nostro Paese. Un Paese che c’è e nel quale, con lo spirito di iniziativa, le cose si possono fare. Anche se resta assurdo che si continui a combattere con la scarsità di risorse per mettere a posto i monumenti, la più grande ricchezza di cui disponiamo» sono le parole di Della Valle, parole delle quali molti altri illustri designers italiani hanno fatto tesoro.

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È questo il caso di Prada e Versace che, in vista di Milano EXPO 2015, hanno annunciato di voler contribuire al restauro della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, capitale economica del nostro Paese sulla quale, per l’occasione, saranno puntati tutti i riflettori.

Dopo 20 anni, finalmente, la storica galleria potrà risplendere di nuova luce e questo grazie all’arrivo di fondi privati, messi a disposizione da due dei maggiori esponenti del Made In Italy e dalle Librerie Feltrinelli, sponsor ufficiale dell’iniziativa. Il tutto avverrà, quindi, a costo zero da parte del comune milanese.

Alla base di questa straordinaria generosità da parte delle due illustri maison di moda, non solo un notevole ritorno in termini di immagine, ma anche un sostanzioso accordo con il Comune di Milano per l’acquisizione di spazi nella Galleria.

Come tutti ricorderanno, l’anno scorso Mc Donald ha chiuso i battenti e ha liberato un’ampio spazio destinato ad accogliere il brand Prada il quale, tra l’altro, possedeva già uno store in Galleria, proprio di fronte al popolare fast food.

Il cantiere in questione sarà decisamente innovativo: un ponteggio mobile si sposterà lungo binari collocati sul pavimento per realizzare la manutenzione delle facciate con velocità e sicurezza. In questo modo, durante i 13 mesi previsti per il restauro, sarà consentito l’accesso ai passanti in tutti i lati della Galleria e, soprattutto, nei negozi al suo interno.

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Nel 2015, quindi, potremo già camminare in una nuova, restaurata e rinnovata Galleria, circondati da boutiques di lusso, sofisticati lounge bars e, soprattutto, tanto Prada, Prada ovunque.

Il progetto di espansione del marchio per le vie di Milano, infatti, non si ferma qui. Pochi giorni fa la Maison ha acquistato la prestigiosa pasticceria di Corso Magenta firmando un cospicuo accordo con il celebre proprietario Angelo Marchesi.

Fondata nel 1824, la Pasticceria Marchesi era ormai divenuta luogo di ritrovo storico per la borghesia milanese. Eccellenza rinomata per i suoi dolci, cioccolato e panettone su tutti, la pasticceria entra a far parte del portfolio di Prada e del suo obiettivo di valorizzazione e rafforzamento del brand nell’ambito di futuri progetti di sviluppo a Milano e non solo.

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Già lo scorso Luglio era stata inaugurata, nella sopracitata Galleria Vittorio Emanuele, la “Prada Galleria”, megapalazzo polifunzionale che comprende il nuovo negozio dedicato alle collezioni maschili, il progetto di un ristorante e del restauro del cortile e, infine, l’idea di trasformare i piani superiori in spazi espositivi per la Fondazione Prada.

Una volta concluso il progetto, previsto per il 2015, “Prada Galleria” offrirà al pubblico una finestra sul mondo del brand nel suo complesso. Non solo shopping e moda, quindi, ma anche e soprattutto un luogo di incontro aperto al pubblico, il quale sarà invitato a partecipare a eventi artistici e culturali in uno dei contesti architettonici più emblematici del nostro Paese.

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Indubbiamente la casa di moda ha capito che, al giorno d’oggi, bisogna differenziarsi e creare valore per i consumatori aldilà del mero prodotto fisico. Negli anni, Prada ha sicuramente dimostrato di essere uno dei migliori soggetti economici italiani, capace di far rinascere la vita economica e culturale di questo Paese. Un sincero coinvolgimento in quello che è il nostro patrimonio artistico culturale, quindi, unito alla volontà di trasformare il marchio in un lifestyle brand dall’impronta milanese.

Il Made In Italy che corre in soccorso del Made In Italy. Una strategia win-win quella proposta dai marchi del lusso, una collaborazione tra comuni e privati che, si spera, porterà ottimi risultati sul piano artistico culturale e sullo sviluppo economico dell’Italia.

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