Scritto da – Massimiliano Romualdi

Una volta il regista Alberto Lattuada a proposito del film disse:

«C’era in quel film la voglia di rovesciare di nuovo certi falsi valori. Prendiamo una puttana. Mettiamola vicino alle signore cosiddette perbene e che, viceversa, scopano tutta la settimana e poi il sabato ricevono il marito al mare. Ma fanno l’ostracismo a quella che è siglata puttana. E, al di sopra di questo verminaio, il miliardario… È la battaglia contro l’ipocrisia che mi è stata sempre a cuore. Che talvolta appare nei miei film e talvolta non è tanto evidente, perché scorre come una vena sotterranea. Come la vena erotica. Si tratta di scovarle.»

La recensione su La Spiaggia potrebbe aprirsi e chiudersi con un semplice invito, quello di recuperare il film. L’opera diretta da Lattuada, nella sua semplicità e delicatezza, è semplicemente perfetta. Il soggetto del film prendeva spunto da un fatto vero, accaduto agli albori degli anni cinquanta in una spiaggia “chic” di Alassio in provincia di Savona dove alcuni villeggianti avevano riconosciuto in una frequentatrice dello stabilimento balneare una prostituta, che quindi era stata ripudiata, evitata come se fosse un’appestata, dai vicini di ombrellone e di cabina. Qualcuno, forse lo stesso Lattuada o il produttore Goffredo Lombardo della Titanus, venne a conoscenza di questo potenziale soggetto, il quale finì quindi nelle mani di Rodolfo Sonego. La prima versione del soggetto s’intitolava L’isola e visto che a produrlo, in un primo momento, doveva essere la Rizzoli si pensò ad Ischia come ambiente naturale della vicenda. Ma poi non se ne fece nulla e il tutto andò nelle mani di Lattuada che decise di girare la pellicola a una trentina di chilometri di distanza da Alassio, il paese dove era avvenuto il fatto che aveva ispirato il copione. Il film si apre in una stazione, con due suore che accompagnano una bambina ed una mamma che aspetta di passare la vacanze con la stessa. È l’estate del 1953, Caterina è una bambina di pochi anni che la mamma manda in collegio perché il suo lavoro non le permette di dedicarle tutto il tempo che la figlioletta si merita. Anna Maria è la mamma che la va a prendere in stazione, è disposta a tutto pur di passare le vacanze con lei. Anna Maria è interpretata dalla bella Martine Carol, la regina del sex appeal prima di Brigitte Bardot, ed è perennemente vestita di nero. Perennemente in lutto.

O così sembrerebbe. La vacanza, molto breve visti i problemi economici della donna (la vediamo contare ogni giorno i soldi disponibili), è in riviera.

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All’inizio Anna Maria aveva programmato di andare in vacanza a Terrazzi ma sul treno incontra un baldo giovane che la convince a soggiornare a Pontorno. Quel baldo giovane altri non è che il sindaco di Pontorno stesso e sarà parte molto importante all’interno del film.

L’incipit e i primi venti minuti di film sono molto interessanti, al di là della caratterizzazione dei personaggi quello che colpisce lo spettatore è la lunga sequenza sul treno. In cabina l’aria è pesante, il vagone dei fumatori rende irrespirabile l’aria sia per Anna Maria che per la piccola Caterina.

A parte le scene “in vagone” quello che colpisce è la reazione all’avvicinarsi a Terrazzi: la riviera, la vacanza, diventa il coronamento di un sogno, la riviera come qualcosa di cui festeggiare ed andare fieri. La donna e la figlioletta si dirigono in vari alberghi ma non ci sono stanze libere.. o meglio una stanza è libera solo ed esclusivamente all’esclusivo Hotel Palace, l’albergo della buona società, quello dei clienti con i soldi, della Liguria bene.

Creduta una vedova perbene, è accettata dai clienti dell’Hotel Palace ma quando si scopre il suo mestiere, le si fa il vuoto intorno.

Cosa nasconde la donna? Cosa può fare il sindaco? E quale sarà la parte del cinico, ma giusto, miliardario Chiastrino in questo gioco delle parti nell’Italia del dopoguerra in cui “come tutto può cambiare tutto resta uguale”?

I personaggi primari in questo film hanno spazio, sono utili allo sviluppo della vicenda, ma non sono il motore primo dell’opera.

In realtà a Lattuada interessa sottolineare l’ipocrisia che si nasconde dietro ai sorrisi degli albergatori o quella nascosta nei vari omaggi fatti al ricco miliardario.

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Il vero tema del film, il vero protagonista, il motore primo dell’opera quindi è l’ipocrisia, il filisteismo e la cattiva coscienza dei piccolo-borghesi che poi sono dei piccoli ladri, citando alla lettera le parole di Chiastrino: ..quei piccoli ladri che invidiano e tentano d’emulare, quasi sempre senza riuscirvi, i “grandi ladri”. Il film fu quasi interamente scritto da Sonego con la collaborazione di Spaak per alcune battute, Spaak si limitò ad impreziosire la sceneggiatura con alcune battute aforistiche, assiomatiche. Come quella che pronuncia Chiastrino dopo aver premiato, nella sequenza della gara di castelli di sabbia, il castello di Caterina: « È il meno bello… Ma i bambini debbono abituarsi all’ingiustizia… e il più presto possibile! ». La pellicola, innovativa anche sotto l’aspetto del costume degli anni ’50, ebbe notevoli problemi con la censura, che tagliò o accorciò alcune scene di bikini, la doccia di Valeria Moriconi, una sequenza di petting notturno, e varie altre cose. Questo signore e signori è un film in cui tutto va bene, la bambina si diverte e gioca, la mamma è felice e prende il sole (c’è sempre l’ombra dei soldi che finiscono ma, fondamentalmente è una donna felice) fino al giorno in cui nell’albergo prende alloggio un tale che conosce Anna Maria e sa quale sia la sua vera condizione. Signore e signori, La Spiaggia è un capolavoro unico nel suo genere, è uno dei film più importanti del cinema italiano che mostra con terribile realismo l’ipocrisia che si nasconde dietro al perbenismo dei personaggi secondari, ospiti dell’Hotel. Ipocrisia, crudeltà, perbenismo, invidia, cinismo, sono tutti sentimenti analizzati e messi in risalto in questa pellicola.

Qual è il passato più sporco?

Quello della protagonista o quello di chi durante la seconda guerra mondiale si è arricchito frodando o uccidendo e adesso fa la vita del sultano? O ancora, quello di chi si trova ad invidiare e a adulare un vecchio miliardario per avere più soldi?

La Spiaggia è un film fondamentale, unico, bellissimo, semplice e d’effetto.

Qui lo streaming legale dal sito della Rai:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-da3f3cc5-61bb-4d2c-b568-ec9041a74b25.html

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