Testo di — DAVIDE LANDOLFI

 

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E’ ormai chiaro che la cantante Syria abbia scelto come proprio imperativo categorico la sperimentazione.

Sperimentazione che in questi quasi 20 anni di carriera non è mai mancata: appare dunque assai lontana da una diciannovenne esordiente sul palco di Sanremo che propose un brano, Non ci sto, dalle tipiche sonorità sanremesi.

Un pop pulito, melodico che si è trasformato in Indie con il disco, tributo alla scena indipendente italiana, Un’altra me o in elettronica con il progetto Airys e l’EP Vivo Amo Esco.

E pare che questo Syria10 sia proprio una continuazione di quella che fu la svolta (e una parentesi) elettronica nel 2009: ritornano dunque i synth prepotenti, i beat sincopati in un disco tutto da ballare e perfettamente al passo con i tempi segno che anche in Italia si possono confezionare produzioni dal sapore internazionale.

Al cospetto della signora Cipressi solo i migliori produttori e Dj italiani: Big Fish, Andro.id (Negramaro), Two Fingerz, Stefano Fontana (Stylophonic), Dj Shablo, Pink Is Punk, Power Francers giusto per citarne alcuni.

Pur essendo un lavoro dalle sonorità leggere e danzerecce non mancano, come sempre, impegno e serietà in testi tutt’altro che banali come dimostra Sono Io dove viene affrontato il tema dello stalking in chiave super house, così come Fuori Dal Tempo, segno che per parlare di argomenti importanti non è necessario tutto un apparato concettuale di testi e melodie.

Non mancano nemmeno collaborazioni illustri: Max Pezzali è uno degli autori del testo di Odiare, primo singolo del disco prodotto da Big Fish o Katerfrancers in E’ tutto Chiaro, una delle tracce più club oriented che si trova completamente in linea con quella che fu la parentesi Airys 5 anni fa.

Pur rimandendo nell’ambito dance/elettronico, Syria10 presenta brani dalle atmosfere più addolcite: Semplice ricorda la melodia di un carillon degli anni 2000, Imparando a Volare che richiama i suoni elestaci dell’acqua per poi esplodere nel ritornello con un accenno di dubstep e Tutti I Colori Del Mondo che risulta essere l’unica ballad di questa nuova fatica discografica.

Trova spazio anche la cover di Innamoratissimo dei Righeira, brano del 1986, resa femminile (Innamoratissima, appunto) e dance oriented con un testo ridotto all’osso, come impone il genere, dove ancora una volta la protagonista è la melodia e il ritmo adatto alla stagione estiva.

Syria, dunque, non solo va a riconfermarsi come una grande interprete, ma ribadisce ancora una volta che oltre al pop melodico, e di conseguenza a tutta la tradizione musicale italiana, c’è altro. C’è voglia di sperimentare, voglia di giocare con i suoni, voglia di non rimanere ancorati nel solito sole-cuore-amore all’italiana.

Un disco come Syria10 in poche se lo sarebbero potute permettere, ma solo una è riuscita a renderlo convincente, anche in un panorama musicale non sempre aperto all’innovazione e alla leggerezza.

Voto: 10

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